Dynatrace ha pubblicato i risultati di The Pulse of Agentic AI 2026, il primo studio globale dedicato al ruolo di osservabilità e affidabilità nel successo operativo dell’Agentic AI. La ricerca, che ha coinvolto 919 senior leader responsabili dell’implementazione di sistemi di intelligenza artificiale agentica in diversi Paesi,  tra cui l’Italia, offre uno spaccato chiaro: le aziende non stanno rallentando per sfiducia nell’AI, ma perché non sono ancora pronte a governare, validare e scalare in modo sicuro sistemi sempre più autonomi.

Secondo il report, circa il 50% dei progetti di Agentic AI è ancora in fase di Proof-of-Concept o pilota. Tuttavia, l’adozione sta accelerando: il 26% delle organizzazioni gestisce già 11 o più iniziative. Questo passaggio dalla sperimentazione alla produzione segna un cambiamento strutturale, in cui affidabilità, resilienza, governance e insight in tempo reale diventano fattori determinanti per la maturità dell’AI.

La crescente ambizione si riflette anche negli investimenti: il 74% delle aziende prevede un ulteriore aumento dei budget nel prossimo anno, anche se con un approccio ancora prudente. Quasi la metà dei leader intervistati (48%) stima incrementi di almeno 2 milioni di dollari, a conferma di una strategia di crescita progressiva ma decisa.

Gli agenti di AI trovano oggi maggiore applicazione nelle operazioni IT e DevOps (72%), seguiti dall’ingegneria del software (56%) e dal customer service (51%). Le priorità di business sono chiare: migliorare il processo decisionale grazie a informazioni in tempo reale (51%), aumentare prestazioni e affidabilità dei sistemi (50%) e ottimizzare l’efficienza interna riducendo i costi operativi (50%). In termini di ritorno sull’investimento, le aspettative più elevate riguardano il monitoraggio ITOps e di sistema (44%), la cybersecurity (27%) e la gestione e rendicontazione dei dati (25%).

Sicurezza e competenze, i principali ostacoli

La strada verso una produzione su larga scala resta complessa. I principali freni all’adozione dell’Agentic AI sono legati a sicurezza, privacy e conformità (52%), seguiti dalle difficoltà tecniche nel gestire e monitorare agenti su larga scala (51%) e dalla carenza di competenze e formazione adeguata (44%).

In questo contesto, la fiducia resta un elemento centrale. Il report evidenzia come la supervisione umana continui a svolgere un ruolo chiave: le aziende prevedono una collaborazione uomo-AI paritaria (50/50) per IT e supporto clienti, mentre per le applicazioni di business il peso del giudizio umano sale al 60%. Oggi il 69% delle decisioni basate su Agentic AI viene ancora verificato da persone e l’87% delle organizzazioni sta sviluppando o utilizzando agenti che richiedono supervisione umana. Solo il 13% si affida ad agenti completamente autonomi.

Osservabilità, leva chiave per scalare l’Agentic AI

Man mano che l’Agentic AI supera la fase pilota, l’osservabilità emerge come il livello di intelligence indispensabile per garantire affidabilità e scalabilità. È già ampiamente utilizzata lungo tutto il ciclo di vita dell’AI: soprattutto durante l’implementazione (69%), ma anche in fase operativa (57%) e di sviluppo (54%). Quasi il 70% delle organizzazioni sfrutta l’osservabilità per ottenere visibilità in tempo reale su comportamento degli agenti, prestazioni dei sistemi e processi decisionali in produzione.

“Le aziende non stanno rallentando perché dubitano del valore dell’AI, ma perché scalare sistemi autonomi in modo sicuro richiede la certezza che si comportino come previsto nel mondo reale», ha commentato Alois Reitbauer, Chief Technology Strategist di Dynatrace -. L’osservabilità fornisce la trasparenza, la fiducia e la sicurezza necessarie per rendere l’Agentic AI una componente strutturale delle operation digitali, permettendo un’evoluzione responsabile verso una maggiore autonomia”.

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