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Allarme frodi, aziende sempre più in affanno

Una recente ricerca, commissionata da Experian e condotta da Forrester Consulting, fotografa uno scenario in rapida evoluzione e mette in luce le fragilità dei sistemi di difesa attuali

Le imprese italiane si trovano oggi ad affrontare una minaccia di frode senza precedenti, sempre più sofisticata e alimentata dall’intelligenza artificiale. Il 66% delle aziende nel nostro Paese (contro una media globale del 64%) ha registrato un aumento delle perdite nell’ultimo anno. È quanto emerge da una nuova ricerca commissionata da Experian e condotta da Forrester Consulting, che fotografa uno scenario in rapida evoluzione e mette in luce le fragilità dei sistemi di difesa attuali.

L’indagine, basata sulle risposte di quasi mille professionisti della prevenzione frodi in nove Paesi tra EMEA e APAC (tra cui Italia, Germania, Spagna, India e Australia ) evidenzia una crescente difficoltà nel contrastare reti criminali sempre più organizzate e potenziate dalla GenAI. Il 68% dei leader italiani ammette che gli strumenti di sicurezza oggi in uso non sono più sufficienti per proteggere le organizzazioni.

Le tipologie di attacco variano a seconda dei settori. Nei servizi finanziari e nelle telecomunicazioni crescono ingegneria sociale e furto di identità; nell’eCommerce, invece, si diffondono fenomeni come la “friendly fraud” e l’abuso dei rimborsi. In tutti i comparti, tuttavia, emerge un elemento comune: l’approccio resta prevalentemente reattivo. In Italia il 71% delle aziende concentra gli investimenti su controlli antifrode basati su dati comportamentali e informazioni provenienti dai dispositivi, con l’obiettivo di mitigare il rischio più che anticiparlo.

La ricerca segnala anche un ritardo strutturale nella modernizzazione tecnologica. Il 68% delle imprese italiane riconosce l’inadeguatezza dei propri strumenti. Il dibattito tra sviluppo interno (“build”) e acquisizione di soluzioni esterne (“buy”) rallenta le decisioni strategiche, mentre a livello globale il 71% delle aziende sceglie di investire soprattutto in tecnologia, più che in risorse umane dedicate all’analisi. Un segnale chiaro: revisioni manuali e sistemi basati su regole statiche non bastano più.

La modernizzazione passa inevitabilmente dal cloud, dall’integrazione di dataset aggiuntivi (come quelli relativi ai comportamenti digitali e ai device) e dall’adozione del Machine Learning. In Italia il 70% delle aziende che utilizza modelli di ML per la prevenzione delle frodi dichiara un miglioramento nell’accuratezza del rilevamento, un dato superiore alla media globale (67%). Ancora più significativo è che il 77% riconosce come il ML riesca a intercettare frodi invisibili ai sistemi rule-based tradizionali.

Nel contesto italiano, il principale beneficio attribuito al Machine Learning è il miglioramento della customer experience (63%), grazie a controlli più fluidi e meno invasivi. A livello globale, invece, la priorità è la capacità di identificare le frodi in tempo reale (54%) e di riaddestrare rapidamente i modelli su nuovi schemi criminali.

Un altro elemento chiave è la collaborazione. Il 73% delle aziende a livello mondiale considera fondamentale la condivisione di informazioni sulle frodi per anticipare le minacce. La creazione di consorzi antifrode basati su fiducia reciproca e infrastrutture sicure viene ritenuta essenziale da tre quarti degli intervistati. In questo ambito, Experian promuove hub centralizzati con connessioni API che consentono lo scambio di dati nel rispetto delle normative vigenti.

“La frode non è mai stata un fenomeno statico: evolve continuamente e oggi lo fa con una velocità senza precedenti -, commenta Mauro Fiorentino, Chief Commercial Officer di Experian Italia -. La Generative AI sta offrendo ai criminali strumenti sempre più sofisticati, e questo impone alle aziende un aggiornamento deciso delle strategie di protezione. Intelligence sui dispositivi, analisi comportamentale e Machine Learning sono ormai pilastri fondamentali. Collaborazione e innovazione rappresentano la base della resilienza nel 2026 e negli anni a venire».

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