La transizione allo standard ISO 20022 introduce nuovi requisiti per la strutturazione dei dati nei pagamenti e richiede alle aziende di adeguare sistemi informatici e procedure di tesoreria. La maggiore precisione delle informazioni può rendere più evidenti eventuali incongruenze nei dati di ordinanti e beneficiari, ma non è sufficiente a certificare che un conto bancario appartenga effettivamente alla controparte dichiarata. Ecco che secondo Sis ID una delle principali criticità riguarda la gestione delle anomalie durante la fase di adeguamento. Il rifiuto di disposizioni non conformi può generare ritardi e spingere gli operatori a correggere manualmente le coordinate bancarie o ad accelerare le procedure, aumentando l’esposizione alle frodi.
“Il rischio di frode è meno visibile, ma a mio avviso molto più serio. Quando i file di pagamento vengono rifiutati, i team si trovano a dover risolvere il problema sotto pressione. Di conseguenza, reinseriscono i dati bancari a mano, aggiornano i record basandosi su una semplice e-mail o saltano un passaggio di approvazione pur di rispettare la scadenza. Questo è esattamente l’ambiente in cui prospera la cosiddetta ‘truffa del CEO’: urgenza, modifiche manuali e un motivo apparentemente plausibile per cui questa settimana le cose vadano fatte diversamente. Il mio consiglio è semplice: pulite e strutturate i dati anagrafici delle vostre terze parti fin da ora, verificate i dettagli bancari mentre eseguite questa operazione e testate i file di pagamento con le vostre banche prima della scadenza, non dopo”, afferma Anna Ongaro, Country Manager di Sis ID per l’Italia.
Tra le minacce più rilevanti figurano il Business Email Compromise (BEC) e la sostituzione fraudolenta degli IBAN, tecniche attraverso cui i criminali si fingono dirigenti o fornitori per dirottare i pagamenti. L’impiego dell’intelligenza artificiale può rendere le comunicazioni ingannevoli più credibili, aumentando le difficoltà di riconoscimento. Sis ID richiama quindi dati della Polizia Postale secondo cui nel 2025 i crimini informatici e le frodi online hanno sottratto oltre 269 milioni di euro in Italia.
La standardizzazione prevista da ISO 20022, sottolinea l’azienda, deve quindi essere accompagnata da verifiche preventive sui beneficiari, controlli sulle variazioni delle coordinate bancarie e procedure di approvazione efficaci. In tale scenario la condivisione delle informazioni sulle frodi può contribuire a individuare IBAN sospetti utilizzati contro più imprese.
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