Gruppo E, partner di fiducia per la transizione digitale
Oggi la transizione digitale non rappresenta più una semplice traiettoria tecnologica, ma un processo sistemico che all’interno delle aziende coinvolge infrastrutture, IT security, modelli operativi, sostenibilità e governance. Un processo a tutto tondo che richiede un mix di competenze estremamente specialistiche, ma allo stesso tempo capacità di integrarsi e agire in modo sinergico. Proprio qui si colloca il Gruppo E, un insieme di player alleati per supportare le imprese in percorsi responsabili di trasformazione digitale di nuova generazione.
Nato dall’alleanza tra Ergon, Mediasecure, Neboola, Estrobit, Lunokod, MGALabs ed Enext e con una più recente (2023) partecipazione in Memori, azienda specializzata in AI, il Gruppo E è una struttura federata, completamente integrata, in cui ognuna di queste aziende garantisce competenze verticali in specifici ambiti IT, offrendo al tempo stesso una forte complementarità e collaborazione per garantire al mercato un servizio end-to-end. “Il nostro obiettivo dichiarato è quello di supportare i clienti come una vera e propria task force dedicata alla transizione digitale, aiutando ad abbracciare al meglio un paradigma di sviluppo sostenibile e responsabile” afferma Matteo Franchi, direttore generale del Gruppo E (nella foto in alto), tracciando i contorni di un’offering declinata su tre Business Unit che oggi rappresentano i pilastri portanti della trasformazione digitale: Next Generation Infrastructures, Information Security e Innovability.
Il primo pillar, Next Generation Infrastructures, è la BU che sviluppa e modernizza le infrastrutture IT, con un approccio che integra data center, networking e cloud. Il suo obiettivo è costruire ambienti performanti, resilienti, scalabili e portabili, partendo da quattro aree di intervento: il Modern Datacenter (per infrastrutture ad alta disponibilità e continuità operativa), le Modern Applications (per applicativi cloud-native), il Modern Workplace (per abilitare produttività distribuita) e il Modern Networking (come fondamento dell’intero stack digitale).
In tutto questo la sicurezza non rappresenta più un layer accessorio, ma un prerequisito strutturale. Per questo la seconda business unit, Information Security, si muove su tutta la filiera cyber, dalla governance ai servizi gestiti, includendo Governance & Compliance (GRC), Security Integration con tecnologie best-of-breed, Cybersecurity con SOC e servizi di detection, training, VA/PT e, infine, OT Security per la protezione degli ambienti industriali.
Accanto a queste due Business Unit si colloca il terzo pillar, la BU Innovability, che incarna la vocazione innovativa e sostenibile del Gruppo E, operando in tre direzioni principali: l’Intelligenza Artificiale (advisory, soluzioni, integrazione, formazione), MES e Sviluppi Applicativi in ottica Industry 4.0 e 5.0, e, infine, ESG (consulenza, piani, bilanci di sostenibilità, formazione). Tre direzioni che mostrano la volontà di accompagnare le imprese non solo nell’adozione di tecnologie emergenti, ma anche nella definizione di modelli di sviluppo responsabili e misurabili, coerenti con i principi ESG.
Un 2025 all’insegna della continuità di crescita

Il 2025 è stato un altro anno di crescita per il Gruppo E in tutte le sue aree di business, con un risultato economico complessivo in progressione del +8% rispetto all’anno precedente. “A trainare questa crescita sono stati soprattutto l’offerta infrastrutturale e di security, nonostante la congiuntura. L’impatto dei dazi su alcune componenti tecnologiche ha provocato infatti rincari, creando turbolenze che hanno rallentato, su tutto il mercato, la messa a terra di alcuni progetti” osserva Franchi, sottolineando l’importante contributo ai risultati derivante dalla domanda di managed services: una richiesta spinta da un numero crescente di aziende alla ricerca di partner dalle forti competenze specialistiche, a cui affidarsi per presidiare al meglio stack infrastrutturali on-premises e in cloud.
“Il 2025 è stato caratterizzato anche dall’avvio di alcuni primi progetti pilota in ambito AI, dove abbiamo registrato un particolare interesse nei confronti degli agenti intelligenti e dei sistemi di orchestrazione degli LLM. Un ambito, quest’ultimo, in cui Gruppo E mette a disposizione una piattaforma capace di fungere da middleware e gateway tra ambienti corporate e modelli linguistici, pubblici e privati, gestendo quindi sicurezza del dato, policy di governance e utilizzo controllato dei diversi modelli” spiega il direttore generale.
Infrastrutture, il cuore tecnologico del Gruppo E
Guidata dallo stesso Matteo Franchi, la business unit Next Generation Infrastructures costituisce l’ossatura storica del Gruppo E. L’azienda affonda, infatti, le proprie radici nella realtà Ergon, che vent’anni fa è nata come system integrator specializzato proprio in business continuity e data center, aree in cui ha costruito un track record trasversale a numerosi settori: manifatturiero (tra cui il comparto cartario toscano), GDO, farmaceutico, fashion, finance e PA.
“L’evoluzione della nostra proposizione è stata incessante negli anni: dalle soluzioni di continuità operativa si è passati alla gestione di infrastrutture ad alta disponibilità, alla progettazione di reti complesse e successivamente alla costruzione di architetture ibride e cloud-native” spiega Franchi, ricordando il progressivo sviluppo di partnership strategiche con vendor di assoluto riferimento sul mercato, tra cui NetApp (di cui il Gruppo E è oggi uno dei pochi Prestige e Lifecycle Services Certified Partner in Italia), Cisco, HPE, Commvault, Riverbed, Dell, Nutanix, Dynatrace fino a VMware by Broadcom. Tutte partnership certificate ai massimi livelli, che, nonostante le forti collaborazioni, non hanno mai ingessato l’approccio indipendente e tecnologicamente agnostico della BU Next Generation Infrastructures.
“Per noi la priorità rimane individuare la soluzione tecnologica ottimale per il cliente. Per questo conserviamo un approccio indipendente e siamo sempre pronti a co-investire con loro su soluzioni non ancora consolidate all’interno del nostro portafoglio, trasformando le relazioni in un percorso di crescita condivisa. Per noi queste sono, infatti, interessanti opportunità che ci permettono di esplorare nuove tecnologie e acquisire nuove competenze, mentre per i clienti rappresentano la possibilità di implementare nuove soluzioni con la garanzia di avere come compagno di viaggio un partner fidato, di cui conoscono serietà e rigore” commenta Franchi, osservando come costruire e gestire infrastrutture moderne richieda visione, competenze e una capacità di orchestrazione tra tecnologie, processi e persone. Il Gruppo E è in grado di accompagnare le aziende in ogni fase di questo percorso: dall’assessment alla roadmap di trasformazione, dalla scelta delle piattaforme all’implementazione, mettendo a disposizione una figura di riferimento dedicata e un supporto trasversale su tutte le aree (networking, datacenter, applicazioni, workplace, collaboration e gestione degli endpoint).

“All’interno della BU una delle aree oggi più dinamiche è rappresentata senza dubbio dall’offerta di managed services, declinati, in particolare, in servizi NOC (Network Operations Center) per la gestione delle infrastrutture e servizi SOC (Security Operations Center) per la sicurezza attiva. In questi due ambiti le attività della business unit spaziano dal supporto alle tecnologie alla presa in carico completa di interi ambienti infrastrutturali, coprendo networking, sicurezza, incident response, vulnerability assessment e penetration test” spiega Franchi.
Le operations sono continuative su base 24/7 e coprono servizi e prodotti erogati con SLA definiti a fronte di canoni periodici. Una formula che intercetta richieste sempre più frequenti soprattutto da parte del mondo enterprise e industriale.
Un futuro che continuerà a mettere al centro il cliente
In Italia il settore della system integration è da tempo attraversato da un processo di consolidamento che sta creando poli dalle dimensioni sempre maggiori, soprattutto grazie alla spinta di alcuni fondi di investimento. Questo fenomeno, secondo Franchi, sta generando ‘una scala di grigi’ tra merge prettamente finanziari, con scarsa integrazione e ritorno operativo, e operazioni effettivamente industriali, finalizzate alla creazione di vere sinergie.
“Non c’è dubbio che questi movimenti stiano creando turbolenze, ma anche nuovi spazi in cui il Gruppo E è intenzionato ad agire con l’obiettivo di acquisire il necessario ‘phisique du role’ richiesto dal mercato, continuando però a mantenere la sua tradizionale caratteristica di vicinanza” spiega Franchi, convinto che questa prossimità costituisca un elemento assolutamente distintivo dell’azienda, da sempre impegnata nella costruzione di un solido trust lungo tutta la filiera. Quindi, non solo nei confronti dei vendor, ma anche dei clienti.
“Con questa strategia guardiamo al futuro, puntando a raggiungere entro la fine del 2029 la soglia dei 100 milioni di euro di fatturato e una crescita organica tra il 7 e il 10% annuo. Si tratta di una dimensione rassicurante per i clienti, che ci permetterà di mantenere quell’agilità che è stata la nostra forza quando eravamo molto più piccoli” conclude Franchi, certo del contributo crescente dell’Intelligenza Artificiale sui risultati economici dei prossimi anni, a partire già da questo. Sempre più aziende, infatti, stanno nominando figure interne, dedicandole allo sviluppo di progetti AI, avviando iniziative anche molto verticali. Una tendenza che porterà il Gruppo E a capitalizzare sulla propria offerta non solo infrastrutturale, ma anche applicativa, rappresentata, in particolare, dalla piattaforma di orchestrazione di agenti conversazionali multimodali per la gestione della sicurezza e della compliance in ambiente enterprise.
Una storia fatta di passione e fiducia
Ergon nasce nel 2005 con l’obiettivo di offrire servizi di system integration a elevata professionalità. Focalizzata nel settore dei data center, amplia progressivamente competenze e servizi fino ad avviare nel 2010 la collaborazione con Estrobit, di cui acquisisce successivamente una quota con l’obiettivo di presidiare lo sviluppo software in ambito manifatturiero e industriale. Nel 2015 incontra Mediasecure, specializzata in sicurezza IT: la partnership evolve fino alla fusione per incorporazione avvenuta nel 2024, anche se il brand viene mantenuto per ragioni di identità e marketing.
Nel 2018 viene costituito formalmente il Gruppo E per affrontare con una strategia comune un mercato sempre più esigente e offrire ai clienti servizi complementari senza perdere specializzazione. Parallelamente il cloud diventa il nuovo fronte di crescita: nasce Neboola, una newco incaricata di valorizzare l’esperienza maturata da Ergon nei data center, portando skill e competenze nel cloud con un focus mirato sulla sicurezza dei servizi.
Nello stesso anno viene fondata Lunokod, società di consulenza dedicata agli aspetti documentali e ai workflow legati alla gestione dei dati aziendali. Nel 2019 l’acquisizione di MGALabs amplia ulteriormente l’offerta in cybersecurity grazie a un SOC attivo h24 per il monitoraggio continuo dei sistemi dei clienti su tutto il territorio italiano. Negli ultimi anni il gruppo estende il focus all’intelligenza artificiale: nel 2023 Ergon entra nel capitale sociale di Memori, startup italiana specializzata in interfacce conversazionali basate sull’AI, acquisendone il 26%.
I numeri del Gruppo E
• 20 anni di esperienza nella system integration
• 3 Business Unit
• 70 milioni di fatturato nel 2025
• Oltre 120 risorse
• 6 sedi: Firenze, Siena, Milano, Pistoia, Perugia, Londra
AI, business continuity, Data Center, managed services, System Integration

