Le infrastrutture IT distribuite stanno assumendo un ruolo sempre più strategico per le aziende che operano con sedi periferiche, punti vendita, stabilimenti produttivi e piccoli data center. In questo scenario, StorMagic e Supermicro hanno annunciato una partnership che punta a semplificare la virtualizzazione negli ambienti edge, offrendo una soluzione integrata pensata per ridurre complessità, costi e consumi energetici. L’accordo prevede l’integrazione della piattaforma di virtualizzazione StorMagic SvHCI con i sistemi edge compatti di Supermicro. La soluzione entrerà a far parte del portafoglio di infrastrutture validate del produttore statunitense e sarà disponibile attraverso la rete globale di partner e distributori delle due aziende. L’obiettivo è offrire alle organizzazioni un’infrastruttura pronta all’uso per gestire applicazioni mission-critical in sedi distribuite, dove spesso lo spazio disponibile, la presenza di personale IT specializzato e la capacità energetica rappresentano fattori limitanti. Retail, manifatturiero, sanità, istruzione, hospitality e siti industriali remoti sono alcuni dei principali ambiti di applicazione individuati dalle due aziende.
Negli ultimi anni molte imprese hanno iniziato a valutare alternative alle tradizionali piattaforme di virtualizzazione, considerate in alcuni casi troppo complesse o costose per essere implementate nelle filiali e nei piccoli data center. Parallelamente, la crescente diffusione dell’edge computing richiede infrastrutture capaci di garantire continuità operativa anche lontano dal data center principale. La soluzione sviluppata da StorMagic e Supermicro combina server compatti e a basso consumo energetico con un software di virtualizzazione progettato per funzionare con un numero ridotto di risorse hardware. L’architettura è stata pensata per assicurare elevata disponibilità delle applicazioni riducendo al tempo stesso l’ingombro dell’infrastruttura e i costi di gestione.
Tra i principali vantaggi indicati dalle aziende figurano la semplificazione delle attività di implementazione e amministrazione degli ambienti distribuiti, la possibilità di mantenere elevati livelli di disponibilità per i carichi di lavoro critici e una riduzione sia dei consumi energetici sia dei costi operativi. A questi si aggiungono maggiore flessibilità nelle modalità di installazione e un modello OEM globale che punta a semplificare anche le attività di acquisto e assistenza. Uno degli elementi distintivi della proposta riguarda l’adozione di un’architettura resiliente a due nodi, alternativa alle tradizionali configurazioni a tre nodi normalmente utilizzate per garantire l’alta disponibilità. Secondo StorMagic, questa impostazione permette di contenere gli investimenti in hardware senza compromettere la continuità operativa, un aspetto diventato sempre più rilevante in un contesto caratterizzato dall’aumento dei prezzi dei componenti e dalla crescente attenzione verso l’efficienza energetica.
“Mentre le organizzazioni ripensano i propri investimenti infrastrutturali all’edge, la sostenibilità economica dell’alta disponibilità è oggi più che mai sotto esame”, ha dichiarato Scott Mann, Senior Vice President Global Sales di StorMagic. Il manager ha sottolineato come le aziende siano sempre più interessate a ridurre il numero di server necessari per realizzare infrastrutture resilienti, limitando costi di acquisto, consumi e spazio occupato senza rinunciare all’affidabilità dei servizi.
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