“Da un anno abbiamo intrapreso un percorso di trasformazione della nostra piattaforma, passando dalla Data Protection alla Cyber Resiliency. Un cambiamento che è stato ulteriormente spinto da due fattori fondamentali. Il primo è la pressione ancora più crescente della cyber minacce, come ad esempio i ransomware, che possono compromettere i sistemi informativi. Il secondo, che affrontiamo da diversi anni, è l’evoluzione delle strategie delle aziende secondo la logica del ‘cloud first’ con un aumento esponenziale dei dati prodotti e gestiti nella nuvola. Tutto ciò genera un’importante complessità che deve tenere anche conto anche dei requisiti di compliance previsti da regolamenti come NIS2 e DORA”. Così Vincenzo Granato, country manager Italia di Commvault, introduce un’offerta studiata per arrivare a un cambio totale di paradigma indirizzato alla resilienza dei sistemi informativi e al ‘continuous business’ attraverso una piattaforma centralizzata – Commvault Cloud – che gestisce nativamente il cloud per far fronte a situazioni di rischio, instabilità e compromissione. Con anche il riferimento agli annunci fatti all’evento Shift 2024.
“È una piattaforma in grado di abilitare un ripristino dell’ambiente applicativo in cloud partendo dal punto più idoneo in relazione all’evento accaduto. Questo attraverso Cloud Rewind (dall’acquisizione di Appranix), che consente un ripristino dell’operatività nel più breve tempo possibile. Se oggi la media è di diverse decine di giorni, con questa soluzione arriviamo anche a poche ore a seconda della complessità del caso. Con la possibilità di testare continuamente l’ambiente di ripristino in una zona sicura e con storage dedicato.”
Ecco che Domenico Iacono, presales manager, team lead Italia e Spagna di Commvault, spiega che questa soluzione indirizza i problemi di quelle realtà che hanno l’esigenza di ripartire rapidamente in cloud anche con le applicazioni. “La sola protezione dei dati non è sufficiente soprattuto in questi modelli che hanno applicazioni composte da tanti elementi che vanno ripristinati, a partire dalle dipendenze. Si tratta di centinaia di migliaia di script da manutenere e gestire, uno dei fattori che di fatto allungano i tempi di ripartenza. Cloud Rewind si occupa di discovery applicativa nel cloud, proteggendo l’intero pacchetto applicativo e ripristinandolo con il recovey-as-a-code.”
Più in generale, guardando alla resilienza del dato, le direttrici di Commavult vanno anche verso una continua verifica e sicurezza dell’ecosistema di data protection. Si parla di un’analisi continua dei dati per verificare che non ci siano indicatori di compromissione, considerando ecosistemi composti da strumenti quali SIEM, SOAR, XDR. “Lo strumento di data protection non è fine a se stesso ma parte integrante della strategia globale di cyber resilienza. Spingiamo quindi sull’integrazione con varie piattaforme”, prosegue Iacono.
Altra novità presentata a Shift è l’estensione anche su AWS della funzionalità Cleanroom Recovery già disponibile per Azure, che orchestra e automatizza il processo di testing di recovery in ambienti sicuri isolati. E sempre fronte Amazon si inserisce la recente acquisizione di Clumio che permette la protezione dei dati su object storage S3. Infine è stato lanciato Cloud Backup & Recovery per Google Workspace, con protezione e recupero dei dati utilizzati dalle applicazioni Google.
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