L’intelligenza artificiale sta entrando in una fase più operativa rispetto agli anni della sperimentazione iniziale. Dopo il forte interesse verso modelli generativi e strumenti autonomi, il tema per molte imprese è diventato come integrare queste tecnologie nei processi esistenti e trasformarle in risultati concreti. La sfida non riguarda più soltanto l’adozione dell’AI, ma la capacità di inserirla all’interno delle attività aziendali mantenendo controllo, affidabilità e misurabilità dei risultati. Su questi aspetti si è concentrato il Process Intelligence Day 2026, evento organizzato da Celonis che si è svolto a Milano e che ha riunito aziende, partner tecnologici e professionisti per discutere dell’evoluzione dell’AI in ambito enterprise e delle condizioni necessarie per estenderne l’utilizzo oltre i progetti pilota. Uno dei temi emersi riguarda il ruolo del contesto operativo. Secondo l’approccio presentato durante l’evento, la disponibilità di dati da sola non è sufficiente: per essere efficace, l’intelligenza artificiale deve poter operare conoscendo regole, vincoli, flussi e dinamiche che caratterizzano il funzionamento quotidiano delle organizzazioni.
Dalla sperimentazione all’adozione su scala
Negli ultimi mesi il dibattito sull’intelligenza artificiale si è progressivamente spostato dalla fase dei test a quella dell’implementazione estesa. Cresce l’interesse verso strumenti capaci di supportare attività operative e decisionali, ma aumenta anche l’attenzione verso il ritorno effettivo degli investimenti. Secondo i dati presentati durante l’evento e tratti dallo studio State of AI in the Enterprise 2026 di Deloitte, una quota significativa delle aziende italiane prevede di aumentare gli investimenti in AI nel prossimo anno. Le aspettative principali riguardano il miglioramento della produttività e una diffusione crescente dei sistemi di AI agentica. Resta però centrale il tema della misurazione del valore generato: solo una parte delle organizzazioni dichiara di aver già definito criteri strutturati per valutare l’impatto economico delle iniziative.
Una dinamica simile emerge anche dal Process Optimization Report 2026, che raccoglie il punto di vista di oltre 1.600 business leader a livello globale. Molte aziende indicano tra gli obiettivi lo sviluppo di modelli organizzativi supportati da agenti AI e sistemi multi-agente, mentre evidenziano che i processi esistenti rappresentano ancora uno dei principali fattori che rallentano l’adozione.
La strategia in Italia e i settori di riferimento
Nel mercato italiano Celonis conta attualmente circa 40 clienti Large Enterprise. Il posizionamento dell’azienda è rivolto principalmente a organizzazioni con fatturati superiori al miliardo di euro e strutture di almeno 80 dipendenti, pur prevedendo modelli di servizio adattabili anche ad aziende di dimensioni inferiori. Tra i settori in cui l’azienda è già presente figurano grande distribuzione, luxury, consumer, manifatturiero, finance e logistica, con clienti come Poste Italiane, Unipol e Lavazza.
Guardando ai prossimi anni, l’obiettivo dichiarato per il mercato italiano è rafforzare ulteriormente la presenza nei comparti finance, energia, difesa, automotive, consumer e retail. Parallelamente continua anche lo sviluppo della struttura locale: la filiale italiana ha registrato una crescita dell’organico con l’ingresso di sei nuovi professionisti negli ultimi mesi, mentre è previsto un ulteriore ampliamento nel corso del 2027.
Il ruolo del contesto operativo e lo sviluppo tecnologico
Durante l’evento è stato approfondito anche il tema della relazione tra AI e conoscenza del contesto aziendale. Tra gli aggiornamenti presentati figurano il Context Model sviluppato da Celonis, descritto come una rappresentazione digitale e aggiornata delle operation, e il percorso di integrazione con Ikigai Labs, realtà attiva nell’ambito della Decision Intelligence. L’obiettivo illustrato è quello di mettere a disposizione strumenti che non si limitino a osservare ciò che accade nei processi, ma che possano supportare attività di simulazione, previsione e pianificazione. Sul fronte dello sviluppo tecnologico, l’azienda ha indicato come priorità il supporto ai clienti nei percorsi di trasformazione più complessi, con un’attenzione particolare alla scalabilità delle soluzioni.
In ambito AI, l’approccio dichiarato punta a mantenere apertura verso i diversi ecosistemi disponibili sul mercato: Celonis collabora con Anthropic e con i principali operatori attivi nell’ambito dell’intelligenza artificiale e dei modelli linguistici, lasciando ai clienti la possibilità di scegliere gli agenti e i modelli da utilizzare. Il ruolo della piattaforma, secondo quanto illustrato, è quello di fornire il contesto operativo necessario per consentire a questi strumenti di lavorare in modo più efficace. Al momento non risultano accordi con operatori cinesi del settore.
“L’AI è arrivata a un punto di svolta: le imprese non si accontentano più di sperimentare, ma devono dimostrare risultati concreti” – ha dichiarato Mauro Terraneo (nella foto in apertura), Regional Managing Director Celonis Italia. “Il problema è che un modello di AI, da solo, non conosce la realtà operativa di un’azienda: non sa come scorrono i processi, dove si creano inefficienze, quali vincoli condizionano le decisioni o quali azioni generano davvero valore. La Process Intelligence colma questo divario, fornendo all’AI il contesto necessario per ragionare correttamente, agire in modo affidabile e produrre ROI misurabile. È questo il passaggio chiave per industrializzare l’Enterprise AI”.
Esperienze e applicazioni
Nel programma della giornata sono stati presentati anche casi aziendali con il contributo di Danieli, Mediaset, Saipem, Unipol e Zoppas, insieme a partner come EY, Microsoft e Protiviti. Gli interventi hanno riguardato applicazioni di AI e automazione in ambiti che spaziano dalla supply chain al procurement, dalla gestione dei fornitori alla visibilità sui processi fino al coordinamento tra persone, sistemi digitali e agenti AI. “In un contesto in cui le organizzazioni accelerano il percorso verso l’adozione dell’AI, la collaborazione con i nostri partner è fondamentale per tradurre l’innovazione in valore concreto. Insieme, uniamo competenze tecnologiche e conoscenza dei processi per supportare le aziende nel percorso di adozione dell’AI. Siamo entusiasti di partecipare al PI Day e di lavorare al fianco di Celonis per aiutare le imprese a ottenere risultati tangibili e sostenibili nel tempo” – ha commentato Annamaria Bottero, Global Partner Lead di Microsoft Italia.
Continua a leggere
Articoli correlati
Netskope lancia Catalyst MSP/SP Program
L’iniziativa nasce per rafforzare l’ecosistema dei partner e semplificare la vendita e l’erogazione di servizi Secure Access Service Edge attraverso modelli commerciali più flessibili
ServiceNow AI Summit Milano: trasformare i dati in risultati concreti
Al centro dell’appuntamento è emersa una visione chiara: per ottenere risultati concreti dall’AI serve una piattaforma intelligente e unificata in grado di connettere dati, processi e persone
Everpure lancia Everpure Data Intelligence
La soluzione accelera l’adozione dell’AI nelle imprese, garantendo al tempo stesso maggiore controllo, governance e sicurezza delle informazioni
Thales, la protezione applicativa parte dal codice
Sentinel LDK Envelope Plus aiuta le aziende a garantire la conformità al Cyber Resilience Act, mettendo a disposizione potenti strumenti di anti-reverse engineering

