Secondo i dati aggiornati a gennaio 2026 dell’Osservatorio Start Up Innovative di Cribis (società del Gruppo CRIF specializzata in informazioni, soluzioni e consulenza alle imprese), l’ecosistema delle start up innovative italiane mostra segnali di rallentamento, pur mantenendo una struttura territoriale e settoriale ben definita.

Alla fine del 2025, in Italia si contano 11.090 start up innovative, in diminuzione del 4,2% rispetto al 2024, quando il totale era pari a 11.565 realtà. Un calo che interrompe la crescita degli anni precedenti e riflette un contesto economico e competitivo sempre più complesso.

Dal punto di vista della composizione societaria, 1.052 start up risultano a conduzione o partecipazione femminile, mentre sono 3.690 le imprese in cui la media di età di soci e amministratori è inferiore ai 35 anni, a conferma di un significativo contributo delle nuove generazioni all’innovazione imprenditoriale.

A livello geografico, la maggiore concentrazione di start up innovative si registra nel Nord-Ovest, che raccoglie il 36,9% del totale nazionale. Seguono Sud e Isole con il 27,8%, il Centro con il 19,1% e infine il Nord-Est con il 16,2%. In ambito regionale, la Lombardia si conferma al primo posto con il 29,1% delle start up innovative italiane, seguita da Campania (12,4%) e Lazio (11,4%).

Sul fronte dei settori di attività, domina nettamente la programmazione informatica, che rappresenta il 39,3% delle realtà innovative. Seguono la ricerca e sviluppo sperimentale nelle scienze naturali e nell’ingegneria (11,4%) e le attività dei portali di ricerca sul web (4,9%).

Non mancano, tuttavia, elementi di criticità legati al livello di digitalizzazione. Nel 2025 il 26,7% delle start up innovative presenta una digital attitude medio-bassa, segnale di investimenti limitati in digital marketing, digital transformation e utilizzo strategico di Internet come canale di business. Il 13,2% si colloca su un livello medio, mentre il 18% registra un livello basso.

Più incoraggianti i risultati relativi all’innovation score, l’indicatore che misura il grado di innovazione delle imprese: il 35% delle start up analizzate mostra un punteggio medio-alto, il 26,1% si posiziona su un livello medio e il 17,7% raggiunge un livello alto.

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