“Siamo una boutique di innovazioni tecnologiche nel campo della sicurezza informatica”. Walter Marmo descrive così Cybersel, società di cui è amministratore delegato e che “come una boutique propone pochi capi ma selezionati, individuando sul mercato prodotti che sono tra loro complementari per rispondere alle esigenze di cybersecurity delle aziende”, ci ha spiegato illustrando l’offerta della società il cui core business è la rivendita di soluzioni di vendor internazionali, prevalentemente americani. Nata a Torino nel 2011 dallo spin-off di una precedente esperienza, Cybersel in questi anni è cresciuta ampliando il numero di clienti, il team interno e sbarcando da un anno e mezzo con il suo portfolio anche in Francia.

L’offerta

Un portfolio costruito per coprire i diversi aspetti della cybersecurity e in cui un ruolo di primo piano è ricoperto da BitSight, soluzione di ‘cyber risk management’ che consente alle aziende di effettuare una valutazione del rischio sulla base di dati che sono reperibili su internet. “Se nel mondo finanziario una banca, per conoscere la situazione di un cliente, si affida a diversi portali che consentono di analizzarne lo stato economico, BitSight permette di effettuare la stessa tipologia di studio in ambito cyber risk: osserva l’assessment di un’impresa dal punto di vista del rischio informatico, utilizzando dati disponibili su internet, attraverso informazioni individuabili nel perimetro degli indirizzi IP che sono pubblici. Informazioni oggettive, dunque”. Due le finalità principali del servizio: la prima, interna, definita ‘security performance management’, è l’individuazione di possibili falle di sicurezza nella propria azienda per intervenire in modo proattivo. L’altra, esterna, per valutare l’assessment di altre imprese.

La prevenzione da possibili minacce cyber è l’obiettivo alla base anche di un’altra tecnologia offerta da Cybersel: Cymulate. “Con questo prodotto copriamo un ambito che negli ultimi anni sta riscuotendo un significativo interesse anche in Italia, quello del BAS, Breach Attack Simulation – ha proseguito Marmo. Cymulate, in particolare, consente a un’azienda di riprodurre situazioni critiche sulla base di una casistica composta da sette moduli che identificano sette potenziali attacchi cyber tra quelli maggiormente utilizzati dagli hacker per colpire le organizzazioni”. Il sistema è automatico e genera minacce specifiche, con il grado di frequenza prescelto, per consentire all’azienda di testare le sue infrastrutture di sicurezza, individuare gli ambiti più a rischio e di conseguenza adottare le difese più idonee.

Sicurezza che di fronte ad attacchi sempre più sofisticati deve essere a 360° e guardare ai dispositivi utilizzati dal personale anche al di fuori dal perimetro aziendale, come gli smartphone. “Un ambito, questo, che ci vede particolarmente attenti – ha puntualizzato Marmo. La nostra società è rappresentante commerciale di Talos, startup dell’Università di Genova che ha sviluppato Approver, soluzione dedicata al test delle app su mobile per individuare possibili margini di rischio”.

Il posizionamento

L’offerta di Cybersel, sia in Italia che in Francia, si rivolge prevalentemente alle grandi realtà enterprise attive in diversi settori verticali. Tra queste, anche importanti istituti bancari e assicurazioni. “Sappiamo che la cybersecurity è un aspetto determinante anche per aziende di dimensioni più ridotte – ha puntualizzato Marmo. Il principio alla base del nostro posizionamento, il motivo per il quale l’80% dei nostri clienti sono organizzazioni di una certa rilevanza, è che queste imprese dispongono di risorse, skill e budget per poter affrontare determinate tipologie di investimenti”, ha sottolineato Marmo annunciando però che Cybersel in futuro guarderà sempre più alle necessità di protezione e prevenzione anche delle medie aziende del nostro Paese. “Per farlo, lavoreremo per fornire determinate soluzioni di cybersecurity in modalità di servizio, con pacchetti chiavi in mano per questo target tramite un portale basato sul cloud attraverso il quale le aziende potranno decidere quali operazioni gestire e quali, in assenza di competenze, delegare a noi”.

La strategia

L’obiettivo della società per il 2019 è di chiudere con un fatturato di 4 milioni e 800 mila euro, a fronte di una chiusura nel 2018 di 3 milioni e 200 mila euro, e di incrementare il numero dei clienti in Italia, passando da 85 a 120 entro la fine dell’anno. Il tutto, senza dimenticare la Francia, dove l’azienda investirà per potenziare l’attuale staff composto da cinque persone, e senza escludere la possibilità di raggiungere altri Paesi nei prossimi anni. “Vogliamo crescere e abbiamo tutti i requisiti per farlo grazie alla nostra competenza sulle tecnologie in portfolio che ci consente di creare con i clienti un solido rapporto di fiducia – ha concluso Marmo. Non vendiamo per vendere, ma selezioniamo prodotti di cybersecurity sui quali siamo specializzati per supportare le aziende nel lungo periodo”.

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