Interessanti novità in casa DataCore, una delle prime aziende a puntare sullo storage software defined. A livello italiano è stata aperta la nuova sede di Roma e rafforzato il team, mentre dal punto di vista dell’offerta a luglio è stata introdotto DataCore ONE, soluzione che unifica lo storage primario, secondario e cloud in un unico pannello di gestione, DataCore HCI-Flex, una nuova famiglia di appliance iperconvergenti, e un nuovo modello di licensing basato su abbonamento.

DataCore ONE

DataCore ONE è stato sviluppato con l’obiettivo di accelerare l’adozione del paradigma software defined storage nei data center enterprise, nel cloud e nell’edge computing, centralizzando la gestione di tutti i livelli di storage. Al centro della soluzione c’è un motore di analisi predittiva basato su cloud – DataCore Insight Services – che offre informazioni dettagliate e fruibili in tempo reale provenienti da una vista a 360° sullo storage a livello infrastrutturale. Il pannello di controllo, fruibile in modalità SaaS (software-as-a-service) si basa sulla telemetria e sull’apprendimento collettivo derivante dall’esperienza dei clienti DataCore per identificare i problemi nelle fasi iniziali, offrire raccomandazioni in merito alle best practice e pianificare la capienza. Tecnologie di machine learning e intelligenza artificiale consentono di identificare e/o prevenire anomalie nell’infrastruttura storage, mentre il motore integrato che si occupa di fornire indicazioni suggerisce i correttivi più appropriati. Gli interventi proposti sono altamente automatizzati e possono essere eseguiti da remoto utilizzando l’interfaccia web di DataCore oppure attivati on premise dietro il firewall, se previsto dalle policy di sicurezza. Il valore risultante si traduce in riduzione dei downtime, risposte più rapide, maggiore efficienza e riduzione dei costi. Inoltre le applicazioni organizzate in container, le macchine virtuali e gli host ‘bare metal’ possono trarre beneficio dai pool di storage virtuale che automaticamente posizionano i dati caldi, tiepidi e freddi sulla categoria di storage più appropriata.

“I CIO oggi devono gestire silos di storage multipli, ma vorrebbero semplificare questa complessità attraverso un unico layer intelligente”, ha evidenziato Dave Zabrowski, CEO di DataCore Software in occasione di una sua recente visita in Italia. “Con DataCore ONE diamo una risposta concreta a questa esigenza. Basandoci sull’ampio ventaglio di proprietà intellettuali e brevetti che deteniamo, abbiamo sviluppato un’architettura unificata per consolidare DataCore come piattaforma di software-defined storage completa ed estremamente flessibile, in grado di semplificare la gestione di ambienti storage eterogenei”.

Dave Zabrowski, CEO di DataCore Software

DataCore HCI-Flex

La nuova gamma di appliance DataCore HCI-Flex unisce la semplicità dei sistemi iperconvergenti alla flessibilità del software-defined storage, con un rapporto prezzo/prestazioni molto competitivo. È possibile scegliere tra diverse configurazioni 1U e 2U con preinstallati VMware vSphere o Microsoft Hyper-V. Le appliance integrano nativamente tutti i servizi dati previsti dal software-defined storage di DataCore: smart caching, thin provisioning, autotiering dinamico e accelerazione Parallel I/O. Un intuitivo wizard per il deployment consente di attivare il dispositivo in una manciata di minuti. Una volta installato, l’HCI-Flex può organizzare in pool e gestire non solo lo storage interno ma anche i sistemi di storage esterno. Il lancio di questa famiglia di appliance coincide con il rilascio dell’ultima versione del software DataCore, ancora più performante.

Il go-to-market

La carrellata delle novità del vendor taiwanese include infine un nuovo modello commerciale basato su abbonamento pensato per le organizzazioni che desiderano ridurre le spese in conto capitale. “Lasciamo ai clienti la possibilità di scegliere tra licenze perpetue o in abbonamento”, ha spiegato Zabrowski. “Entrambe le proposte, veicolate sempre attraverso i nostri partner di canale, comprendono supporto e aggiornamento software. Tutte le licenze si basano sulla capienza, con un prezzo trasparente per terabyte, indipendentemente dal numero di nodi utilizzato”.

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