Red Hat ha annunciato la disponibilità generale di Red Hat OpenShift 4.18, più recente versione della piattaforma applicativa cloud ibrida, alimentata da Kubernetes che introduce nuove funzionalità progettate per semplificare le operazioni e la sicurezza negli ambienti IT e offrire maggiore coerenza a tutte le applicazioni, da quelle cloud-native e AI-enabled a quelle virtualizzate e tradizionali.

Secondo Gartner Top Trends Impacting Infrastructure and Operations for 2025, la revirtualizzazione/devirtualizzazione è una delle principali tendenze che le aziende dovranno affrontare nel 2025. Gli aggiornamenti a Red Hat OpenShift sono stati progettati per semplificare la gestione di macchine virtuali e container, fornendo alle imprese un’infrastruttura comune per realizzare i loro piani di AI generativa (Gen AI).

“Molte organizzazioni si trovano di fronte alla necessità di decidere rapidamente come far evolvere la propria infrastruttura virtuale, arrivata ormai a un punto di inflessione”, commenta Mike Barrett, vice president and general manager, Hybrid Cloud Platforms, Red Hat. “Red Hat OpenShift risponde alle esigenze attuali di virtualizzazione e offre un percorso semplificato per la migrazione, consentendo anche di guardare al futuro attraverso la modernizzazione delle applicazioni”.

Esperienza di virtualizzazione migliorata

Red Hat OpenShift 4.18, spiega una nota, introduce miglioramenti nella virtualizzazione che ottimizzano il networking, semplificano la migrazione dello storage e snelliscono la gestione delle macchine virtuali. Questi aggiornamenti riducono la complessità operativa, aumentano la flessibilità e migliorano l’efficienza delle risorse, rendendo più semplice la gestione e l’adattamento degli ambienti virtualizzati in base all’evoluzione delle esigenze.

VM-friendly networking offre il supporto per casi d’uso di networking delle macchine virtuali comuni con la disponibilità generale di reti definite dall’utente, semplificando l’avvio della loro piattaforma di virtualizzazione. Disponibile anche con OpenShift on AWS e Red Hat OpenShift Service on AWS, consente agli utenti di disporre di opzioni di networking per le reti secondarie su AWS simili a quelle che hanno in sede, assicurando maggiore flessibilità del cloud ibrido.

VM storage migration, disponibile come technology preview, include ulteriori miglioramenti che consentono di trasferire ininterrottamente i dati tra dispositivi di storage e classi di storage mentre una macchina virtuale è in esecuzione.

Tree-view navigation, disponibile come technology preview, permette di raccogliere logicamente le macchine virtuali in cartelle, consentendo un raggruppamento più granulare. Inoltre, grazie al logical grouping, gli utenti hanno a disposizione un modo più rapido e semplice per navigare tra le macchine virtuali con un solo clic.

Red Hat OpenShift 4.18 migliora anche le reti definite dall’utente grazie al Border Gateway Protocol (BGP), che aumenta la segmentazione e supporta casi d’uso avanzati come l’assegnazione di IP statici alle macchine virtuali, la migrazione live e una maggiore multi-tenancy.

Più scelta a supporto dell’innovazione del cloud ibrido

Red Hat OpenShift 4.18 estende il supporto ad altri provider di cloud pubblico, per le implementazioni bare-metal su Google Cloud e Oracle Cloud Infrastructure. Inoltre, per coloro che intendono virtualizzare nel cloud pubblico, Red Hat OpenShift Virtualization è ora disponibile su Oracle Cloud Infrastructure come anteprima tecnologica.

Operazioni semplificate e più sicurezza

Red Hat OpenShift 4.18 introduce nuove funzionalità di sicurezza progettate per favorire operazioni più resilienti e ridurre i potenziali rischi. Il driver Secret Store Container Storage Interface (CSI) è ora generalmente disponibile e fornisce una soluzione vendor-agnostic per la gestione delle credenziali e delle informazioni sensibili delle applicazioni. I carichi di lavoro su Red Hat OpenShift possono accedere a secret manager esterni senza doverne memorizzare i secret sul cluster, migliorando lo stato generale della sicurezza e semplificando la gestione delle credenziali. In questo modo i cluster non hanno visibilità sui secret, cosa che riduce ulteriormente il rischio. Infine, Secret Store CSI Driver migliora le soluzioni complementari, come OpenShift GitOps e OpenShift Pipelines, consentendo loro di consumare secret da un gestore esterno in modo più sicuro.

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