La sicurezza digitale non dipende soltanto dalle tecnologie, ma soprattutto dalle competenze delle persone chiamate a decidere. In Italia questo rappresenta oggi uno dei principali punti di debolezza, soprattutto nelle piccole e medie organizzazioni. È da questa constatazione che nasce la Comunità OAD.
OAD, Osservatorio Attacchi Digitali in Italia, da diciannove anni effettua l’unica indagine annuale on line sugli attacchi digitali intenzionali ai sistemi informativi di aziende ed enti operanti in Italia, e sulle misure di sicurezza tecniche ed organizzative in essi presenti. L’indagine è rivolta liberamente e in maniera anonima ad aziende/enti di ogni settore merceologico, incluse le Pubbliche Amministrazioni Centrali e Locali, e di ogni dimensione (come numero di dipendenti e fatturato/giro d’affari).
Nell’attuale edizione 2026, OAD compie una significativa trasformazione evolutiva: da “semplice” indagine ad un ecosistema indipendente e collaborativo sulla sicurezza digitale in Italia, chiamato Comunità OAD, che, attraverso un’indagine annuale, iniziative condivise e il confronto tra esperienze e competenze, vuole promuovere una conoscenza indipendente e più approfondita degli attacchi digitali e delle pratiche di sicurezza digitale da adottare per prevenirli e contrastarli.
L’evoluzione di OAD nel 2026 si articola su più fronti: dalla riprogettazione e semplificazione del questionario online, che nell’ultima edizione si riduce a circa 1/3 delle domande dei precedenti, ai significativi benefici per chi completa la compilazione del questionario, dal rafforzamento della indipendenza OAD da singoli fornitori e associazioni, aprendosi al patrocinio e alla collaborazione di tutte le realtà interessate, senza identificarsi con alcuna di esse, fino alla costituzione ed il lancio della Comunità OAD. Per i dettagli si rimanda ahttps://www.oadweb.it/it/oad-2026.html.
Perché una Comunità OAD e perché iscriversi?
Due, a parere dell’autore, i fattori che più incidono, in senso negativo, sulla sicurezza digitale in Italia (e più in generale sull’intera informatica del Paese):
- una forte mancanza di competenze digitali, sia di base che specialistiche, come evidenziato dai relativi indici DESI mostrati nella fig. 1, tratta da https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/factpages/italys-2026-digital-decade-country-report
- la stragrande maggioranza di piccole e microimprese in Italia, il 99,9% di PMI secondo i dati ISTAT, ed una situazione simile anche nelle pubbliche amministrazioni, soprattutto in quelle locali.
In questo contesto ben difficilmente ci possono essere specifiche competenze digitali all’interno delle organizzazioni, che devono rivolgersi a consulenze e a servizi esterni, ma spesso mancano internamente le competenze necessarie per valutare la qualità e l’adeguatezza delle soluzioni proposte. Carenze di competenze e conseguenti difficoltà decisionali si devono confrontare con un ambiente ICT sempre più complesso e in velocissima evoluzione, che gli stessi competenti addetti ai lavori hanno difficoltà a seguire e a gestire: si pensi ad esempio all’uso dei sistemi di Intelligenza Artificiale, come evidenzia la forte divergenza italiana con la media UE in fig. 1.

Fig. 1 Competenze digitali di base e specialistiche in Italia rispetto alla media dell’Unione Europea
Da tempo si evidenzia la necessità di una effettiva cultura sull’ICT, sull’informatica e sulla sicurezza digitale, ora ancora più necessaria dato che siamo in un periodo di diffusi e gravi attacchi digitali, dovuti sia alla criminalità informatica, sia alle guerre digitali ed ibride, causate dalla forte instabilità geopolitica.
Per quasi vent’anni OAD ha pubblicato un rapporto annuale. Oggi questo non basta più. La velocità con cui evolvono minacce, tecnologie e strumenti di difesa richiede un confronto continuo, non un appuntamento una volta all’anno: occorre fare “cultura” in merito in maniera continua, garantendo una effettiva terzietà ed autorevolezza. Di qui l’idea di creare una comunità indipendente e collaborativa, non un nuovo social network ma una comunità di pratica, che consenta un confronto continuo e lo scambio di buone pratiche e di esperienze concrete in merito alla sicurezza digitale, oltre che alle varie iniziative relative all’indagine OAD. Questa comunità è orientata e dedicata ai professionisti ICT e della sicurezza digitale, ai decisori aziendali, ai responsabili di organizzazioni pubbliche e private e, più in generale, a quanti contribuiscono alle scelte digitali.
La Comunità OAD non ha finalità commerciali: non vengono inviate pubblicità né proposte di prodotti, sistemi o servizi.
Due gli strumenti al momento attivati per la Comunità OAD:
- L’iscrizione alla Comunità, che consente di ricevere aggiornamenti selezionati sui temi critici della sicurezza digitale, sulle attività e sulle iniziative dell’Osservatorio, e sui principali temi emersi dall’indagine in corso. L’adesione è completamente facoltativa, gratuita e può essere revocata in qualsiasi momento.
- Il Gruppo OAD su LinkedIn, che rappresenta lo spazio di confronto e discussione aperto alla comunità.
La Comunità OAD sarà tanto più utile quanto maggiore sarà la partecipazione di professionisti, organizzazioni e istituzioni. È proprio dal confronto tra esperienze diverse che può nascere una cultura della sicurezza digitale più diffusa e più concreta.
Come partecipare
- Compila il questionario OAD 2026: https://www.oadweb.it/LimeS2026/index.php/173435?lang=it
- Iscriviti alla Comunità OAD: https://www.oadweb.it/it/comunita-oad/iscriviti-alla-comunita-oad.html
- Partecipa al Gruppo OAD LinkedIn: https://www.linkedin.com/groups/3862308/
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