Le aziende sono sempre più circondate da strumenti di intelligenza artificiale, applicazioni specializzate e progetti pilota che spesso non riescono a tradursi in un reale vantaggio competitivo. La proliferazione di soluzioni isolate rischia infatti di aumentare la complessità operativa senza generare benefici misurabili. È da questa consapevolezza che è partito il messaggio lanciato durante il ServiceNow AI Summit Milano, il principale appuntamento italiano dedicato all’ecosistema dell’azienda e alle nuove frontiere dell’AI applicata al business. Al centro dell’evento, che ha riunito oltre 500 decision maker provenienti da organizzazioni pubbliche e private, è emersa una visione chiara: per ottenere risultati concreti dall’intelligenza artificiale non bastano modelli avanzati o singoli agenti AI. Serve una piattaforma intelligente e unificata in grado di connettere dati, processi e persone, governando in modo coerente tutte le funzioni aziendali, dall’IT alle risorse umane, fino alla gestione dei clienti.
Uno dei temi principali affrontati nel keynote è stato quello della governance dell’intelligenza artificiale. ServiceNow ha presentato AI Control Tower, una dashboard centralizzata progettata per consentire alle aziende di monitorare e governare l’utilizzo degli agenti AI e dei processi automatizzati. La soluzione introduce meccanismi di controllo e linee guida operative che permettono di garantire sicurezza, compliance normativa e trasparenza nell’impiego dell’intelligenza artificiale, offrendo ai manager una visione completa delle attività svolte dagli agenti digitali. L’obiettivo è evitare che l’adozione dell’AI avvenga in modo frammentato o privo di supervisione, una delle principali preoccupazioni che oggi accomunano molte organizzazioni impegnate nei percorsi di trasformazione digitale.
Accanto alla governance, il summit ha approfondito un altro concetto destinato a caratterizzare l’evoluzione del lavoro nei prossimi anni: l’Autonomous Workforce. Secondo ServiceNow, i team IT dedicano ancora una quota significativa del proprio tempo ad attività ripetitive e operative come la gestione degli aggiornamenti, la risoluzione di incidenti, il monitoraggio delle infrastrutture e il controllo delle capacità dei sistemi. Attività necessarie, ma che sottraggono risorse all’innovazione e ai progetti strategici. L’impiego di agenti AI addestrati per gestire processi standardizzati consentirebbe invece di automatizzare gran parte di queste operazioni, liberando competenze e tempo per iniziative a maggior valore aggiunto. Una trasformazione che punta a rendere le organizzazioni più efficienti e reattive, migliorando al contempo la qualità dei servizi erogati. La strategia di ServiceNow si basa proprio sull’integrazione degli agenti AI all’interno dei principali processi aziendali. L’obiettivo dichiarato è avvicinarsi a una serie di traguardi ambiziosi: supporto completamente automatizzato, assenza di interruzioni di servizio, eliminazione dei problemi legati agli asset tecnologici, riduzione drastica delle violazioni di sicurezza e investimenti sempre più allineati agli obiettivi di business.
Un altro tema cruciale emerso durante l’evento riguarda il ruolo dei dati. Molti progetti di intelligenza artificiale, infatti, non riescono a superare la fase sperimentale perché le informazioni aziendali risultano frammentate, non contestualizzate o difficili da integrare. Senza una base dati affidabile e connessa, anche gli algoritmi più sofisticati faticano a produrre risultati utili. Per questo motivo ServiceNow sottolinea l’importanza di creare un ecosistema capace di collegare qualsiasi fonte informativa, garantendo livelli costanti di governance e sicurezza. Solo fornendo agli agenti AI il corretto contesto di business è possibile generare insight realmente utili e trasformarli in azioni concrete direttamente all’interno dei workflow aziendali..
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