Incrementare il numero dei partner del 40% per essere presenti in maniera più capillare su tutto il territorio nazionale, entrare nel mercato del disaster recovery as-a-service e portare l’iperconvergenza anche nei sistemi di storage secondario, consolidando storage primario e secondario in un unico device. Sono questi i principali obiettivi che si è posta per il 2019 Syneto, società italo-rumena che propone soluzioni iperconvergenti ‘a misura di PMI’. “Sono obiettivi ambiziosi – ammette Vadim Comanescu, CEO di Syneto – ma abbiamo sempre amato le sfide, come testimonia il fatto che siamo stati tra i primi a credere nello storage software defined e poi nell’iperconvergenza. Non solo. La nostra ambizione è rendere accessibili a tutti, in primis alle PMI che hanno complessità crescenti da gestire e risorse limitate, queste tecnologie, fino a ieri adottate soprattutto dalle grandi imprese. Le nostre soluzioni all-in-one, semplici da implementare e gestire, offrono performance applicative eccellenti, una protezione dati sempre attiva e funzionalità di disaster recovery integrate a fronte di un investimento sostenibile”.
Una crescita costante
La strategia dell’azienda si è rivelata vincente, con un trend di crescita costante che le consente di guardare al futuro con ottimismo. “Vogliamo accelerare la penetrazione delle nostre soluzioni non solo sul mercato italiano attraverso un numero maggiore di business partner qualificati e motivati, ma anche su quelli esteri, partendo sempre dall’Europa. Un’altra caratteristica che ci contraddistingue è proprio il fatto di essere una società di matrice europea, a differenza della maggior parte degli altri player che operano in questo segmento di mercato”, sottolinea Comanescu. Il momento del resto è favorevole, visto che anche l’Unione Europea raccomanda di inserire le soluzioni iperconvergenti nei capitolati relativi ai nuovi investimenti ICT. Sempre attenta alle reali esigenze che esprime il mercato, Syneto è pronta anche a rendere il proprio software disponibile sul cloud, affinché gli operatori di canale possano inserire soluzioni di back up e disaster recovery as-a-service all’interno della propria offerta. R.C.
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