ServiceNow ha annunciato un accordo per l’acquisizione di Armis, specialista nella gestione dell’esposizione cyber e nella sicurezza cyber-fisica. L’operazione ha un valore di 7,75 miliardi di dollari. Con questa acquisizione ServiceNow punta a rafforzare in modo significativo la propria offerta di workflow per la sicurezza, accelerando lo sviluppo di una cybersecurity nativa AI, proattiva e capace di rispondere alle vulnerabilità su tutti i dispositivi connessi. Armis è specializzata nella gestione del rischio informatico lungo l’intera superficie di attacco, che comprende IT tradizionale, tecnologie operative (OT), dispositivi medici, IoT e ambienti industriali, servendo aziende, governi e infrastrutture critiche a livello globale.

La sua integrazione consentirà a ServiceNow di estendere e potenziare i propri portafogli Security, Risk e OT, entrando con decisione in aree ad alta crescita come la cyber exposure management e la sicurezza cyber-fisica. Un’operazione che arriva in un momento di forte crescita per ServiceNow: nel terzo trimestre del 2025, il business Security e Risk ha superato la soglia di 1 miliardo di dollari di valore contrattuale annuo. Secondo l’azienda, l’acquisizione è destinata a più che triplicare l’opportunità di mercato nel segmento sicurezza e rischio.

Una piattaforma unificata end-to-end

L’obiettivo dichiarato è creare una piattaforma di sicurezza unificata, end-to-end, capace di “vedere, decidere e agire” sull’intero perimetro tecnologico di un’organizzazione. La combinazione delle capacità di Armis con i workflow automatizzati di ServiceNow permetterà una risposta più rapida ed efficace agli incidenti, superando la frammentazione tipica degli strumenti tradizionali.

“ServiceNow sta costruendo la piattaforma di sicurezza del futuro -, ha dichiarato Amit Zavery, presidente, COO e chief product officer di ServiceNow -. Nell’era dell’AI agentica, fiducia e governance intelligenti su cloud, asset, sistemi AI e dispositivi sono imprescindibili per scalare l’AI nel lungo periodo”.

Dello stesso avviso Yevgeny Dibrov, co-fondatore e CEO di Armis, secondo cui l’AI sta trasformando il panorama delle minacce più rapidamente della capacità di adattamento delle organizzazioni. “Ogni asset connesso è diventato un potenziale punto di vulnerabilità. Insieme a ServiceNow offriremo ai clienti un modo potente per ridurre l’esposizione e rafforzare la sicurezza su larga scala”.

Focus su cyber-physical security e asset critici

Armis porta in dote una piattaforma in grado di scoprire e classificare in modo agentless asset gestiti e non gestiti, inclusi dispositivi OT, IoT, medicali e industriali spesso invisibili agli strumenti tradizionali. Integrata con la CMDB di ServiceNow, che collega gli asset ai servizi e ai processi aziendali che supportano, questa tecnologia permetterà una visione completa e contestualizzata del rischio. L’integrazione con il ServiceNow AI Control Tower (il sistema che governa e gestisce l’AI in azienda) rafforzerà inoltre la gestione end-to-end dell’esposizione cyber e la governance delle identità, aspetti sempre più critici nella sicurezza dell’AI. Con questa acquisizione, ServiceNow compie un passo decisivo verso una cybersecurity autonoma e proattiva, pensata per un mondo in cui AI, dispositivi connessi e infrastrutture critiche sono sempre più interdipendenti.

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