Dal 12 giugno 2026 le imprese italiane hanno potuto finalmente accedere al Nuovo Piano Transizione 5.0, la misura di finanza agevolata che sostituisce i crediti d’imposta Transizione 4.0 e Transizione 5.0 con un sistema di iper-ammortamento per il triennio 2026-2028, con un sostanziale ritorno al “Piano Industria 4.0” (“Piano Calenda”) del 2018, dopo la disastrosa parentesi della “Transizione 5.0”, di cui perdurano ancora alcuni strascichi negativi.

Questa novità rappresenta un cambiamento strutturalmente significativo: in continuità con i Piani Transizione 4.0 e 5.0, si sostiene il processo di trasformazione digitale ed energetica del sistema produttivo nazionale reintroducendo la logica della maggiorazione del costo di acquisizione dei beni agevolabili, riconosciuta ai soli fini fiscali per il calcolo delle quote di ammortamento.

Con una dotazione complessiva di circa 9,8 miliardi di euro fino al 2028, il Nuovo Piano Transizione 5.0 ha l’obiettivo di incentivare la doppia transizione digitale e green del sistema produttivo italiano.

Quadro normativo

La Legge di Bilancio 2026 –L’articolo 1, commi da 427 a 436, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026) ha introdotto la maggiorazione, ai fini delle imposte sui redditi, del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi, con rilevanza esclusivamente fiscale ai fini della determinazione delle quote di ammortamento.

Il Decreto Attuativo – Le modalità attuative — con particolare riguardo all’ambito soggettivo e oggettivo, alla procedura di accesso, alle comunicazioni da trasmettere e agli oneri documentali — sono definite dal decreto attuativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) del 7 maggio 2026.

Il decreto è stato firmato dal Ministro Adolfo Urso, dopo un lungo confronto tecnico tra MIMIT e MEF che ha portato ad alcune modifiche rispetto alle bozze precedenti. Il provvedimento completa l’iter con la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato, la firma del ministro dell’Economia, il controllo della Corte dei Conti e il successivo decreto direttoriale per l’apertura dei termini.

L’agevolazione si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

Il decreto conferma la possibilità di agevolare beni ordinati prima del 2026 ma consegnati a partire da quest’anno. Questo elemento è particolarmente rilevante per le imprese che hanno già pianificato investimenti nella prima parte del 2026. La definizione di “completamento” determina la data a partire dalla quale decorre la possibilità di usufruire del beneficio:

  • Beni strumentali: inizio della disponibilità del bene, secondo le regole fiscali del TUIR, art. 109
  • Leasing: data del verbale di consegna del bene
  • Impianti per autoproduzione da Fonti Energetiche Rinnovabili (FER): data della dichiarazione di fine lavori

Mentre la spettanza dell’incentivo corrisponde all’esercizio relativo all’anno di effettuazione (cui fanno riferimento anche le soglie annuali degli scaglioni di investimento), la fruizione effettiva può partire solo dopo interconnessione (o allacciamento alla rete per le FER), comunicazione di completamento e via libera dal GSE (atteso entro 10 giorni da quest’ultima).

La misura consiste in una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni nuovi, rilevante esclusivamente ai fini della deduzione fiscale extracontabile delle maggiori quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria. Non si configura quindi come credito d’imposta compensabile con il modulo F24, ma come riduzione dell’imponibile ai fini delle sole imposte sui redditi.

Questo rappresenta un cambiamento sostanziale rispetto alle misure precedenti:

  • Transizione 4.0 e 5.0 (2024-2025): credito d’imposta compensabile con il modulo F24
  • Nuova Transizione 5.0 (2026-2028): iper-ammortamento (maggiorazione del costo per ammortamento)

E si ritorna quindi al meccanismo originale del “Piano Industria 4.0” del 2018.

La deduzione maggiorata nella dichiarazione dei redditi inizia dal periodo d’imposta in cui viene attestato dal GSE l’esito positivo delle verifiche che seguono la comunicazione di completamento, condizionata a sua volta alla messa in funzione del bene e alla sua efficace interconnessione.

Ciò significa che eventuali ritardi nella trasmissione della comunicazione di completamento possono far slittare la fruizione del beneficio all’anno successivo, con impatti concreti sulla pianificazione fiscale. E’ di fondamentale importanza effettuare una programmazione il più possibile precisa degli step procedurali entro la chiusura dell’esercizio di realizzazione dell’investimento.

Aliquote di iper-ammortamento (calcolate su base annuale)

Quota di InvestimentoMaggiorazione del Costo
Fino a 2,5 milioni di euro180%
Oltre 2,5 e fino a 10 milioni di euro100%
Oltre 10 e fino a 20 milioni di euro50%

Esempio Pratico di Applicazione

Per un investimento di 3 milioni di euro effettuato nel 2026:

  • Primo scaglione (fino a 2,5 M€): 2,5 M€ × 180% = 4,5 M€ di maggiorazione
  • Secondo scaglione (oltre 2,5 a 3 M€): 0,5 M€ × 100% = 0,5 M€ di maggiorazione
  • Totale maggiorazione: 5 milioni di euro

Il costo deducibile per ammortamento sarà quindi:

3 M€ (costo effettivo) + 5 M€ (maggiorazione) = 8 milioni di euro.

Beni agevolabili

Sono agevolabili due categorie di investimenti:

1. Beni materiali e immateriali strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, elencatii negli Allegati IV e V alla legge n. 199/2025 (che sostituiscono e aggiornano gli Allegati A e B alla legge n. 232/2016), interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura (requisito fondamentale per l’agevolazione).

2. Beni materiali nuovi finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, anche a distanza, compresi i relativi sistemi di stoccaggio.

La versione finale del decreto esclude dalle agevolazioni i software erogati in modalità SaaS, cioè tramite canoni di abbonamento “Software-as-a-Service”.

La scelta restringe il campo degli investimenti immateriali agevolabili, considerando che molte imprese utilizzano ormai software gestionali, piattaforme digitali e servizi applicativi tramite cloud, senza acquistare licenze tradizionali ammortizzabili.

Destinatari della misura

Possono beneficiare della misura tutte le imprese residenti e le stabili organizzazioni con sede in Italia, indipendentemente da:

  • Forma giuridica (società di capitali, società di persone, imprese individuali)
  • Settore economico (industria, artigianato, servizi)
  • Dimensione aziendale (micro, piccole, medie, grandi)
  • Regime fiscale adottato per la determinazione del reddito d’impresa

Casi di esclusione

  • Situazioni di difficoltà finanziaria dell’impresa
  • Applicazione di sanzioni interdittive
  • Mancato rispetto delle norme sulla sicurezza
  • Mancato versamento dei contributi previdenziali

Procedura per l’accesso all’agevolazione

Il decreto attuativo introduce una struttura procedurale abbastanza farraginosa, articolata su cinque comunicazioni obbligatorie che le imprese dovranno trasmettere attraverso la piattaforma del GSE (Gestore di Servizi Energetici – www.gse.it), accessibile con SPID o carta d’identità elettronica.

A partire dalle ore 12:00 di venerdì 12 giugno 2026, è operativa sul portale del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) la piattaforma per la prenotazione delle agevolazioni. Si spera che questa volta funzioni meglio di quanto è avvenuto per la “Transizione 5.0” dello scorso biennio, in cui si sono verificati ripetuti malfunzionamenti, ritardi nelle comunicazioni e supporto agli utenti carente o inesistente.

Comunicazione 1: Comunicazione Iniziale (Preventiva),contenente:

  • Dati dell’azienda
  • Dati dell’investimento
  • Data prevista di interconnessione/entrata in funzione

Comunicazione 2: Conferma dell’investimento.

Dalla notifica di esito positivo GSE alla prima comunicazione, l’impresa deve inviare la comunicazione di conferma dell’investimento con acconto almeno del 20%:

  • Entro 60 giorni dalla conferma
  • In caso di leasing è sufficiente la stipula del contratto con l’impegno all’acquisto da parte della società concedente

Comunicazione 3: Completamento dell’Investimento, da inviare in seguito a:

  • Consegna del bene
  • Interconnessione (o allacciamento alla rete per FER)

Allegando obbligatoriamente:

  • Perizia tecnica asseverata per tutti gli investimenti (non sono più ammesse le auto-dichiarazioni)
  • Certificazione contabile delle spese

Il beneficio fiscale è utilizzabile solo a fronte della conferma di esito positivo da parte del GSE della comunicazione di completamento.

Comunicazione 4: Comunicazione Annuale Periodica

Entro il 20 gennaio di ciascun anno, deve essere effettuata una comunicazione a con le informazioni sugli:

  • Investimenti effettuati
  • Costi sostenuti
  • Previsione di utilizzo del beneficio

Comunicazione 5: Comunicazione Semestrale Integrativa

Entro il 30 giugno successivo, comunicazione integrativa con:

  • Piano di ammortamento
  • Indicazione delle quote di incentivo imputate nei singoli esercizi

Oneri documentali e certificazioni

Le imprese dovranno acquisire e caricare sul portale GSE:

  1. la perizia tecnica asseverata relativa ai beni acquistati e interconnessi, redatte da soggetti abilitati. La perizia è richiesta per tutti gli investimenti, senza soglie minime di costo.
  2. La certificazione contabile sull’effettivo sostenimento delle spese ammissibili è obbligatorio documento.

Cumulabilità con altre agevolazioni

La cumulabilità con altre agevolazioni (che non la escludano) è possibile entro il limite del 100% dei costi, nettizzando il costo dai benefici concessi dalle precedenti.

La sfida per le imprese

L’arco temporale concesso è ampio (fino al 30 settembre 2028), ma la complessità della materia richiede una corretta pianificazione fiscale. La rilevante complessità procedurale impone di coniugare tempestività degli investimenti e correttezza degli adempimenti, evitando rinvii del beneficio per errori formali o ritardi.

Per le imprese si apre una fase decisiva: programmare, comunicare e completare gli investimenti in tempi congrui sarà determinante per cogliere le opportunità di crescita e digitalizzazione offerte del “Nuovo Piano Transizione 5.0”.

Il nuovo piano mette a disposizione risorse rilevanti, valutate in circa 9,8 miliardi di euro fino al 2028. L’arco temporale concesso è ampio, ma la pianificazione operativa e fiscale richiede accuratezza e tempismo, poiché bisogna pianificare e coordinare le attività di fornitori, installatori, personale interno amministrativo e tecnico, periti, revisori legali e commercialisti.

Le imprese hanno opportunità significative per investire nella trasformazione digitale ed energetica nel triennio 2026-2028. La sfida consiste nella capacità di coniugare tempestività degli investimenti e correttezza degli adempimenti, evitando rinvii o cancellazioni del beneficio per errori formali o ritardi procedurali.

Il portale GSE operativo dal 12 giugno 2026 segna il punto di partenza per questa opportunità: le imprese che sapranno pianificare con precisione i propri investimenti, rispettando le tempistiche e gli obblighi documentali, potranno massimizzare i benefici dell’iper-ammortamento fino a 180% e contribuire attivamente alla doppia transizione digitale e green del sistema produttivo italiano.

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