Mitsubishi Electric, critical cooling ad alta efficienza energetica
Oggi i data center rappresentano infrastrutture chiave per l’economia digitale. La corsa all’intelligenza artificiale e alla digitalizzazione dei processi li ha trasformati in hub critici, in cui si concentrano sempre più dati, algoritmi e capacità di elaborazione. Un’evoluzione che, oltre a spingere sulla potenza di calcolo, pone importanti sfide legate ai consumi energetici, invitando a un ridisegno delle architetture in chiave sostenibile. In questo scenario i sistemi di raffreddamento giocano un ruolo sempre più importante, aiutando a garantire infrastrutture IT non solo meno energivore, ma anche più virtuose, trasformando il calore in una risorsa valorizzabile.

Ed è proprio questo l’ambito in cui Mitsubishi Electric ha costruito negli anni la propria eccellenza, sviluppando soluzioni HVAC (Heating, Ventilation and Air Conditioning) industriali, capaci di garantire non solo una migliore efficienza, ma anche una maggiore efficacia. “L’efficienza non è più un’opzione, ma un requisito essenziale. Mitsubishi Electric fa la differenza offrendo sistemi di raffreddamento critico ottimizzati per ridurre drasticamente il PUE, trasformando le sfide infrastrutturali in vantaggi competitivi e sostenibili” afferma Gianluca Favaron, Key Account Section Manager Data Center Business di Mitsubishi Electric Europe, ricordando come il solido percorso di crescita di questa divisione vanti forti radici italiane.
Nel 2015, Mitsubishi Electric ha consolidato la propria leadership nei sistemi idronici attraverso l’acquisizione di Climaveneta e RC Group, storici marchi del gruppo De’ Longhi. Questa operazione ha integrato nel Gruppo un’eccellenza tecnologica radicata nel territorio, specializzata nell’uso dell’acqua come fluido termico per il condizionamento industriale. “Le due acquisizioni hanno portato in dote competenze tecnologiche di altissimo livello, che Mitsubishi Electric ha potuto trasferire ai mercati internazionali, forte della sua rete di presidio globale. Il cuore della ricerca e sviluppo continua, ancora oggi, a risiedere nel territorio italiano, dove opera uno dei nostri principali centri R&D dedicati al raffreddamento delle infrastrutture digitali” spiega Favaron, sottolineando come i marchi acquisiti siano stati mantenuti per preservarne il valore riconosciuto a livello europeo, dove, da sempre, è alto l’interesse nei confronti di soluzioni idroniche per grandi impianti. Con l’introduzione delle nuove soluzioni, acceleriamo il percorso di integrazione del portfolio sotto il marchio Mitsubishi Electric. Un unico grande brand per un’offerta tecnologica senza precedenti, capace di consolidare la presenza globale e di rispondere con ancora più forza alle sfide del settore.
Unico focus: critical cooling
Anche l’Italia sta sperimentando da anni una forte accelerazione nella realizzazione di infrastrutture data center. A sostenerla sono, soprattutto, la domanda di servizi cloud, le sperimentazioni in ambio AI, il principio giuridico della sovranità dei dati e la necessità di mantenerli vicini ai luoghi in cui vengono generati e utilizzati per motivi di efficienza operativa. Uno scenario di particolare effervescenza che sta facendo di Milano un grande hub strategico a livello nazionale, anche se non mancano progetti di sviluppo anche in altre aree del Paese: investimenti sul nuovo e ampliamenti di infrastrutture esistenti che stanno riducendo lo storico divario tra l’Italia e i maggiori poli europei di data center. “Questa effervescenza di progetti sta trovando nella gestione del calore uno degli elementi più critici da affrontare” puntualizza Favaron, spiegando come il mercato sia alla ricerca di partner dall’approccio end-to-end, garantito da competenze verticali e un ecosistema tecnologico integrato e realmente sostenibile. Esattamente l’approccio che caratterizza Mitsubishi Electric e il suo portfolio: un’offerta che, oltre ai chiller, mette a disposizione sistemi di raffreddamento per rack, cooling distribuiton unit e soluzioni integrate per la gestione dell’intero impianto termico. “Specializzazione, non generalismo. In un mercato che tende a diversificare l’offerta infrastrutturale, Mitsubishi Electric rivendica il proprio ruolo di specialista verticale nel critical cooling. Concentriamo ogni nostra innovazione su un unico obiettivo: sviluppare sistemi di raffreddamento ad altissime prestazioni che garantiscano la massima efficienza e competitività ai data center dei nostri partner” chiarisce Favaron, evidenziando come la presenza di Mistubishi Electric su tutti i principali mercati globali consente una comprensione profonda e diretta delle necessità dei partner. Questo permette di esportare e implementare rapidamente modelli di successo in contesti diversi, senza mai rinunciare a un elevato grado di personalizzazione, fondamentale per risolvere le sfide uniche di ogni infrastruttura.
Freddo efficiente, recupero termico efficace

“Il nostro obiettivo è garantire ai data center il massimo dell’efficienza energetica e operativa: due aspetti chiave per infrastrutture che oggi sono chiamate ad assicurare la continuità del servizio e il massimo delle prestazioni, limitando al minimo i consumi” afferma Alberto Bolzonella, Key Account Manager, Data Center Cooling Business di Mitsubishi Electric Europe, spiegando come proprio il tema dei consumi sia al centro di numerose iniziative supportate anche dalla Commissione Europea. Tra queste, va sicuramene citato il Climate Neutral Data Centre Pact, un’iniziativa lanciata nel 2021 e sottoscritta volontariamente da oltre cento operatori del settore con l’obiettivo di rendere i data center europei climaticamente neutrali entro il 2030. Il patto stabilisce target su energia rinnovabile, efficienza energetica, uso dell’acqua, economia circolare e recupero del calore, fissando le linea guida industriali per progettare e gestire data center realmente sostenibili.
Parallelamente, nel 2023 l’Unione Europea ha aggiornato l’Energy Efficiency Directive, ha introdotto nuove regole anche per i data center, ora obbligati a comunicare informazioni chiare su utilizzo dell’acqua, livelli di efficienza, recupero del calore ed utilizzo di energie rinnovabili. Le nuove regole, tra l’altro, impongono agli Stati membri di dare priorità esecutiva alle pianificazioni di data center che rispettano i principi efficienza energetica: un vincolo forte, che sarà ulteriormente consolidato con l’entrata in vigore del Minimum Energy Performance Standard (MEPS), un criterio normativo volto a definire l’efficienza energetica minima che gli impianti devono garantire.
A livello locale l’Italian Datacenter Association (IDA), associazione che in Italia rappresenta l’ecosistema dei data center e delle infrastrutture digitali, sta contribuendo, poi, a sviluppare un ecosistema competitivo, promuovendo buone pratiche anche per quanto riguarda efficienza energetica e sostenibilità.
“All’interno di questa associazione, Mistubishi Electric contribuisce al dibattito sul futuro delle infrastrutture digitali, coordinando il gruppo di lavoro Heat Recovery con l’obiettivo di promuovere soluzioni concrete soprattutto per il recupero e la valorizzazione termica. Il calore generato dai data center può essere, infatti, ampiamente recuperato per essere messo a diposizione delle comunità locali. Una valorizzazione che trasforma le perdite energetiche in risorsa riutilizzabile, alimentando per esempio la produzione il riscaldamento di uffici e abitazioni o la rete di teleriscaldamento” spiega Bolzonella, sottolineando come Mitsubishi Electric sia già impegnata nello sviluppo di pompe di calore e sistemi di recupero termico per trasformare i data center in infrastrutture energetiche integrate nel territorio.
Hybrid cooling al centro dell’offerta

Sotto il profilo tecnologico, il tradizionale raffreddamento ad aria ha raggiunto i propri limiti fisici dinanzi alle densità di potenza dei moderni data center. Le GPU di ultima generazione, motori dell’addestramento per l’AI, generano carichi termici che impongono il passaggio a sistemi di dissipazione diretta. Mitsubishi Electric presidia da tempo questa frontiera con soluzioni di Liquid Cooling all’avanguardia. Ne è un esempio l’ME-CDU (Cooling Distribution Unit): una soluzione concepita per infrastrutture a raffreddamento ibrido. In questo scenario, il circuito a liquido agisce direttamente sui componenti critici, mentre il sistema ad aria interviene per stabilizzare i carichi termici residui, garantendo la perfetta resilienza ambientale. “Il sistema si caratterizza per un’architettura altamente ridondata, progettata per rispondere alle esigenze delle infrastrutture AI-ready ad altissima densità, dove anche interruzioni di breve durata possono avere impatti critici sulle prestazioni e sulla continuità operativa” precisa Bolzonella, sottolineando come la nuova CDU si inserisca in un’offerta di hybrid cooling, in cui aria e liquidi sono gestiti da Mitsubishi Electric in modo del tutto integrato.
Uno sguardo al futuro
In Italia, la solidità di Mitsubishi Electric è testimoniata da un ampio portfolio di referenze maturate con partner di ogni dimensione. “La nostra offerta è progettata per coprire l’intero spettro delle necessità, dalle sale dati locali ai grandi ecosistemi di colocator e hyperscaler. L’obiettivo è quello di implementare soluzioni che elevino la competitività di ogni infrastruttura, un impegno confermato dai risultati della divisione Data Center, protagonista da anni di una costante crescita a doppia cifra” commenta Favaron, delineando un futuro in cui i data center si confermano i veri pilastri strategici dell’economia digitale: infrastrutture che, in prospettiva, saranno valutate non solo per la capacità di elaborazione, ma anche per l’efficienza, il recupero energetico e la capacità d’integrarsi con il territorio. “Il domani delle infrastrutture digitali appartiene a chi saprà coniugare performance e rispetto per il pianeta. Per Mitsubishi Electric, questa sfida rappresenta un’occasione straordinaria: l’innovazione e la sostenibilità sono oggi elementi inseparabili del nostro DNA tecnologico. Siamo già pronti a trasformare queste opportunità in soluzioni concrete per i nostri partner.”
Mitsubishi Electric ME-CDU, la CDU per i server ad alta temperatura operativa
ME-CDU rappresenta l’ultima evoluzione nelle unità di distribuzione del fluido termovettore. Frutto del consolidato know-how di Mitsubishi Electric nel cooling IT, questa soluzione è progettata per garantire massima precisione e continuità operativa nelle infrastrutture a liquido dei moderni data center ad alta densità. L’unità si inserisce naturalmente all’interno delle architetture di raffreddamento ibrido, dove il raffreddamento a liquido svolge la funzione di estrazione termica diretta dai componenti più critici mentre le soluzioni ad aria contribuiscono al bilanciamento dei carichi residui e al controllo dell’ambiente, assicurando efficienza energetica all’intera infrastruttura. La ridondanza diffusa è stata sviluppata per rispondere alle esigenze dei sistemi AI-ready ad altissima densità, nei quali anche brevi interruzioni possono comportare impatti significativi; sensori ridondati, pompe di backup in grado di sostenere l’intero carico, filtri duplicati lavabili durante il funzionamento e componenti sostituibili con unità in funzione assicurano la continuità operativa anche in condizioni critiche, mentre la filtrazione a maglia fine protegge le superfici di scambio termico da impurità potenzialmente dannose.
Con l’introduzione di ME-CDU, Mitsubishi Electric rafforza la propria offerta di un hybrid cooling realmente integrato, in cui il raffreddamento a liquido si combina in modo naturale con le soluzioni ad aria già consolidate. L’unità lavora infatti in sinergia con MEWALL, il fanwall ad acqua refrigerata dedicato al contenimento termico dei corridoi nei data center ad alta densità, e con MECH-iF3-G04, nuovo chiller con free cooling, progettato per massimizzare l’efficienza energetica e ridurre i consumi annuali sfruttando le condizioni climatiche favorevoli.
Fortum usa il calore di scarto dei data center per il teleriscaldamento urbano
In Finlandia, Fortum sta portando avanti un ambizioso progetto nel campo dell’energia circolare, trasformando l’eccesso di calore generato dai data center in una risorsa utile per il riscaldamento urbano. Invece di disperdere nell’ambiente il calore prodotto dai server e dai sistemi di raffreddamento, lo cattura e lo immette nella sua rete di teleriscaldamento urbana, che serve migliaia di utenti nelle città di Espoo, Kauniainen e Kirkkonummi.
L’implementazione utilizza pompe di calore ad alta efficienza di Mitsubishi Electric per raccogliere il calore di scarto e innalzarlo ad 85°C che è la temperatura utile per il sistema di riscaldamento cittadino. Il data center si comporta così quasi come una centrale termica a zero emissioni. L’iniziativa è parte del programma “Espoo Clean Heat”, che ha l’obiettivo di rendere la produzione di teleriscaldamento carbon neutral entro il 2030. Una volta completato, si stima che fino al 40% del fabbisogno di teleriscaldamento dell’area possa essere coperto dal calore recuperato dai data center, portando a una significativa riduzione delle emissioni di CO₂ e rappresentando un modello di sostenibilità energetica che potrebbe essere replicato in altre regioni del mondo.
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