Oltre 500. Questo il numero di aziende che la Partner Conference di Sophos ha richiamato quest’anno a Baveno, sul Lago Maggiore, per ascoltare le novità che l’azienda, attiva a livello mondiale nella proposta di soluzioni di protezione delle reti e degli endpoint, vuole portare sul mercato. “A tre anni di distanza dal lancio di una vision, Synchronized Security, la partecipazione a questo evento dimostra come i partner si riconoscano nella strategia di Sophos e sul suo ruolo centrale nello scenario della sicurezza”, ha spiegato Marco D’Elia, country manager della società nel nostro Paese.

Le novità

L’appuntamento è stato l’occasione per l’azienda di ribadire “un approccio che si caratterizza per essere 100% channel oriented e che ci vede sempre più vicini ai nostri partner, sia nel mondo che in Italia”. Partner che da oggi, grazie a MSP Flex Program di Sophos, potranno fornire Synchronized Security anche in modalità ‘pay per use’ e rispondere così a un mercato che sempre più spesso chiede di fruire di queste soluzioni in modalità di servizio. Uno scenario che si sta palesando anche in Italia dove Sophos, “per essere sempre più vicina ai propri clienti sul territorio e coprire al meglio tutte le aree”, ha affidato la gestione del canale a sette channel manager responsabili delle diverse zone del Paese. “Un’importante novità per i nostri partner che supportiamo anche con la nostra Tech Academy, un roadshow con il quale raggiungiamo anche le zone meno centrali del Paese proponendo workshop tecnici alle aziende”, ha aggiunto D’Elia.

L’apertura

Al centro della due giorni di Baveno, anche l’evoluzione dell’offerta di Sophos che ha lanciato un forte messaggio di apertura al mercato. “Abbiamo tracciato diversi vettori evolutivi della nostra strategia Synchronized Security con la volontà di passare da un sistema di controllo integrato a un sistema autonomo, esperto, che grazie all’intelligenza artificiale sia in grado di correlare gli eventi integrandosi anche con sistemi di terze parti”, ha evidenziato D’Elia. Un’apertura che la società vuole indirizzare anche attraverso Sophos Cloud Optix, tecnologia che consente di avvicinare Synchronized Security ai cloud pubblici. “Il nostro obiettivo è quello di riuscire a individuare le aree di vulnerabilità di questo tipo di infrastrutture per correlarne le informazioni con la nostra piattaforma – ha concluso. Un cambio di paradigma importante che condividiamo con i nostri partner per rispondere al meglio ai nuovi scenari della sicurezza”.

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