Gli investimenti in cybersecurity non hanno mai subito flessioni, eppure mai come oggi vanno a buon fine attacchi che coinvolgono migliaia di utenti. Questo significa che è necessario cambiare approccio, smettere di aggiungere tool e complessità per focalizzarsi su una visione globale degli ambienti IT, per quanto eterogeni essi possano essere. In fondo è quello che chiede il GDPR, che ha avuto e ha il merito di stimolare la riflessione e il dibattito su questi temi. VMware sta investendo per mettere la propria infrastruttura al servizio della security, anche attraverso acquisizioni mirate come quella di Carbon Black.
Le vulnerabilità sono ovunque
Oggi siamo in grado di dare risposte ancora più puntuali alle esigenze che esprime il mercato attraverso un portafoglio completo che abbraccia i punti critici di controllo della sicurezza: rete, endpoint, workload, identità, cloud e analytics, poiché siamo presenti ovunque siano presenti applicazioni, dispositivi e utenti. Le aree di vulnerabilità sono ovunque, nei nuovi spazi di lavoro digitali. Per aiutare le aziende a modernizzare il loro approccio alla sicurezza VMware propone, tra l’altro, una architettura Zero Trust che delinea come riunire la gestione dei dispositivi e la conformità normativa, le priorità di accesso, l’accesso sicuro alle applicazioni, l’analisi dei rischi, l’identificazione e la neutralizzazione delle minacce con un’orchestrazione automatizzata. In questo modo possiamo essere proattivi nel rendere più solidi gli ambienti IT e prevenire meglio le minacce, riducendo i rischi e i costi correlati agli attacchi.
Costruire team trasversali in azienda
Gli strumenti per innalzare il livello di sicurezza delle aziende quindi non mancano. Affinché i progetti di security abbiano successo bisogna però tradurli in termini di business, costruendo team trasversali in grado di apportare un contributo concreto in base alle competenze di ciascuno, e impegnarsi a far sì che tutti, all’interno dell’azienda, applichino quanto meno le regole di ‘cyberigiene’ basilari troppo spesso trascurate ancora oggi. Per accompagnare le aziende in questo percorso evolutivo il supporto dei partner di canale è fondamentale, a patto naturalmente che sappiano mantenersi costantemente aggiornati attraverso adeguati percorsi formativi e di certificazione, centrali nel nostro programma di canale.
Appuntamento a domani con Mark De Simone, vice president di Wallix
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