Ottimizzare il collaudo del software attraverso l’automazione. È nata con questo obiettivo, nel 2012, Maveryx, società italiana che ha sviluppato un framework multi-piattaforma per il collaudo automatizzato di applicazioni basate su interfaccia grafica che consente di effettuare il collaudo funzionale, regressivo, data-driven e codeless per una vasta gamma di tecnologie web e desktop. “Un’azienda che nel tempo è cresciuta, in maniera reale e sostenibile”, ci ha raccontato Alfonso Nocella, il co-fondatore della società nata dal progetto open del 2009 Megaride, in onore della piccola isola del Golfo di Napoli.
Il cammino
È una storia tutta partenopea, infatti, quella che caratterizza Maveryx, partita dalla volontà dei soci come progetto open source e sviluppatasi a livello internazionale. Nel 2012 l’azienda lancia la prima versione commerciale della propria soluzione, dopo aver vinto il premio per l’innovazione conferito dall’A.T.I. (Automated Testing Institute) e nel 2015 sbarca oltreoceano diventando fornitore di Boeing. “Collaboriamo con i gruppi di ricerca e sviluppo di Boeing attivi in Australia, UK e USA e in questi anni la nostra sinergia si è consolidata”, ha proseguito Nocella evidenziando come Maveryx tra i propri clienti conti anche “istituzioni governative di diversi Paesi, aziende che producono software in ambito medico, come Dedalus, oltre che società operanti nel mondo della consulenza”.
Automazione
Una soluzione rivolta a molteplici target e che vuole differenziarsi sul mercato. Lo ha spiegato Nocella: “Il costo del collaudo di un software dotato di interfaccia grafica, se realizzato manualmente, può impattare fino all’80% su tempi e costi di un intero progetto. Per rispondere a questo scenario, diverse soluzioni permettono di automatizzare il collaudo fintantoché non sia necessario realizzare la manutenzione dei casi di test. Maveryx consente di evitare questo passaggio: il collaudatore crea gli scenari di test, ma quando andrà a eseguirli si occuperà di tutto la nostra soluzione che in tempo reale è in grado di esplorare l’applicazione per adattarsi anche a eventuali modifiche. Svolgerà le azioni desiderate dal tester come farebbe una persona ma con i tempi di una macchina: è questa l’innovazione del nostro prodotto e le evidenze sperimentali mettono in luce come grazie a Maveryx la riduzione dei tempi di rilascio di un’applicazione possa arrivare al 50%”.
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