“Molte aziende sono state ancorate per diverso tempo al classico detto ‘vedere per credere’. Se i manager non vedevano lavorare i propri dipendenti, non credevano che lo stessero effettivamente facendo. Ma la nostra ricerca suggerisce il contrario”. Fabio Luinetti, country manager Italia di Citrix, ha presentato così i risultati della survey commissionata dall’azienda all’istituto di ricerca OnePoll. Lo studio ha coinvolto un campione di 1.000 lavoratori della conoscenza sul territorio italiano per capire come è cambiata la loro percezione della vita nelle grandi città a seguito della pandemia.

Fabio Luinetti, country manager Italia di Citrix

I risultati

Due i risultati più sorprendenti emersi dalla ricerca: il 57% degli intervistati afferma che sarebbe disposto a trasferirsi dalla città a un’area rurale se potesse continuare a svolgere il proprio lavoro in modo flessibile, cioè lavorando da casa o comunque da remoto, e il 76% di questi pensa di poter svolgere il proprio lavoro ovunque. Il 53% afferma inoltre che accetterebbe, o ha già accettato, una diminuzione di stipendio in cambio della possibilità di lavorare completamente da remoto, senza vincoli geografici. In particolare, il 33% accetterebbe un taglio di stipendio pari al 15%, l’11% fino al 20% e il 2% addirittura fino al 30%. Le persone che si stanno effettivamente trasferendo, o comunque hanno in programma di farlo, sono il 39% del campione. Di queste, il 37% afferma di volersi trasferire per vivere in luoghi più tranquilli, il 36% cerca un costo della vita più basso, mentre un significativo 26% afferma che la pandemia ha dimostrato loro di poter lavorare da qualsiasi luogo. Se prima dell’emergenza Coronavirus il 55% dei lavoratori pensava che vivere in una grande città avesse effetti positivi sulla carriera, oggi questa convinzione coinvolge solo il 36% degli intervistati mentre il 45% crede che non faccia più alcuna differenza. Il 13% pensa che possa addirittura avere un effetto negativo.

Produttività

“Nonostante il pregiudizio diffuso per cui lavorare da casa equivale a non lavorare, i numeri dimostrano che da remoto si lavora di più, più concentrati e produttivi rispetto a quando ci si trova in ufficio. Cambiando mentalità e adottando modelli di lavoro flessibili, le aziende possono sviluppare appieno il potenziale dei loro dipendenti, aiutandoli anche a coniugare meglio le loro esigenze famigliari, facendo crescere il proprio business”. A confermare le parole di Luinetti sono i risultati della ricerca di Citrix e OnePoll: il 45% degli intervistati afferma infatti che il livello di produttività è più alto lavorando da remoto, mentre tra i principali vantaggi dello smart working il 61% indica la possibilità di utilizzare meglio il tempo abitualmente dedicato a viaggiare da e verso l’ufficio. Un significativo 50% vede inoltre tra i principali vantaggi la maggior sostenibilità di questo stile di vita, segno di una più matura sensibilità ambientale legata anche a questo periodo: il 42% afferma di avere più tempo da dedicare agli hobby e alla famiglia e il 39% sottolinea la possibilità di concentrarsi maggiormente e meglio da casa, in un ambiente più tranquillo.

Il supporto

Secondo uno studio che Citrix ha realizzato nel 2019 con il Centre of Economics and Business Research (Cebr), i modelli di lavoro flessibile possono liberare oltre 105 ore per persona l’anno a vantaggio dei lavoratori. Tempo, questo, che può essere dedicato ad attività personali o alla famiglia. “Le aziende devono ripensare i loro modelli di forza lavoro e le loro strategie prendendo in considerazione modelli flessibili che permettano di gestire le risorse in modo dinamico, coerentemente con l’incertezza che purtroppo graverà sul business ancora nel prossimo futuro – ha spiegato Luinetti. I risultati di questa survey sono realmente interessanti, in quanto capaci di evidenziare il desiderio da parte delle persone di avere garantita una flessibilità che consenta loro di poter coniugare la vita professionale con quella privata. È importante riuscire a valorizzare il tema dello smart working in modo strutturato e la tecnologia è sicuramente un elemento fondamentale per raggiungere questo scopo: abilita un cambiamento capace di riportare al centro le persone e le loro esigenze, in ogni luogo”. In questo scenario, Citrix, che nel 2020 ha confermato una crescita significativa sia a livello globale che in Italia, forte anche della recente acquisizione della società californiana Wrike, “ha l’obiettivo di aiutare le aziende ad adottare il modello cloud e a coglierne i benefici in modo sicuro – ha concluso Luinetti. Stiamo investendo molto sul tema della sicurezza, in particolare sulle tematiche legate all’approccio ‘zero trust’, centrale nel momento in cui i dipendenti lavorano utilizzando dispositivi diversi. Per supportare al meglio i nostri clienti e rispondere in modo puntuale alle loro esigenze, continueremo a operare in stretta sinergia con i partner, che per noi sono fondamentali”.

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