Ciclo attivo e ciclo passivo, i processi fondamentali alla base di ogni business, possono trarre grande beneficio dalla digitalizzazione. Il ciclo attivo ha la sua massima espressione nella fatturazione: di questo, con l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica prima verso la PA e poi tra privati, si è ampiamente parlato. Non si è ancora spento l’eco di questa innovazione voluta dal legislatore che già si parla di digitalizzare il ciclo passivo, ossia gli ordini di acquisto. Nel mese di ottobre, infatti, entrerà in vigore l’obbligo di ordine elettronico per le strutture del Servizio Sanitario Nazionale. Un primo passo che potrebbe preludere all’introduzione di quest’obbligo per tutti gli enti pubblici e, a tendere, anche tra privati, come avvenuto nel caso della fatturazione.
Un sistema ‘intermediario’ simile allo SdI
Edicom, azienda specializzata nell’e-commerce B2B, nel mese di aprile ha organizzato un incontro per illustrare gli aspetti tecnici e normativi, nonché i vantaggi e le criticità legati alla digitalizzazione degli ordini di acquisto. La normativa prevede che tutti gli ordini emessi dai soggetti interessati transitino – o siano validati tramite un intermediario – attraverso il Nodo di Smistamento Ordini (NSO), collegato e integrato con altri sistemi quali la Banca Nazionale dei Contratti Pubblici e la Piattaforma dei Crediti Commerciali. L’NSO è dunque il sistema ‘intermediario’, simile al Sistema di Interscambio (SdI) in vigore per la fatturazione elettronica, attraverso cui gli operatori appartenenti al Sistema Sanitario Nazionale e i loro fornitori si scambieranno i documenti commerciali in formato elettronico. L’NSO permetterà di utilizzare i canali di trasmissione già in uso per la fatturazione elettronica, a cui si aggiunge la possibilità di utilizzare l’infrastruttura definita dalle specifiche Peppol (Pan-European Public Procurement OnLine). Tutti i documenti trasmessi attraverso NSO (ordini, risposte, conferme, revoche…) dovranno essere strutturati nel rispetto degli standard previsti dalle Business Interoperability Specifications (BIS 3.0) di Peppol o le loro estensioni nazionali. L’obiettivo del legislatore è quello di efficientare e razionalizzare il processo di procurement, ma le complessità non mancano, come è emerso nel corso dell’evento. È utile quindi cominciare ad approfondire questi temi, anche con il supporto di chi, come Edicom, li segue da tempo e ha messo a punto una piattaforma in grado di centralizzare e unificare l’invio e la ricezione di tutto il flusso commerciale tra partners, a partire dall’ordine, passando per l’avviso di spedizione, fino alla fatturazione.
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