Nei giorni scorsi Frediano Lorenzin, Chief Technology Officer di Dell Technologies in Italia, ha incontrato la stampa italiana per riflettere insieme su alcuni trend e tecnologie trattati in occasione del Dell Technologies World di Las Vegas. In particolare si è parlato di intelligenza artificiale, gestione dei dati ed evoluzione delle infrastrutture IT. “Fino a poco tempo fa, molte aziende si interrogavano sul perché dovessero investire in intelligenza artificiale. Oggi la domanda è cambiata: ‘perché non farlo?’. L’AI è diventata parte della quotidianità”, ha sottolineato Lorenzin aggiungendo come nel 2024, solo in Italia, siano stati investiti 1,2 miliardi di euro in AI (dato dell’Osservatorio del Politecnico di Milano), con una crescita annua del 58%. “È un fenomeno che non riguarda più solo le grandi aziende. L’intelligenza artificiale è diventata pervasiva e accessibile, anche per le PMI. E se un anno fa, i clienti ci chiedevano: Quali sono gli use case? Oggi sanno già cosa vogliono fare e ci chiedono come implementarlo”, ha proseguito Lorenzin.

Un altro tema affrontato è stato quello della transizione dai grandi data center centralizzati verso il computing distribuito e l’edge. “I dispositivi locali – persino i laptop – stanno diventando veri e propri nodi intelligenti. Non più solo IoT o sensoristica industriale, ma edge computing sempre più avanzato.” Un esempio può essere quello di workstation che si presentano come dei veri e propri nodi di AI locale. Questo perché serve prossimità ai dati, velocità di elaborazione e interazione diretta con l’utente finale.

Dagli LLM agli agenti intelligenti al dato

In occasione dell’incontro si è parlato anche del passaggio da modelli di AI centralizzati e massivi a modelli più leggeri, ottimizzati per funzioni specifiche e integrati nei flussi quotidiani. È il caso di un’AI sviluppata internamente per analizzare e razionalizzare la documentazione tecnica aziendale. Di fatto non è gestita su supercomputer, ma su sistemi a capacità limitata, e dimostra che la tecnologia oggi può essere efficace anche su scala ridotta.

Uno dei punti focali dell’evoluzione tecnologica in atto è il dato. Tutto ciò che viene sviluppato – dal Data Lake al file system – è costruito per aderire a questi principi di semplicità, sicurezza e sostenibilità. Ecco che Dell ha annunciato la Data Lakehouse appliance, basata su tecnologia Starburst, con l’obiettivo di abbandonare la logica dei mega sistemi monolitici per abbracciare un approccio più flessibile: i dati restano dove sono, si portano nel modello solo quelli necessari. Questo si integra con un altro annuncio chiave: Project Lightning, un file system parallelo ad alte prestazioni, pensato per ridurre i tempi di accesso e semplificare la pipeline AI.

La AI Factory 2.0: un framework e non solo un prodotto

Dell ha presentato anche una nuova versione di AI Factory, il framework per l’adozione dell’intelligenza artificiale realizzato con Nvidia. “AI Factory 2.0 non è un prodotto, ma un insieme integrato e pre-certificato per facilitare lo sviluppo e la scalabilità di progetti AI, anche in modalità multicloud e ibrida.” E ancora, è stato approfondito un approccio componibile, dove l’infrastruttura IT viene orchestrata come un marketplace di risorse (compute, storage, networking) grazie alla Automation Platform. “L’obiettivo è offrire massima flessibilità e automazione, sia on-premise che in cloud. Partner storici come ad esempio Microsoft, Google e Red Hat fanno parte di questo ecosistema, così come realtà emergenti come Cohere, che sviluppa agenti pronti all’uso da integrare nei propri workflow”, ha spiegato Lorenzin. In sostanza il messaggio è che l’intelligenza artificiale non è più da considerare una tecnologia del futuro. È una necessità strategica per restare competitivi. Ma va gestita con metodo, investimenti mirati e una visione chiara.

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