Sangfor Technologies ha sostituito in Sangfor HCI lo strumento di trasferimento per le operazioni di cold migration e cloning con un nuovo motore progettato appositamente: qemu-cp. Il vendor sottolinea che questa operazione ha portato a un trasferimento dei dischi delle VM fino a 5 volte più veloce rispetto all’implementazione nativa di VMware, sulla base di test comparativi eseguiti in laboratorio su dischi con capacità da 500 GB a 3.072 GB. Con le VM enterprise di dimensioni standard, che in precedenza richiedevano diverse ore di downtime, che possono ora essere migrate in meno di 20 minuti.

“Tutti questi miglioramenti in termini di performance vengono ottenuti senza compromettere la consistenza dei dati a livello di byte tra i dischi di origine e quelli di destinazione”, afferma Simone Protano (nella foto), Senior PreSales Manager di Sangfor.

Nel dettaglio è stato riprogettato il workflow di cold migration e cloning, sostituendo il tradizionale processo di trasferimento general-purpose con un’architettura ottimizzata specificamente per la gestione delle immagini disco delle macchine virtuali. Sanfor spiega quindi che le versioni precedenti dello strumento si affidavano a sfscp, uno strumento proprietario di copia file sviluppato internamente per gli scenari di disk image, con supporto alla copia tra host differenti. Ecco pur offrendo prestazioni superiori ai comuni strumenti di trasferimento, sfscp presentava limitazioni intrinseche che ne frenavano le performance. L’ultima release di Sangfor HCI lo sostituisce appunto con qemu-cp, un’utility specificamente ottimizzata per la migrazione delle immagini disco.

Questi due vantaggi evidenziati da Sangfor:

Trasferimento dei soli dati effettivi: qemu-cp elabora esclusivamente i dati utente realmente validi, ignorando le aree sparse non utilizzate e le regioni a zero, eliminando l’I/O superfluo dovuto alla scrittura dello spazio vuoto sul disco di destinazione. Non servono più scansioni complete del disco per identificare e scrivere le aree a zero: per molti workload enterprise, il volume di dati da trasferire si riduce fino al 90%.

Elaborazione parallela multithread e a coroutine: la nuova architettura sfrutta un meccanismo di elaborazione concorrente basato su più coroutine, sfruttando al massimo il throughput disponibile di storage e rete e accelerando le operazioni di copia delle immagini disco.

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