“In Cisco l’innovazione si è basata per più di 30 anni anche sull’acquisizione di aziende. Più di 200, delle quali alcune anche in Italia. Questo percorso prosegue e a settembre abbiamo annunciato la più grande operazione per valore della nostra storia: Splunk (28 miliardi di dollari di investimento). Ma la nostra strategia di innovazione è anche incentrata su ricerca e sviluppo. In particolare su cinque aree.”
Così Gianmatteo Manghi, amministratore delegato di Cisco Italia, ha introdotto un recente incontro con la stampa in cui è stato approfondito il valore dell’intelligenza artificiale applicata appunto alle cinque aree coperte dal mondo Cisco: applicazioni, lavoro ibrido, infrastrutture, cybersecurity e sostenibilità. Il tutto in modo conforme ai principi etici, AI generativa compresa. “Per noi l’AI deve potenziare le competenze e le capacità delle persone per cui parliamo di AI collaborativa.”
Enrico Mercadante, Architectures Sales and Innovation Southern Europe di Cisco, ha quindi fornito e commentato i dati della ricerca AI Readiness Index condotta su 8.000 aziende nel mondo rilevando come improvvisamente si sia passati da una fase 1 a una fase 4 con l’AI che è arrivata direttamente nelle mani degli utenti finali. “Il fenomeno della consumerizzazione dell’AI è entrata nelle aziende per migliorare i processi e produrre servizi efficaci. Ecco che il 97% delle realtà sondate dichiara un aumento dell’urgenza dell’adozione di tecnologie di AI. E l’84% pensa che questa avrà un impatto molto significativo o significativo sulla propria attività. In particolare si parla di Infrastruttura IT, Cybersec e CX.”
Quindi lo studio ha valutato quanto, sul tema intelligenza artificiale, le organizzazioni siano pronte in termini di strategia, infrastruttura, dati, governance, processi, cultura aziendale, talenti. “A livello globale solo 14% pronto all’AI, percentuale che scende in Italia all’8%. Mentre le ragioni principali di una sua adozione sono più efficienza, innovazione e Customer Experience.”
L’incontro è stato anche l’occasione per presentare un progetto di veicolo a guida autonomo al quale Cisco ha contribuito con la sua tecnologia di rete, ossia una Maserati MC20 Cielo equipaggiata dal team di ricerca del Politecnico di Milano e che ha partecipato alla Mille Miglia 2023 per una parte del suo percorso (200 km). Sfida che, come ha spiegato Sergio Matteo Savaresi, Professore Ordinario di Automazione nei Veicoli presso il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria dell’ateneo, verrà ripetuta anche nel 2024 con un veicolo ancora più evoluto, questa volta per tutto il tragitto. “È un tema sul quale ci vuole coraggio e sperimentazione. Oggi l’auto autonoma è già di poco più brava dell’uomo, ma ne ritardiamo l’introduzione aspettando che sia praticamente perfetta.”
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