Equinix ha di recente incontrato clienti e partner presso il suo rinnovato data center di via Savona a Milano per confrontarsi e raccontare gli ultimi investimenti, che cosa è possibile fare grazie ai propri servizi di interconnessione, e come aiutare le aziende nella conduzione e sviluppo del rispettivo business. “Siamo una realtà distribuita su tre regioni a livello globale, con 4,4 miliardi di fatturato nel 2017 e investimenti per 22 miliardi di dollari totali per rinnovare e creare nuovi data center. Quasi 8.000 dipendenti e circa 10.000 clienti nel mondo”, ha spiegato Emmanuelle Becker, managing director di Equinix Italia, che propone quindi un’offerta di servizi declinata in Equinix Cloud Exchange Fabric (ECX Fabric) per il cloud privato ed Equinix Internet Exchange per il cloud pubblico a supporto della domanda di capacità di interconnessione. “L’interconnessione è la capacità non solo di aiutare i clienti a collegarsi ai service provider ma anche di collegarsi tra di loro, per lavorare al meglio, tra service provider stessi, cloud provider, content provider e aziende in generale”, ha proseguito Becker.

I data center milanesi

Marzo Zacchello, global solution architect di Equinix

Marco Zacchello, global solution architect di Equinix, ha dal canto suo descritto l’attuale infrastruttura che la società ha su Milano, e che rientra nelle 52 aree metropolitane che l’operatore ha attualmente nel mondo. “Siamo presenti in Via Caldera (ML1) dove abbiamo punti di connettività, quindi abbiamo i data center in Via Savona (ML2), a Basiglio (ML3), e in via Cascia (ML4), quest’ultimo dedicato a un unico cliente”.

Alcuni dati tecnici dei tre data center milanesi di Equinix. Si parla di edifici dalla superficie totale di colocation pari a oltre 6.000 metri quadri, proponendo collegamenti metro diretti in interconnessione con Via Caldera, dove si trova il Milan Internet Exchange (MIX).

Un’offerta che si inquadra in uno scenario che di recente proprio Equinix ha illustrato con il rilascio del secondo volume dell’Indice di Interconnessione Globale (GXI), dove viene analizzato lo scambio di traffico a livello globale, l’interconnessione, o lo scambio di traffico diretto e privato tra i principali partner commerciali. In particolare viene spiegato come entro il 2021, la larghezza di banda dell’interconnessione crescerà fino a oltre 8.200 Terabits al secondo (Tbps) di capacità, o l’equivalente di 33 Zettabyte (ZB) di scambio dati all’anno. P.M.

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