Secondo la nuova ricerca Kaspersky “Cybersecurity nel settore industriale: Minacce, sfide e risposte strategiche in un panorama in rapida evoluzione”, il 90% delle imprese manifatturiere in Italia ha subito almeno un incidente di cybersecurity nell’ultimo anno, di cui oltre un terzo (34%) di gravità elevata.
Inoltre il 57% delle imprese intervistate ha dovuto affrontare tra le due e le tre interruzioni operative nell’ultimo anno, mentre l’80% ha subito incidenti informatici o tentativi di violazione della sicurezza volti a rubare la proprietà intellettuale o i segreti commerciali, di cui quasi la metà (45%) negli ultimi 4-6 mesi.
La costante crescita dei malware progettati per compromettere i sistemi di automazione rappresenta una criticità per il 20% degli intervistati, mentre il ransomware che si conferma una delle minacce più aggressive (17%), che bloccano intere catene di produzione con richieste ingenti di riscatto. Anche gli attacchi DDoS possono avere un forte impatto (19%) sulle operazioni industriali, mettendo a dura prova le reti e sovraccaricandole con un traffico eccessivo, interrompendo così i servizi essenziali e bloccando potenzialmente la produzione.
Gioca un ruolo importante anche l’elemento umano. Il 21% considera una minaccia il rischio di poter subire violazioni fisiche, come ad esempio intrusioni o manomissioni delle apparecchiature, con conseguenti rischi o interruzioni informatiche, il 18% dipendenti, contractor, partner con intenti malevoli.
La sicurezza delle supply chain è un’altra area di grande preoccupazione. Molti attacchi recenti hanno sfruttato le vulnerabilità nei fornitori per colpire aziende più grandi. La maggior parte (86%) degli intervistati ritiene che la propria supply chain connessa e automatizzata sia vulnerabile agli attacchi informatici, il 43% la ritiene molto vulnerabile, soprattutto a causa di sistemi legacy e tecnologie obsolete.
Quanto alle possibili conseguenze di un cyberattacco nel settore industriale, secondo gli intervistati gli impatti maggiori sono: compromissione della qualità del prodotto e riduzione dell’efficienza operativa (70%); interruzione delle attività/produzione, perdite finanziarie e danni alla reputazione (65%); violazione della proprietà intellettuale (62%); interruzioni della supply chain (60%) e sanzioni legate alla mancata conformità normativa (56%).
I limiti all’implementazione di piani di difesa
L’indagine ha inoltre individuato i principali limiti del management dei settori industriali nella comprensione degli aspetti di cybersecurity. Gli intervistati riconoscono la difficoltà nel quantificare il rischio (47%), ad esempio nel valutare l’impatto di un incidente IT sui tempi di attività della produzione, sui ricavi e sulla reputazione, le implicazioni nel garantire la conformità alle normative specifiche del settore (46%), e in generale una mancanza di competenze e conoscenze tecniche in materia di cybersecurity (33%). Questi risultati suggeriscono che la complessità delle tematiche, la scarsa conoscenza, e i limiti di budget a disposizione delle aziende del comparto manufacturing, sono i principali ostacoli all’implementazione di difese di cybersecurity più efficaci.
Un approccio di protezione integrato
“Adottare un approccio che integri analisi, strategia, tecnologia e formazione è fondamentale per proteggere le infrastrutture industriali dalle minacce informatiche. Il primo passo consiste in un’analisi approfondita delle vulnerabilità. Un audit dettagliato aiuta a comprendere dove sono i rischi maggiori, definire la strategia da adottare e scegliere le soluzioni più adatte per mitigarli. Una volta mappata l’esposizione delle minacce, è fondamentale adottare strumenti avanzati per proteggere l’infrastruttura industriale. Inoltre, le aziende devono prevedere programmi di formazione per tutti i dipendenti”, ha dichiarato Cesare D’Angelo, General Manager Italy, France & Mediterranean di Kaspersky.
Gli investimenti in ambito cybersecurity dalle aziende interpellate riguardano la protezione degli endpoint (23%), il controllo degli accessi e la gestione delle identità (22%), la risposta e il ripristino (21%), firewall e rilevamento delle intrusioni (21%) oltre all’adeguamento alle normative (24%).
Inoltre, dalla ricerca emerge che l’88% dispone di soluzioni di threat intelligence, che forniscono insight dettagliati e una maggiore consapevolezza sugli obiettivi di campagne dannose nei confronti delle aziende, nonché informazioni sulle vulnerabilità presenti nei più diffusi sistemi industriali di controllo. Per poter comprendere e di conseguenza agire gli intervistati devono riuscire a gestire il volume e la complessità delle informazioni provenienti da fonti diverse (33%), integrare le informazioni nell’infrastruttura esistente (20%) e affrontare la sfida della comprensione contestuale delle minacce (13%).
Le preoccupazioni per i prossimi due anni
Secondo i dati Kaspersky, tra le principali preoccupazioni per i prossimi due anni emergono l’adozione di intelligenza artificiale, machine learning ed edge computing, che se da un lato offrono opportunità innovative, dall’altro introducono nuovi rischi (41%). Seguono la crescente complessità nel garantire la conformità normativa (37%), le vulnerabilità dei sistemi legacy (34%), la diffusione ancora insufficiente di una cultura della sicurezza all’interno delle organizzazioni (32%) e, non da ultimo, il persistere della minaccia rappresentata da attacchi ransomware e da attività di estorsione informatica (20%).
“I numeri emersi dalla ricerca delineano un quadro preoccupante. Nel settore industriale le aziende italiane sono rassegnate all’inevitabilità di subire una violazione e di conseguenza si preparano ad affrontare i cyberattacchi piuttosto che prevenirli. La loro attenzione si sta spostando dalla prevenzione alla risposta agli incidenti e al controllo dei possibili danni”, aggiunge D’Angelo. “Questo approccio reattivo non è sostenibile nel lungo periodo. Le aziende industriali devono passare da una mentalità di fatalità a una di prevenzione”.
Continua a leggere
Articoli correlati
Per il successo dell’AI si parte dai dati
Il ruolo di Cloudera di fronte a un ecosistema di aziende in parte ancora impreparate.
Imprivata apre in Italia a supporto della trasformazione digitale della Sanità
L'azienda punta a contribuire alla modernizzazione della sanità nazionale, offrendo strumenti in grado di coniugare sicurezza, conformità ed efficienza operativa
Netskope potenzia NewEdge Network
Il potenziamento dell'infrastruttura globale NewEdge Network ha l'obiettivo di offrire un livello ancora più elevato di controllo, conformità e performance
MIX e Università degli Studi di Napoli Federico II per le competenze sulle reti Internet
In programma lezioni e laboratori rivolti agli studenti, con approfondimenti su aspetti teorici e applicativi delle reti Internet.

