“A differenza delle norme, proposte da tecnici competenti, i regolamenti e i decreti attuativi sono scritti da persone non meglio qualificate. Le associazioni di categoria? Oggi hanno un ruolo sbiadito, soprattutto quelle legate al mondo confindustriale che, negli ultimi anni, ha privilegiato gli interessi dei grossi gruppi, a scapito delle piccole-medie aziende.

La conseguenza è che le aziende pagano migliaia di euro di contributi con risultati scarsi, rilevando come la presenza ai tavoli governativi, sia andata sempre più deludendo. Se l’approccio non cambia c’è poco da sperare.

Maurizio Brancaleoni, Presidente di ATI Lombardia

Parlando di efficienza energetica, in particolare nelle aziende industriali, dobbiamo ricordarci che l’Italia è sorretta da piccole imprese dove è difficile che il titolare o la famiglia introducano un energy manager e dove è difficile arrivare rapidamente ad una percezione dei vantaggi dell’efficienza energetica. Negli ultimi anni abbiamo avuto evidenza dei benefici portati dall’etichettatura energetica dei dispositivi e credo che questo sia un approccio interessante, a mio avviso più degli incentivi. Anche perché non è stato portato dalla politica ma voluto dalle aziende che hanno sostenuto il progetto”.

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