Per affrontare e contenere il più possibile il contagio da Covid-19, in tutto il mondo sono state implementate ordinanze più o meno restrittive di distanziamento sociale e auto isolamento. Gran parte della nostra vita si è così rapidamente trasferita online.

In questo scenario, i data center diventano asset sempre più strategici nel supportare le infrastrutture critiche come le reti elettriche nazionali, gli ospedali, le raffinerie di gas, gli impianti chimici, solo per citarne alcune.

Si stima che entro il 2021 il 94% del carico di lavoro e delle istanze di calcolo saranno elaborati dai data center cloud. Questi devono essere attivi e funzionanti 24 ore su 24, sette giorni su sette; capaci di rispondere velocemente alla crescita di domanda di capacità, ridurre le proprie emissioni inquinanti e, al contempo, fare fronte alla crescente complessità e alle minacce legate alla sicurezza informatica.

Inoltre, nel pieno della transizione energetica, con sempre più sistemi di generazione distribuita, i data center hanno l’opportunità di trasformarsi da strutture passive ed energivore a veri e propri asset prosumer in grado di contribuire al bilanciamento efficiente e alla stabilità della rete elettrica.

Mentre i carichi di lavoro si spostano verso il cloud, i data center di nuova costruzione diventano sempre più grandi (hyperscale). Ci sono più di 500 hyperscale data center nel mondo. E il loro assorbimento energetico sta aumentando sempre di più, con conseguenze dirette sulla rete.

Quale soluzione

Una modesta riduzione del carico di picco in un data center, attraverso programmi di Demand Response (DR) o Virtual Power Plant (VPP), potrebbe aiutare in modo significativo la rete a mantenere la propria affidabilità. Finora i programmi DR sono stati poco implementati nel settore dei data center, a causa della mancanza di ricerca sui possibili rischi e benefici relativi a un loro utilizzo. Ma recentemente alcuni gestori di data center in Europa hanno deciso di partecipare ai DR, ottenendo così significativi risparmi energetici. Per quanto riguarda invece i VPP, questi sono un’alternativa valida per quegli operatori che non possono accedere direttamente ai programmi DR. Una piattaforma software come quella offerta da Siemens abbina le esigenze della rete con l’eccesso di capacità di molteplici piccoli contribuenti. In questo modo gli operatori dei data center possono trarre guadagno da asset che generalmente sono in larga parte poco utilizzati.

Per approfondire www.siemens.it/datacenter

 

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