“La chiave del futuro tecnologico è l’elaborazione e il consumo dei dati ai bordi della rete, dove questi vengono prodotti anziché nei nodi più centrali. Questo vale non solo per l’analisi dei big data ma anche per la gestione dei download e degli streaming e per installare gli aggiornamenti”. Alessandro Livrea, country manager di Akamai Italia, ha presentato così l’obiettivo di Edge, l’evoluzione tecnologica e di mercato della sua offerta per la distribuzione di contenuti via web a livello globale. Una tecnologia che sposa una delle prediction individuate da Akamai per i prossimi mesi, ‘la periferia al centro’.
Il cambio di paradigma
Secondo la società, infatti, presto tutte le aziende dovranno passare da cloud centralizzati ad approcci che abbracciano l’edge server. “Tanto più ci si sposterà alla periferia e ai bordi del cloud, tanto più le imprese avranno successo. Un processo che sarà massivo, che avrà una maggiore spinta grazie all’Internet of Things e richiederà variazioni di paradigma importanti”. Non sarà solamente la tecnologia a modificarsi: anche i consumatori, la fruizione dei contenuti, cambieranno. “L’entertainment basato su internet sta prendendo il sopravvento: gli utenti preferiscono la visione di programmi TV, film, eventi sportivi, concerti e giochi online attraverso Internet, abbandonando progressivamente i programmi televisivi tradizionali via etere e via satellite”. Uno scenario che potrebbe portare a un intasamento della rete. Lo sottolinea Livrea: “I grandi server al centro del core network non sono più in grado di reggere da un lato il traffico sempre in crescita e dall’altro di garantire latenze basse, come richiesto dagli utenti”.
La sicurezza
In questo contesto, l’edge giocherà un ruolo chiave per il business. Sarà un must, come la sicurezza, con attacchi che diventeranno sempre più sofisticati e che, in un contesto multicloud, chiederanno alle aziende di uniformare le strategie di protezione su più ambienti. Questo il consiglio di Akamai secondo cui in futuro più del 50% del traffico web deriverà dai bot e il 43% di tutti i tentativi di accesso potrà arrivare da botnet dannose. Per rispondere a questa esigenza di security, la piattaforma distribuita di Akamai offre una protezione per i siti web, l’infrastruttura mobile e le richieste basate su API, anche attraverso un monitoraggio attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, “che raccoglie e analizza terabyte di dati sugli attacchi, miliardi di richieste bot e centinaia di milioni di indirizzi IP per rafforzare le difese e tenere aggiornati gli utenti”.
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