ESET rafforza la propria offerta nella sicurezza informatica annunciando il lancio di Cloud Workload Protection, nuovo modulo integrato nella piattaforma ESET PROTECT. La novità è stata presentata in occasione dell’RSA Conference 2026 e rappresenta un passo significativo verso una protezione più completa degli ambienti IT, estendendo la copertura oltre endpoint e server tradizionali fino ai workload in cloud. La crescente adozione del cloud da parte delle aziende, in particolare nel segmento midmarket e tra i Managed Service Provider (MSP), ha reso necessaria un’evoluzione degli strumenti di sicurezza. Sempre più organizzazioni utilizzano infrastrutture basate su virtual machine per migliorare flessibilità e produttività, rendendo però più ampia la superficie di attacco.

In questo contesto si inserisce ESET Cloud Workload Protection, progettato per proteggere le macchine virtuali operative nei principali ambienti cloud pubblici, tra cui AWS, Microsoft Azure e Google Cloud Platform. Il modulo integra la telemetria delle virtual machine direttamente nella piattaforma ESET PROTECT XDR, offrendo una visibilità estesa e una gestione centralizzata della sicurezza. A differenza di molte soluzioni concorrenti, spesso offerte come prodotti separati, questa funzionalità viene inclusa senza costi aggiuntivi per la maggior parte degli utenti ESET PROTECT.

Il tema dei costi legati agli incidenti informatici resta centrale: una violazione dei dati in ambienti cloud può arrivare a costare in media oltre 5 milioni di dollari per evento, il valore più elevato rispetto ad altri contesti IT. Per questo, il nuovo modulo punta a ridurre la complessità operativa grazie a funzionalità di automazione basate su intelligenza artificiale, fornendo strumenti avanzati per il rilevamento e la risposta alle minacce lungo tutto il ciclo di attacco. La leggerezza della soluzione consente inoltre ai responsabili IT di eseguire verifiche dei controlli di sicurezza e generare evidenze utili per audit e conformità a standard come NIST, CIS, HIPAA e PCI DSS.

L’aggiornamento della piattaforma introduce anche ulteriori miglioramenti. Tra questi, una nuova reportistica basata su AI in ESET LiveGuard Advanced, che produce analisi comportamentali dettagliate sugli incidenti rilevati dalla sandbox cloud, accompagnate da suggerimenti di remediation automatica. Nei contesti XDR, i report includono sintesi generate dall’intelligenza artificiale per facilitare la comprensione anche degli scenari più complessi. Sul fronte delle indagini, gli Incident Graphs sono stati potenziati per offrire una rappresentazione visiva più chiara e completa degli attacchi, includendo nuove informazioni contestuali come i dati legati alle identità. Le funzionalità di Advanced Investigations e Advanced Search permettono invece analisi più rapide e flessibili, correlando eventi e indicatori provenienti da diversi livelli della sicurezza. Infine, ESET ha integrato l’AI Advisor direttamente nella console principale, semplificando l’accesso a questo assistente e migliorando l’esperienza d’uso complessiva.

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