Un attore chiave per la trasformazione digitale delle imprese italiane, con una visione strategica chiara e un impegno deciso verso l’intelligenza artificiale. Così si presenta al mercato Impresoft, realtà italiana guidata dal Group CEO Alessandro Geraldi, che mira a creare un “ecosistema aperto in grado di affrontare le sfide di mercato”. Un obiettivo esposto in un recente incontro e che si traduce in una strategia dinamica che coniuga acquisizioni mirate, innovazione costante e un approccio responsabile all’AI.

Nata nel 2019 come aggregazione di più realtà operative sul mercato, Impresoft ha posto la sua particolare attenzione sulle imprese di medie e grandi dimensioni, quelle realtà di settori come ad esempio manifatturiero, retail e farmaceutico che rappresentano il cuore pulsante dell’economia italiana. Ecco che Geraldi ha evidenziato come l’Italia abbia una penetrazione digitale più bassa rispetto ad altri paesi europei, con realtà che “non hanno investito in dati, non hanno investito in tecnologie, anche diverse dall’AI” e la proposizione di Impresoft è proprio quella di colmare questo divario, offrendo un “unico punto di riferimento per la digitalizzazione completa, che include soluzioni ERP, CRM ed e-commerce, smart manufacturing, cyber security e cloud.”

Partendo dai numeri, da gennaio 2023 Impresoft ha realizzato 18 acquisizioni mantenendo una crescita annuale costante del 13% e un margine EBITDA di circa il 25%. Questi dati, ha sottolineato Geraldi, testimoniano “un buon business model che esprime poi una grande capacità di generare redditività. Con l’ambizione di raddoppiare le dimensioni e affermarci come un operatore europeo.”

L’approccio ‘AI First at Scale’

L’intelligenza artificiale è al centro della strategia di Impresoft, come riassume il motto ‘AI first at scale.’ Per Geraldi questa deve diventare pervasiva in azienda, integrata nel software sviluppato, nei servizi offerti e nelle metodologie di lavoro interne. Con circa 1.700 persone, Impresoft ha quindi avviato un cambiamento di paradigma per il centinaio di sviluppatori interni, con previsioni di incremento, che sono ‘subject matter expert’ quindi esperti della materia. L’applicazione dell’AI nel contempo permette di fare più cose partendo da questo ‘esoscletro’. Tra gli esempi citati dal Group CEO, portati anche internamente, ci sono l’automazione delle richieste interne, l’analisi delle performance dei siti nel marketing e l’analisi finanziaria. Un uso particolarmente innovativo riguarda inoltre la registrazione delle interazioni con i clienti che, previo consenso, permette di eseguire una diagnostica guidata e generare una documentazione di alta qualità. “Tutto questo è qualcosa di realmente trasformativo, poter fare molto di più per i clienti e poter democratizzare opportunità che prima non si facevano o perché costavano, perché richiedevano fatica.”

Governance e formazione per un’AI responsabile

La diffusione dell’intelligenza artificiale in azienda è accompagnata da un forte senso di responsabilità. Impresoft promuove in tal senso una ‘AI governance’ rigorosa per tutelare aziende e persone, evitando lo shadow AI e fornendo strumenti che impediscano il caricamento di codici proprietari su LLM esterni. In questo scenario la formazione rappresenta un altro pilastro fondamentale. Geraldi ha approfondito un modello di apprendimento continuo con ‘micro team’ che si confrontano settimanalmente sull’uso dell’AI. Una pratica quotidiana che risulta cruciale, poiché “ogni settimana tutti noi ci rendiamo conto che c’è qualcosa o di nuovo che scopriamo o di nuovo che è stato rilasciato.” Il manager ha messo tuttavia in guardia contro il “rischio di declino di competenze” se l’AI non viene utilizzata costantemente, data la sua rapidissima evoluzione. C’è poi anche la consapevolezza che l’AI possa essere manipolativa, spingendo a un suo uso eccessivo.

Superare il debito tecnologico

Geraldi ha affrontato anche il debito tecnologico nelle aziende italiane frutto di anni di sotto investimenti. Impresoft intende assicurare “quell’infrastruttura fondamentale a renderla competitiva tale per cui poi puoi creare l’AI.” L’obiettivo è trasformare le aziende in realtà basate sulla conoscenza, ma a beneficio non della sostituzione delle persone ma per rendere più efficace il lavoro che viene fatto e rendere le organizzazioni più competitive. Infine alcuni settori a cui il Gruppo ha dato un contributo, spesso a beneficio di realtà che Geraldi ha definito “spesso sotto radar, ma che sono i casi dell’Italia che produce.” Tra queste ci sono Nupi Industrie italaine, con l’AI che supporta l’analisi del contesto e l’alimentazione automatica dei sistemi di qualità. In Prysmian infine l’AI analizza contratti in diverse lingue e giurisprudenze, valutando i rischi legali.

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