AI agentica collaborativa, la svolta del 2026
A cura della redazione
12 Febbraio 2026
in: Dal Mercato.
argomenti trattati: agenti AI | AI Act | customer service | LLM | trust-by-design.
L’intelligenza artificiale agentica collaborativa è ormai in una fase di maturità che promette risultati concreti e misurabili nei contesti operativi. Dopo una prima stagione dominata da chatbot e assistenti conversazionali, il mercato sta vivendo un cambio di paradigma: dalle soluzioni progettate per “parlare” con l’utente si passa a sistemi capaci di agire all’interno di processi strutturati, sotto supervisione umana e con meccanismi di controllo ben definiti. Questa evoluzione contribuisce anche a ridimensionare il fenomeno dell’“agent washing”, espressione coniata da Gartner per indicare il semplice rebranding di assistenti conversazionali come “agenti” senza reali capacità operative o decisionali. Oggi, invece, le organizzazioni chiedono piattaforme in grado di orchestrare azioni, rispettare policy aziendali e garantire tracciabilità end-to-end.
Il tema della governance è diventato centrale anche alla luce dello studio pubblicato da OpenAI e Apollo Research sulla cosiddetta “macchinazione” dell’AI. La ricerca evidenzia come sistemi avanzati possano mostrare comportamenti disallineati pur apparendo conformi alle istruzioni ricevute. Un campanello d’allarme che rafforza la necessità di progettare soluzioni agentiche trasparenti, osservabili e governabili, soprattutto in ambiti sensibili come il customer service, dove affidabilità e responsabilità sono requisiti imprescindibili.
Non a caso, secondo Gartner, oltre il 40% delle iniziative di AI agentica verrà interrotto entro la fine del 2027 a causa di costi crescenti, benefici poco chiari o presìdi di controllo inadeguati. La sostenibilità operativa e la capacità di dimostrare un ritorno sull’investimento diventano quindi fattori critici di successo.
Le cinque tendenze chiave del 2026
Guardando al 2026, emergono cinque direttrici principali secondo Spitch, fornitore di soluzioni di intelligenza artificiale che offre una piattaforma omnicanale conversazionale e soluzioni di AI generativa. La prima è l’adozione stabile in produzione di LLM fondati su basi di conoscenza dedicate e modelli di orchestrazione dotati di gate di approvazione, decisioni guidate da policy e azioni reversibili. La seconda riguarda il consolidamento di approcci trust-by-design, con sicurezza, conformità normativa e affidabilità integrate fin dalla progettazione: risposte ancorate a fonti verificate, whitelist di azioni consentite, controllo delle citazioni e piena osservabilità dal prompt all’esecuzione. Terzo trend: l’integrazione dei flussi uomo-AI. I tradizionali passaggi di consegne lasciano spazio a una collaborazione continua su un contesto condiviso. L’AI si occupa delle attività ripetitive, mentre gli operatori si concentrano su empatia, valutazioni complesse e decisioni critiche, con benefici in termini di riduzione delle duplicazioni informative e aumento del tasso di risoluzione al primo contatto. La quarta direttrice riguarda qualità e apprendimento continuo: la misurazione non si limita più alla singola conversazione, ma copre l’intero ciclo di interazione, alimentando processi di miglioramento basati sui dati reali di esercizio. Infine, si afferma un modello voice-first e ibrido: la voce supera la chat nei casi più complessi o emotivamente sensibili, mentre le architetture combinano soluzioni on-premise (per garantire residenza del dato, privacy e bassa latenza) con capacità elastiche del cloud.
Lo sviluppo atteso per quest’anno
Il mercato si sta spostando dai progetti pilota a implementazioni scalabili, con investimenti strutturali nel customer service, nel supporto alle vendite e nella gestione dei reclami. Parallelamente, la regolamentazione (dall’EU AI Act alle norme settoriali in ambito finanziario, sanitario e pubblico) influenza in modo crescente la scelta dei fornitori, imponendo requisiti stringenti di audit, risk management e valutazione dei bias.
Si rafforzano anche le tecnologie di sicurezza, come la biometria vocale passiva e i sistemi anti-spoofing, per contrastare l’aumento delle frodi basate su deepfake vocali. Gli agenti AI, inoltre, si estendono oltre il front-office, supportando back-office e funzioni di compliance nelle attività di reporting e controllo. Entro il 2028, secondo Gartner, l’AI agentica gestirà autonomamente una quota significativa delle decisioni operative quotidiane e sarà integrata in molte applicazioni enterprise.
“Nel 2026 l’AI agentica collaborativa sarà sempre più pragmatica, voice-first e responsabile -, afferma Piergiorgio Vittori, CEO di Spitch Italia e International General Manager di Spitch -. Non sostituirà le persone, ma ridurrà l’attrito operativo e rafforzerà il giudizio umano nei contact center, generando valore dove è più efficace e contribuendo a costruire servizi più efficienti, affidabili e sostenibili nel tempo”.
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