Si è tenuta alla fine di marzo la tappa milanese del Microsoft AI Tour, un’occasione per approfondire le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale al mondo delle imprese, ma anche per celebrare un percorso di condivisione avviato tre anni fa e focalizzato non solo sull’impatto tecnologico ma soprattutto su quello economico e pratico, mirando a quantificare i ritorni reali dell’utilizzo dell’adozione dell’intelligenza artificiale.

In tal senso Vincenzo Esposito, Amministratore Delegato di Microsoft Italia, ha messo sul piatto alcuni punti chiave, partendo dai dati di uno studio che già due anni e mezzo fa quantificava un possibile contributo dell’AI al nostro PIL di fino al 18%. “Ecco che in quel periodo avevamo lanciato un’iniziativa italiana, AI Lab, che ad oggi ha coinvolto 500 aziende, generando circa 700 progetti, combinando la tecnologia di Microsoft con il know-how specifico di ciascuna realtà.”

Si parla di attività dedicate al terzo settore (AI Lab for Good) e alle startup (AI Lab for Startup) a cui si aggiunge lo sviluppo delle competenze (Microsoft Elevate). “È chiaro che siamo di fronte ad una situazione in cui il futuro sarà sempre più emozionante. L’AI sta diventando ulteriormente agentica, capace non solo di rispondere a domande ma di svolgere compiti in autonomia all’interno delle aziende. Ecco che vanno identificate applicazioni che generano valore reale, in modo sicuro e gestibile. Concentrandosi sulla sostanza, eliminando il ‘rumore di fondo’.”

Il keynote di apertura ha quindi visto come protagonista il nuovo CEO Microsoft Commercial Business, Judson Althoff (nella foto in alto), il quale ha condiviso alcune informazioni sul sentiment italiano rispetto al’AI, frutto di un prompt presentato a Copilot. I risultati hanno indicato un’adozione attiva dell’intelligenza artificiale in vari settori, con una visione positiva sul raggiungimento di risultati tangibili. Le preoccupazioni principali invece includono i potenziali impatti sull’occupazione, la fiducia nei risultati ottenibili e la necessità di riqualificare e migliorare le competenze della forza lavoro per l’era dell’AI. “Il nostro obiettivo è bilanciare la potenza dell’AI con una fiducia a livello aziendale e un’implementazione responsabile.”

Un quadro di riferimento per il successo dell’AI

Althoff è quindi entrata nel dettaglio del traguardo della Frontier Transformation, ossia un passo oltre i semplici aumenti di produttività verso la reinvenzione delle aziende a fini di crescita. Nel dettaglio si parla di sbloccare la creatività e l’innovazione mettendo le capacità dell’AI nelle mani di molti. Ma anche di metterla al servizio della società utilizzandola per identificare il talento, risolvere problemi complessi e servire l’ambizione umana. “Sono diversi i pilastri per il successo dell’intelligenza artificiale, a partire dalla possibilità di migliorare l’esperienza dei dipendenti, attrarre talenti e favorire la crescita professionale attraverso strumenti come Copilot. Poi c’è l’engagement dei clienti che possono essere raggiunti in modo più efficace con offerte personalizzate che ne migliorano la soddisfazione. Quindi l’evoluzione dei processi aziendali obsoleti con conseguente crescita dei ricavi. Infine un’accelerazione dello sviluppo dei prodotti e della ricerca di base.”

Comportamenti chiave

Il messaggio veicolato nel corso della giornata è che le aziende di successo che abbracciano la trasformazione mostrano tre caratteristiche fondamentali a partire dall’integrazione dell’intelligenza artificiale negli strumenti e nei flussi di lavoro esistenti. Quindi offrire al personale che opera in prima linea strumenti e capacità di creazione di agenti per innovare in base alle esigenze del del business. Infine la possibilità di governare, gestire, proteggere e visualizzare l’impatto dell’AI in tutta l’azienda per garantire i risultati attesi, la sicurezza e il ROI. Ecco che per Althoff, sebbene i modelli e i chip siano importanti, gli elementi più cruciali per le soluzioni di AI sono l’intelligenza – ossia amplificare le capacità umane proteggendo al contempo la proprietà intellettuale – e la fiducia – quindi fornire una base sicura. In tale scenario la strategia di Microsoft è incentrata sulla fornitura di una piattaforma costruita su tre pilastri: “ Work IQ è il ‘cervello’ che sta dietro Microsoft 365 Copilot, in grado di comprendere come lavorano gli utenti e mantenere la conoscenza all’interno del loro ambiente. Fabric IQ consente invece di ragionare sui dati provenienti da più fonti (inclusi cloud e on-premise) operando da livello dati unificato. Foundry IQ è infine utilizzato per creare basi di conoscenza e integrare informazioni esterne, estendendo le capacità di Work IQ e Fabric IQ.”

Queste piattaforme IQ si basano su Agent 365, una piattaforma di osservabilità per la gestione e il controllo degli agenti di AI, e su Agent Factory, uno strumento per la creazione di soluzioni di intelligenza artificiale sulla piattaforma cloud di Microsoft.

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