Nel percorso di trasformazione del suo business dalle logiche dell’onpremise a quelle del cloud, per Oracle l’anno fiscale 2022, che si è concluso a fine maggio, è stato un passaggio importante certamente a livello globale, ma soprattutto per la filiale italiana.

Alessandro Ippolito, VP Tech e country manager di Oracle Italia


I fatturati risultano in crescita, +7% a livello globale e qualcosa di più in Italia, mentre l’ordinato nel quarto trimestre marca un +10% sempre a livello globale. Ma a crescere molto è stato soprattutto il giro d’affari legato al cloud: +39% in tutto il mondo e +60% nel nostro Paese. “A influire positivamente sul dato italiano è stata certamente l’apertura a dicembre del 2021 della cloud region di Milano, una tappa importante che ha dimostrato ancora una volta l’affidabilità di Oracle e che rappresenta un’opportunità per il mercato e per il Paese”, ha dichiarato Alessandro Ippolito, VP Tech e country manager di Oracle Italia.

L’offerta cloud attira nuovi clienti

A prima vista appare un paradosso che a fatturati in crescita corrisponda una forte crescita del cloud, ossia una modalità di business che trasforma in canone ricorsivo su tempi medi quello che prima veniva incassato one shot con la vendita delle licenze software e dei successivi contratti di manutenzione. Ma il paradosso è presto spiegato, come racconta Giovanni Ravasio, VP & country leader Cloud Applications: “La nostra offerta che propone ai clienti di realizzare un cloud pubblico all’interno dei loro data ceter sul fronte sia dei dati che delle applicazioni, sta incontrando molto interesse in tanti nuovi clienti che scelgono proprio le nostre applicazioni cloud per dismettere quelle onpremise di altri vendor”.

Giovanni Ravasio, VP & country leader Cloud Applications di Oracle Italia

I buoni risultati sul fronte cloud di Oracle non dipendono quindi da una mera migrazione della sua base installata onpremise, ma sono spinti anche dall’arrivo di nuovi clienti che scelgono per la prima volta i nuovi servizi. Specifica ancora Ravasio: “Il nostro ERP in cloud registra una crescita del 39%, mentre per quanto riguarda la gestione delle risorse umane siamo a un sorprendente +99%. A spingere sulla leva del cambiamento sono soprattutto le medie imprese, mentre se nei grandi clienti è più difficile sostituire l’applicazione core di altri vendor, riusciamo comunque a far migrare sui nostri servizi in cloud le applicazioni a contorno. In ogni caso anche sempre più grandi enterprise italiane iniziano a rivolgersi al nostro cloud”.
Per l’Italia l’ultimo anno fiscale di Oracle ha significato nuove assunzioni per 160 persone, i dipendenti della filiale italiana arrivano così a circa 1.100 persone, e l’apertura della nuova sede di Milano a Porta Nuova, nel centro città.

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