Scaleway: ecco la region italiana
Scaleway, controllata del Gruppo Iliad, ha annunciato l’espansione delle proprie operazioni in Italia con l’apertura di una nuova region a Milano. Si tratta di una mossa volta a sottolineare l’impegno verso investimenti in infrastrutture di calcolo, cloud e intelligenza artificiale (AI) a livello europeo, fornendo servizi resilienti, tecnologicamente indipendenti e radicati nell’economia locale. Benedetto Levi, CEO di Iliad Italia, ha quindi spiegato che il Gruppo, entrato nel mercato italiano nel 2018, è cresciuto significativamente, diventando il quinto di telecomunicazioni in Europa, con presenza in Italia, Polonia, Francia, Svezia e Paesi Baltici.
“Negli ultimi 18-24 mesi, sono stati fatti investimenti sostanziali in aree che vanno oltre le infrastrutture tradizionali di telecomunicazione, focalizzandosi su cloud, potenza di calcolo, data center e intelligenza artificiale con un approccio concreto e su scala europea.” La region italiana di Scaleway includerà di fatto tre zone di disponibilità, di cui la prima già operativa (a Settimo Milanese) e le altre due in apertura nei prossimi mesi (Basiglio e Milano). A questo si aggiunge la presenza fisica e un team di supporto locale.
Europei al 100%

“Utilizziamo data center locali esistenti e una nostra infrastruttura di rete per garantire che i dati rimangano nella region italiana”, ha affermato Damien Lucas, CEO di Scaleway per un un servizio di cloud pubblico completo, con oltre 100 prodotti che includono Infrastructure as a Service (IaaS), Platform as a Service (PaaS), capacità di storage, computing e rete. “Siamo tra i maggiori fornitori di GPU in Europa, cruciale per l’addestramento di modelli di AI e la gestione di dati locali senza inviarli all’estero. Tutto questo per coprire ad oggi il 90% dei casi d’uso tipici, con l’obiettivo di raggiungere il 100% con ulteriori prodotti.”
Ecco che Lucas ha evidenziato gli elementi di differenziazione di Scaleway a partire dall’essere immune all normative straniere quali ad esempio Cloud Act e Patriot Act grazie a una proprietà al 100% nell’UE e all’assenza di filiali o personale non-UE. Inoltre si parla di un’indipendenza tecnologica supportata dall’assenza di licenze software proprietarie e una forte adozione e contribuzione all’open source. L’hardware si avvale quindi di molteplici fornitori mentre relativamente alle tematiche di sostenibilità e responsabilità si parla di massima efficienza dei data center e estensione del ciclo di vita dei servizi per ridurre l’impatto ambientale, con l’ottenimento di certificazioni specifiche in ogni stato membro. “Una particolare attenzione la mettiamo sull’utilizzo di API standard e aperte per consentire ai clienti una facile migrazione in entrata e uscita dal cloud Scaleway. Contemporaneamente abbiamo una politica di prezzi chiari e definiti, senza costi nascosti.”
Guardare al futuro
Scaleway è particolarmente impegnata sull’innovazione con i suoi servizi che fanno da base alle iniziative di intelligenza artificiale. In tale direzione vanno gli investimenti in infrastrutture che utilizzano GPU di vari produttori. Allo stesso tempo viene offerto un contributo all’ecosistema open source (QEMU, LLM) e partnership con aziende come Mistral e Hugging Face per eseguire modelli AI senza esfiltrazione di dati. Infine sta lavorando allo sviluppo di servizi ‘Quantum-as-a-Service’. “Il nostro non è solo un contributo tecnologico ma anche economico considerato che su 100 euro investiti in Scaleway, 68 rimangono nell’economia europea tra personale e fornitori di infrastruttura, a differenza del 20% circa per gli hyperscaler statunitensi”, ha aggiunto Lucas.
Tra i clienti attuali ci sono enti come la Città di Copenaghen e la Banca Centrale Europea, aziende come France Télévisions, fornitori di energia come Vandebron e piattaforme e-commerce come Veepee. “Diamo anche supporto alle start-up attraverso crediti cloud (12 milioni donati lo scorso anno, 20 milioni previsti quest’anno), con un programma specifico per le quelle italiane”, ha concluso Lucas.

