‘Change Up’, ovvero ‘cambiare passo’: il titolo con cui Archiva Group ha presentato nella giornata del 6 giugno scorso la sua kermesse al Magna Pars Hotel di Milano parla della grande necessità di governare i macrotrend del presente, le sfide strategiche della modernità e le conseguenze dei grandi cambi di paradigma inaugurati dalla pandemia e dalla competizione geopolitica globale.
Per chi lavora nei settori ad alta intensità tecnologica questi macrotrend rappresentano fattori di cambiamento e accelerazione dell’evoluzione dei processi aziendali. E di conseguenza sono sfide sistemiche che necessitano di essere governate per mettere le imprese e i loro stakeholder al riparo dalle intemperie del presente.
Archiva Group mira a governare l’iper-automazione, ovvero la combinazione tra Business process management (Bpm) e Robotic process automation (Rpa), che sta grandemente rivoluzionando l’industria e i processi ad essa legati. A Change Up sono stati chiamati a parlare volti noti dell’industria, del settore tecnologico e delle professioni chiave del presente per confrontarsi sulla sfida della rivoluzione tecnologica.
Tra gli intervenuti alla tavola rotonda Carla Masperi, AD di SAP Italia, ha ricordato che negli anni a venire “l’intelligenza artificiale rimuoverà lavori ripetitivi, manuali e intellettuali, in fabbrica e in ufficio”, ma porrà dei problemi di governance strutturati, sia per gli operatori di mercato e i vendor che per i clienti finali. Per Masperi “grazie alla forza della collaborazione e dell’innovazione, la tecnologia può abilitare processi più agili ed efficienti, e aiutare le imprese a diventare organizzazioni intelligenti e sostenibili lungo tutta la catena del valore”.
Sostenibilità economica, sociale e ambientale sono una necessità e un obiettivo per molte imprese. A tal proposito Giuliano Marone, Presidente e AD di Archiva Group, ha sottolineato che “cambiare passo” significa governare il decisivo fattore-tempo, “fondamentale per essere al passo coi cambiamenti”. L’innovazione, in tal senso “è in grado di migliorare la qualità della vita nel momento in cui permette di far risparmiare tempo eliminando tutti quei compiti ripetitivi” favorendo anche un più virtuoso rapporto uomo-azienda.
E come governare l’innovazione? Con l’informazione. Ne è convinto il tributarista Benedetto Santacroce, secondo cui “La digitalizzazione non si risolve in un file in formato pdf ma presuppone la capacità di creare e condividere informazioni basate sui dati. Cosa che al momento riguarda poche aziende. È il problema delle imprese che hanno una struttura a silos. Tesoreria, amministrazione, ufficio personale. Ciascuna ha una sua specifica struttura del dato e un diverso approccio all’informazione” che va fatto convergere.
Anche perché – ha concluso l’analista geopolitico Dario Fabbri, ultimo relatore nel talk di Archiva Group, ad oggi la resilienza al cambiamento di un’impresa è “direttamente proporzionale alla sua comprensione di capire le sfide globali” e gli impatti sugli scenari di riferimento di ogni mercato. Per dominare i quali serve cambiare passo rispetto al pensiero lineare. E ricordarsi che nell’era della complessità sfide e opportunità si moltiplicano, non si sommano semplicemente.
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