Festeggiare il 40mo compleanno nel mondo ICT significa avere individuato e presidiato con successo un segmento di mercato sempre attuale. È il caso di Stratus Technologies, nata per garantire sempre e comunque la disponibilità delle applicazioni business critical anche a fronte dei guasti che inevitabilmente investono i sistemi IT, esigenza sentita inizialmente nel mondo Finance, in particolare da chi si occupa di pagamenti elettronici. “Con il tempo abbiamo raggiunto altri mercati quali l’industria manifatturiera discreta e di processo, l’Emergency Management, il retail, le utilities ecc. perché oggi tutte le organizzazioni hanno la necessità di eliminare le complessità derivanti dai downtime non pianificati”, spiega Giacomo Ghidini, country manager di Stratus Technologies Italia.
Garantire la continuità operativa in produzione
Oggi questa esigenza comincia ad essere fortemente sentita anche nel mondo industriale, sempre più interessato ad acquisire e analizzare dati e informazioni direttamente sui sistemi di produzione (edge) prima di indirizzarli verso il data center aziendale o sul cloud, a patto di non interferire sulla continuità operativa della produzione stessa. “Secondo una ricerca che abbiamo realizzato di recente”, prosegue Ghidini, “il 41% delle aziende ritiene che l’edge computing sia un enorme progresso e il 52% è disposta ad adottare questo approccio, con il 26% degli intervistati che si considera già tra gli early adopter. In ogni caso oltre la metà del panel (51%) ha dichiarato di stare valutando attivamente o pianificando l’implementazione di applicazioni di edge computing. Quasi nessuno, insomma, mette in dubbio il valore della digitalizzazione delle fabbriche, perché è il solo modo per adattare la produzione in tempi rapidi alle esigenze sempre nuove che esprime il mercato, basti pensare alle rapide riconversioni che sono state fatte a fronte dell’emergenza sanitaria per realizzare ventilatori o mascherine, impensabili senza il supporto di adeguate tecnologie digitali”. Introdurre tecnologie digitali in fabbrica però non è banale, perché, come sottolinea Ghidini, “il reparto IT delle aziende non ha dimestichezza con quello produttivo, che a sua volta nella maggior parte dei casi ha competenze IT limitate. Affinchè l’Edge Computing esprima tutto il suo valore servono quindi soluzioni semplici, affidabili e automatizzate in grado di far dialogare questi due mondi, ed è qui che Stratus sta indirizzando i suoi investimenti”.
Una piattaforma Edge Zero Touch
Le aziende hanno oggi la necessità di assicurare il funzionamento armonico delle applicazioni sull’edge, nel data center o su cloud, ottimizzando e razionalizzando le prestazioni in modo sempre più agile in qualunque ambiente. Stratus risponde a queste esigenze con la piattaforma ztC Edge, dove ztC significa zero touch Computing, costantemente arricchita di nuove funzionalità, che integra virtualizzazione nativa, elevati livelli di interoperabilità al fine di salvaguardare gli investimenti effettuati nel corso del tempo, protezione automatizzata e molto altro. “Il vero fattore differenziante, però, è la semplicità di implementazione, manutenzione e gestione dei sistemi, che possano essere facilmente utilizzati da chiunque senza bisogno di interventi manuali, Zero Touch, appunto”, dice Ghidini.
La società naturalmente continua a investire anche sulla storica famiglia ftServer, dove ft sta per Fault Tolerant. “Le tecnologie tradizionali come l’alta disponibilità basata sulla virtualizzazione e sul clustering non prevengono il downtime, perché si basano sul ripristino in seguito agli errori hardware o software, e i tempi di ripristino sono estremamente variabili, da pochi minuti a diverse ore”, puntualizza Ghidini. “I nostri ftServer sono in grado di prevenire il downtime delle applicazioni business critical garantendo la continuità operativa anche in caso di guasto dei componenti hardware sottostanti”.
Un approccio premiato dal mercato
Uno dei principali rischi per le aziende è aggiungere tecnologie inaffidabili e vulnerabili quando avviano nuovi progetti, a maggior ragione quando si parla di Edge Computing, un mercato in forte crescita che sta attirando l’attenzione di tutti i principali vendor ICT che però, nella maggior parte dei casi, non hanno maturato esperienze specifiche nel mondo delle Operation. “Grazie a 40 anni di esperienza nella protezione di applicazioni e ambienti business critical riteniamo di avere un vantaggio competitivo”, ribadisce Ghidini. “La piattaforma ztC Edge fa tesoro della nostra esperienza e si è evoluta per risolvere le sfide dell’Edge Computing in termini di prestazioni, sicurezza, semplicità di gestione e automazione, garantendo un elevato livello qualitativo apprezzato sia dagli utenti finali sia dai business partner che collaborano con noi, vuoi veicolando le nostre soluzioni in modalità white label vuoi integrandole all’interno di progetti di trasformazione digitale di ampia portata”.
Continua a leggere
Articoli correlati
Cybersecurity e AI: uno scenario da Proofpoint
Tra i dati della ricerca Voice of the CISO 2026 e l’evoluzione tecnologica il vendor fornisce diversi spunti di riflessione.
SNP Group apre in Italia
La filiale dell’azienda specializzata nella migrazione e trasformazione dei dati aziendali è stata affidata Fabio Tessera. Al centro SAP, ma non solo.
Planetel Universe: tre aree di competenza per esigenze digitali sempre diverse
Connettività, Cybersecurity e Governance IT: i tre pianeti dell’universo Planetel che racchiudono competenze, soluzioni e know how specifici per le esigenze delle aziende di oggi.
Canon rafforza ulteriormente la sua gamma A4
Disponibili nuovi dispositivi imageFORCE per aiutare le aziende di ogni dimensione a lavorare in modo più rapido e sicuro.

