La sovranità dei dati sta diventando una priorità strategica per aziende e pubbliche amministrazioni di tutto il mondo. In questo scenario, Netskope ha annunciato un importante potenziamento della propria infrastruttura globale NewEdge Network, con l’obiettivo di offrire un livello ancora più elevato di controllo, conformità e performance. Secondo l’azienda, l’evoluzione della piattaforma consente oggi di soddisfare i principali requisiti di sovranità digitale in un numero di regioni superiore rispetto a qualsiasi altro provider di servizi SASE (Secure Access Service Edge) basati su cloud. Un traguardo che risponde alla crescente attenzione di governi, enti regolatori e organizzazioni verso la gestione dei dati all’interno dei confini nazionali. Negli ultimi anni, infatti, la localizzazione dei dati è diventata un tema centrale per molte realtà che operano in settori regolamentati o gestiscono informazioni sensibili. Le normative nazionali e internazionali richiedono sempre più spesso che dati, log e metadati vengano trattati e conservati all’interno di specifiche giurisdizioni, garantendo maggiore trasparenza e controllo sulle informazioni.

Per rispondere a queste esigenze, l’architettura SASE di Netskope è stata progettata attorno a quattro pilastri fondamentali della sovranità dei dati: trasporto di rete, elaborazione locale, archiviazione nazionale e governance dei metadati. In pratica, il traffico può essere instradato e gestito interamente all’interno del Paese di riferimento, utilizzando operatori locali per le connessioni in uscita. Allo stesso tempo, le attività di sicurezza, ispezione e gestione dei flussi utente vengono elaborate direttamente nei data center nazionali. Anche i dati archiviati, inclusi log e informazioni sensibili, possono rimanere all’interno dei confini del Paese, così come i metadati generati durante le varie fasi di elaborazione. L’obiettivo è fornire alle organizzazioni un controllo completo sui dati in uso, in transito e a riposo, garantendo al contempo la conformità alle normative locali. Grazie a data plane distribuiti a livello nazionale, le aziende possono inoltre monitorare e governare il traffico con funzionalità di osservabilità in tempo reale e strumenti di auditing avanzati.

Uno degli aspetti più rilevanti del nuovo approccio riguarda la possibilità di verificare in modo trasparente il rispetto delle politiche di gestione dei dati. Netskope mette infatti a disposizione ambienti completamente auditabili che consentono ai clienti di tracciare attività, modifiche di sistema e operazioni degli utenti. A supporto di questi processi sono previste anche validazioni indipendenti di terze parti, utili durante verifiche normative e audit governativi. L’evoluzione di NewEdge non riguarda però soltanto la compliance. L’infrastruttura è stata ampliata per supportare la crescente diffusione delle applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, che richiedono elevata capacità di elaborazione e tempi di risposta ridotti. Oggi la rete privata cloud di Netskope conta oltre 120 data center distribuiti in più di 80 regioni del mondo, con recenti espansioni in Indonesia e Turchia.

A questo si aggiunge il lancio di NewEdge AI Fast Path, una tecnologia progettata per ottimizzare il routing e l’elaborazione locale dei workload AI. L’obiettivo è superare il tradizionale compromesso tra requisiti di sicurezza e prestazioni, consentendo alle organizzazioni di sfruttare applicazioni AI, servizi SaaS e workload cloud mission-critical senza sacrificare governance e conformità.

“Con organizzazioni che operano ormai alla velocità dell’intelligenza artificiale, qualsiasi compromesso tra governance e performance è inaccettabile -, ha dichiarato Joe DePalo, Chief Platform Officer di Netskope -. La nostra architettura con data plane localizzati e archiviazione nazionale dei dati consente ai clienti di soddisfare i requisiti di sovranità digitale garantendo al contempo un’esperienza ottimale per il traffico AI, web, cloud e SaaS”. Con il potenziamento di NewEdge, Netskope estende il supporto alla sovranità dei dati in 24 Paesi, tra cui Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Giappone, Australia, India, Singapore e Arabia Saudita, rafforzando la propria posizione in un mercato sempre più orientato alla protezione e al controllo delle informazioni digitali.

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