Le aziende si impegnano ad aumentare la produttività in un contesto economico difficile, ma la cosiddetta digital friction, cioè le inefficienze quotidiane delle tecnologie, stanno silenziosamente indebolendo le performance aziendali. È la principale conclusione di una ricerca condotta per TeamViewer, dal titolo “The Impact of Digital Friction”.

Dallo studio TeamViewer – che include anche l’Italia – emerge che l’impatto finanziario, operativo e umano della digital friction è rilevante: i dipendenti dichiarano di perdere in media 1,3 giorni al mese a causa di malfunzionamenti quotidiani che impediscono di svolgere il proprio lavoro in modo efficiente, con perdite di produttività per l’80% dei lavoratori

L’impatto va ben oltre il semplice disagio:

– il 42% degli intervistati afferma che la propria azienda ha subito perdite di fatturato a causa della digital friction,

– il 69% ritiene che questa abbia contribuito al turnover dei dipendenti,

– il 47% sostiene che la frustrazione tecnologica incide negativamente sulla soddisfazione lavorativa,

– il 28% ha preso in considerazione l’idea di licenziarsi per questo motivo.

“Oggi, a causa delle innumerevoli pressioni che i responsabili aziendali affrontano, è comprensibile che le criticità IT possano passare in secondo piano — ma il potenziale impatto finanziario è sbalorditivo”, ha affermato Oliver Steil, CEO di TeamViewer. “La tecnologia è il cuore pulsante delle aziende di oggi e quando si verifica un malfunzionamento il prezzo da pagare è immediato in termini di insoddisfazione dei clienti e competitività”.

In Italia uno su 4 perde mezza giornata al mese

In Italia, il 25% dichiara di perdere mezza giornata lavorativa al mese a causa della digital friction, il 21% oltre un giorno, e il 28% ritiene che nel prossimo anno la perdita aumenterà perché il livello tecnologico è più complesso (per il 29%) o perché l’adozione di nuove soluzioni e sistemi richiede tempo di apprendimento (per il 24%). Sempre a causa della digital friction, i più frequenti problemi sono stati: di connettività per il 64%, di hardware per il 50%, applicazioni software per il 54%, aggiornamento software forzato per il 60%, di autenticazione per il 53%, di cybersecurity per il 40%.

Sempre per le aziende italiane, la digital friction incide sul turnover dei dipendenti (42%), per il 22% è stata la causa delle dimissioni di ottimi colleghi, per il 36% contribuisce al burnout e per il 40% ha un impatto negativo sulle performance individuali. L’IA è considerata di aiuto per superare la digital friction per il 41%, per il 45% è in grado di risolvere problemi tecnici di base più velocemente dell’uomo (come il reset delle password).

Divario generazionale e organizzativo: la ricerca rivela una netta divisione nel modo in cui la digital friction viene percepita dalle diverse generazioni e livelli professionali. I dipendenti della Generazione Z perdono 1,5 giorni lavorativi al mese a causa di disfunzioni IT, più del doppio rispetto ai 0,7 giorni persi dai Baby Boomer, e il 40% della Generazione Z ha considerato l’idea di lasciare la propria azienda a causa dello scaso livello tecnologico, rispetto al 12% dei Baby Boomer. Dal punto di vista organizzativo, i problemi IT hanno un impatto significativo sul turnover per il 56% di persone senza ruoli manageriali e per il 36% dei manager. I risultati evidenziano una discrepanza tra il modo in cui i leader percepiscono le prestazioni tecnologiche e il modo in cui i dipendenti le vivono quotidianamente.

Il ruolo dell’IA nella soluzione dei problemi tecnici

Lo studio condotto per TeamViewer indica una chiara strada da seguire. Quasi metà degli intervistati (48%) ritiene che l‘IA possa contribuire a ridurre la digital friction nella propria organizzazione, mentre la metà (50%) è favorevole all’uso dell’IA per svolgere attività IT di routine quali la risoluzione dei problemi e la reimpostazione delle password. Questi dati suggeriscono una crescente disponibilità da parte delle aziende a adottare l’IA come moltiplicatore di produttività ed efficienza.

“La tecnologia dovrebbe potenziare le persone, non ostacolarle”, ha affermato Andrew Hewitt, VP of Strategic Technology di TeamViewer. “Con la produttività che rappresenta un obiettivo così importante per la maggior parte delle aziende, esiste una concreta opportunità di trasformare le frustrazioni tecnologiche quotidiane in un motore di progresso. I nostri risultati dimostrano che ridurre la digital friction può avere un impatto significativo sia sulle performance sia sulla motivazione dei dipendenti. Quando le aziende adottano soluzioni di connettività basate sull’intelligenza artificiale e sistemi IT più evoluti, riescono a eliminare le barriere operative, restituire tempo prezioso alle persone e offrire un’esperienza di lavoro più fluida e gratificante”.

Continua a leggere

Articoli correlati

  • Per il successo dell’AI si parte dai dati

    Il ruolo di Cloudera di fronte a un ecosistema di aziende in parte ancora impreparate.

    12 Giugno 2026 · ·
  • Imprivata apre in Italia a supporto della trasformazione digitale della Sanità

    L'azienda punta a contribuire alla modernizzazione della sanità nazionale, offrendo strumenti in grado di coniugare sicurezza, conformità ed efficienza operativa

    12 Giugno 2026 · ·
  • Netskope potenzia NewEdge Network

    Il potenziamento dell'infrastruttura globale NewEdge Network ha l'obiettivo di offrire un livello ancora più elevato di controllo, conformità e performance

    12 Giugno 2026 · ·
  • MIX e Università degli Studi di Napoli Federico II per le competenze sulle reti Internet

    In programma lezioni e laboratori rivolti agli studenti, con approfondimenti su aspetti teorici e applicativi delle reti Internet.

    12 Giugno 2026 · ·

Prossimi appuntamenti

Eventi

  • La Fabbrica del Valore

    MILANO, 14 Aprile 2026 dalle 09:30 alle 15:00

    Milano

  • Alimentare i Data Center di domani

    VARIGNANA ( BOLOGNA ), 15 Aprile 2026 dalle 10:00 alle 13:00

    Varignana ( BOLOGNA )

  • Cday

    BOLOGNA, 16 Aprile 2026 dalle 09:30 alle 16:00

    Bologna

  • Sicurezza, interoperabilità e resilienza: come preparare le tue comunicazioni video al futuro

    21 Aprile 2026 dalle 11:00 alle 12:00

    WEBINAR