Più che nei contenuti, il GDPR ha dato un segnale importante nella forma. L’Unione Europea sconta infatti un forte ritardo in tema di cybersecurity nei confronti di altre entità governative, a cominciare da Stati Uniti e Cina, e questa normativa è un punto di partenza importante: per la prima volta i 27 Paesi dell’Unione hanno trovato un punto di incontro che si spera possa servire per incrementarne la competitività in questo ambito.

Non dimentichiamo, per esempio, il Clarifying Lawful Overseas Use of Data (Cloud) Act approvato dal governo americano che consente alle autorità statunitensi, forze dell’ordine e agenzie di intelligence di acquisire dati informatici dagli operatori di servizi di cloud computing a prescindere dal luogo in cui risiedono, una normativa che adesso deve tener conto del GDPR. 

Sì all’interoperabilità, no ai lock-in

La tendenza a innalzare nuove barriere è visibile anche nel mondo dell’offerta, dove colossi come Amazon, Google e Microsoft tendono a ricreare situazioni di lock in. Secondo Wallix è invece necessario andare nella direzione opposta, verso una interoperabilità che consenta di connettere applicazioni, device e impianti produttivi tra loro e ai sistemi cloud in modo sicuro, veloce, semplice e flessibile, al fine di poter estrarre dai dati un reale valore di business grazie a tecnologie quali Kubernetes, intelligenza artificiale, big data ecc. Questo è particolarmente vero in ambito industriale, settore in cui Wallix vanta una lunga esperienza soprattutto per quanto riguarda la gestione degli accessi, perché la convergenza in atto tra OT e IT apre nuovi scenari che richiedono nuovi strumenti e nuove competenze.

Maggiore collaborazione tra player dell’offerta e aziende clienti

Per accelerare l’interoperabilità tra ambienti eterogenei è necessaria anche una maggiore collaborazione tra i player del mondo dell’offerta, che devono trovare nuove sinergie sia a livello tecnico che commerciale, e tra le diverse funzioni presenti nelle aziende clienti.

Per costruire strategie di medio-lungo periodo le organizzazioni dovrebbero organizzare tavoli di lavoro allargati, in cui ciascuno porta il proprio bagaglio di esperienza e competenza, facendo partecipare alla discussione anche i giovani, che hanno una capacità di interazione con le tecnologie digitali indubbiamente maggiore, ma che troppo spesso non vengono sufficientemente valorizzati.

Appuntamento lunedì con Fabrizio Croce, area director South Europe di WatchGuard Technologies

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