Allied Telesis a marzo di quest’anno ha compiuto 35 anni. È infatti nata nel 1987, solo quattro anni dopo la formalizzazione dello standard IEEE 802.3, che portò il protocollo Ethernet a diventare il protagonista della connettività tra pc e poi tra pc e server, le famose LAN, e questo solo per iniziare…
In questi 35 anni nel mondo del networking si è visto di tutto, ma Allied Telesis è rimasta fedele alla visione del fondatore Taki Oshima che è venuto a mancare nel 2022. Una visione fatta di concretezza, affidabilità e capacità di interpretare le richieste dei clienti senza fughe in avanti. Una visione che il fondatore ha trasmesso alla figlia Sachie Oshima, già medico affermato ma presente ai vertici più importanti dell’azienda da dieci anni, che ora guida la società.
Sviluppo di soluzioni originali
Con 41,5 miliardi di yen di fatturato, circa 294 milioni di dollari, e 1.700 dipendenti in tutto il mondo Allied Telesis è sicuramente un operatore di media grandezza, che gode del vantaggio di un fatturato realizzato ancora per più del 60% in Giappone. Questo però non esclude una presenza all’estero significativa, come in Italia dove la filiale è presente da prima del 2000: “Siamo molto presenti nei mercati trasporti, education, sanità e nel mondo militare; quest’ultimo sul nostro giro d’affari in Italia vale più del 30%”, racconta Alessandro Amendolagine, sales director Italy, Israel & ME di Allied Telesis.
“Il presidio completo del ciclo di produzione è un nostro punto di forza – spiega Giovanni Prinetti, european solution marketing manager della società – l’azienda anche se quotata è saldamente controllata dalla famiglia e preferisce muoversi per crescita interna senza acquisizioni; ciò permette di dedicare investimenti importanti in soluzioni originali”.
È il caso, per esempio, dell’offerta Wi-Fi dove contrariamente all’approccio multicanale utilizzato, che dà problemi di interferenze e di interruzione del segnale quando si cambia un ambiente, Allied Telesis ha sviluppato la tecnologia Channel Blanket per risolvere sia le interferenze dei canali che i limiti di roaming delle architetture wireless multicanale, riducendo al contempo i costi di implementazione e la complessità.
La più recente novità è il rilascio a luglio di quest’anno di nuovi switch Ethernet industriali PoE++ da 10 Gigabit per i mercati della building automation, delle smart city e del trasporto stradale. Gli switch della Serie IE220 offrono connettività Gigabit ad alte prestazioni ai dispositivi IIoT senza compromettere performance o throughput, grazie a doppi uplink in fibra 10 Gigabit e interfacce PoE++ Gigabit. “Il mercato IoT in Italia è ancora agli inizi”, ha commentato Amendolagine.
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