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Broadcom, più impegno nell’ecosistema Kubernetes

Annunciati contributi alla community open source, innovazioni di piattaforma e un network di partner tecnologici sempre più ampio

In occasione del KubeCon Europe 2026, Broadcom ribadisce il proprio ruolo strategico nello sviluppo dell’ecosistema Kubernetes, puntando su contributi alla community open source, innovazioni di piattaforma e un network di partner tecnologici sempre più ampio. L’obiettivo è rispondere alle esigenze operative delle imprese e offrire maggiore flessibilità nella gestione delle infrastrutture cloud-native. L’azienda sottolinea il proprio impegno come uno dei principali contributori ai progetti della Cloud Native Computing Foundation (CNCF), con un focus su affidabilità, sicurezza e gestione del ciclo di vita. Un approccio che mira a semplificare Kubernetes per l’uso enterprise, rendendolo più scalabile e resiliente.

Tra gli annunci principali spicca il passaggio di Velero sotto la governance della CNCF. Si tratta di una soluzione Kubernetes-native per backup, ripristino e migrazione dei dati, che consente ai team IT di proteggere lo stato dei cluster e gestire workflow di disaster recovery. L’ingresso nella CNCF segna un passaggio verso un modello vendor-neutral, destinato ad ampliare la community di contributori e a garantire maggiore sostenibilità nel lungo periodo. Velero, operando a livello di API Kubernetes, offre funzionalità portabili e coerenti tra ambienti cloud e on-premise, rafforzando la gestione dei workload distribuiti.

Parallelamente, Broadcom introduce aggiornamenti significativi alla piattaforma VMware vSphere Kubernetes Service (VKS) 3.6, progettati per affrontare le sfide operative del cosiddetto “day-2”, ovvero la gestione continuativa dei cluster dopo il deployment iniziale. Tra le novità principali figura il supporto a Kubernetes 1.35 con cicli di supporto estesi fino a 24 mesi, pensati per consentire alle grandi organizzazioni di pianificare gli aggiornamenti senza impatti operativi critici. Grande attenzione è dedicata anche alla flessibilità infrastrutturale. VKS 3.6 amplia il supporto ai sistemi operativi includendo Red Hat Enterprise Linux 9, oltre a Photon OS, Ubuntu e Windows Server, permettendo cluster eterogenei e migrazioni graduali. Sul fronte delle performance, nuovi profili dichiarativi consentono di ottimizzare parametri di sistema per workload ad alta intensità di dati, come database e applicazioni sensibili alla latenza, senza ricorrere a configurazioni non supportate.

Importanti miglioramenti riguardano anche sicurezza e governance: la gestione dei profili AppArmor viene semplificata, mentre nuovi controlli preventivi riducono i rischi durante gli aggiornamenti. Inoltre, la gestione centralizzata delle regole firewall tramite API consente ai team di piattaforma di operare in modo più efficiente e sicuro.

Un altro tema chiave è la modernizzazione dell’ingress. Dopo l’annuncio del ritiro del controller Ingress NGINX da parte della community Kubernetes, Broadcom propone VMware Avi Load Balancer come alternativa enterprise. La soluzione integra funzionalità avanzate di bilanciamento del carico, Web Application Firewall e supporto alle nuove Gateway API, accompagnata da strumenti di conversione automatica delle configurazioni legacy.

Infine, l’azienda rafforza il proprio ecosistema attraverso nuove partnership tecnologiche. Collaborazioni con player come F5, Kong e Tigera ampliano le capacità di networking, gestione API e sicurezza, offrendo soluzioni integrate e validate per ambienti Kubernetes complessi.

Backup, Cloud, Kubernetes, migrazioni, Sicurezza


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