Smart Objects, IoT e e Servitizzazione
Gli smart objects (oggetti intelligenti) sono dispositivi fisici e digitali che si collegano tra di loro e a una rete, permettendo di interagire, scambiare dati ed elaborare informazioni con l’ambiente circostante e con altri oggetti. Gli smart objects devono essere identificabili, cioè dotati di un identificativo univoco nel mondo digitale, devono essere connessi, per poter trasmettere e ricevere informazioni, devono consentire un tele-monitoraggio del loro stato di funzionamento, localizzazione e tracciabilità. Inoltre, devono essere in grado di interagire con l’ambiente ed elaborare dati, attraverso la misurazione di determinati parametri. Le tecnologie IoT consentono di raccogliere dati mediante sensori e dispositivi, di scambiarli mediante strumenti di connettività e di analizzare i dati raccolti in tempo reale. Gli utenti possono interagire con i dispositivi IoT attraverso app o comandi vocali.
Uno smart object possiede tipicamente tutte o alcune delle seguenti caratteristiche:
1. Connettività. Uno smart object deve essere connesso in rete per poter ricevere e inviare dati e interagire connessione con altri dispositivi e software.
2. Sensori. Sono essenziali per raccogliere dati nell’ambiente circostante come temperatura, umidità, movimento, luce, suoni, ecc.
3. Elaborazione dei dati. I dati raccolti vengono elaborati tramite microprocessori integrati o sistemi in cloud, permettendo allo smart object di prendere decisioni sulla base di regole predefinite.
4. Attuatori. In base alle informazioni ricevute dall’ambiente ed elaborate, attuano azioni, come regolare flussi di liquidi o gas, o accendere/spegnere dispositivi.
5. Interfaccia utente. Permette agli utilizzatori di modificare parametri e dare comandi allo smart object. Differenza tra smart object e dispositivi IoT
Uno smart object è qualsiasi dispositivo capace di raccogliere dati, comunicare con altri dispositivi e svolgere funzioni specifiche in modo autonomo. Diventa dispositivo IoT quando è collegato a una rete più ampia (solitamente Internet) per scambiare dati con altri dispositivi, sistemi o servizi.
I dati raccolti dagli Smart Objects vengono utilizzati tipicamente per:
• migliorare la user experience (UX): rispondere alle richieste, eseguire azioni e adattarsi alle abitudini dell’utente;
• monitorare il funzionamento di dispositivi, impianti e ambienti, per intervenire tempestivamente in caso di problemi o evitarli con interventi di manutenzione preventiva;
• migliorare il prodotto: i dati di utilizzo forniscono feedback, contribuendo a migliorare il prodotto;
• marketing: i dati raccolti consentono di elaborare offerte personalizzate. IoT (Internet of Things) o Internet delle cose.
Per Internet of Things si intende lo sviluppo tecnologico in base al quale, attraverso la rete Internet, ogni oggetto acquista una sua identità nel mondo digitale. L’IoT si basa sull’idea di oggetti intelligenti (Smart Objects) tra loro interconnessi in modo da scambiare le informazioni possedute, raccolte e/o elaborate, in diversi settori applicativi:
• Smart Car: auto intelligenti
• Smart City: città intelligenti
• Smart Environnement: gestione intelligente dell’ambiente
• Smart Home: casa intelligente
• Smart Building: edifici intelligenti
• Smart Agricolture: agricoltura intelligente
• Smart Metering: contatori connessi
• Industrial IoT (IIoT): Smart Factory (fabbrica intelligente) e Smart Logistics (logistica intelligente)
• Smart Grid: rete elettrica intelligente
Industrial IoT (IIoT)
L’Industrial IoT, è la tecnologia IoT applicata al settore industriale. L’adozione di Cyber Physical Systems, che combinano componenti fisiche come sensori e macchine con elementi informatici, permette la connessione dei macchinari, degli operatori e dei prodotti per abilitare nuove logiche di gestione della produzione e dei magazzini. I principali ambiti d’impiego dell’IoT industriale sono tre:
• Smart Factory. Utilizzo di tecnologie IoT in ambito manifatturiero per connettere macchine, sensori e sistemi, raccogliere e analizzare in tempo reale i dati di produzione, migliorando l’efficienza operativa e riducendo i tempi di inattività. È anche possibile introdurre nuovi servizi di manutenzione predittiva, che consentono di limitare i fermi in produzione e garantire interventi più tempestivi.
• Smart Logistics (Logistica intelligente). L’uso di tecnologie IoT come tag RFID e sensoristica, migliora l’efficienza ed efficacia della logistica di magazzino e della gestione della supply chain.
• Smart Lifecycle. Comprende tutte le tecnologie IoT per il miglioramento della gestione dell’intero ciclo di vita “intelligente” di un prodotto, dall’ideazione alla dismissione.
Le tecnologie IoT per la connettività
Le tecnologie per la connettività IoT sono molteplici. Oltre alle tecnologie consolidate, come Ethernet, PLC (Power Line Communication), RFID (Radio Frequency Identification), NFC (Near Field Communication), Bluetooth e BLE (Bluetooth Low Energy), Zigbee, WiFi, connessioni IoT cellulari, iniziano a diffondersi le comunicazioni 5G e le nuove tecnologie di comunicazione a basso consumo e lungo raggio LPWAN (Low-Power Wide Area Network), come NB-IoT (NarrowBand IoT) e LoRaWAN (Long Range Wide Area Network).
Il mercato IoT in Italia
ll mercato italiano dell’IoT nel 2024-2025 è caratterizzato da una forte crescita, con particolare riguardo alle applicazioni IoT che utilizzano tecnologie di comunicazione alternative alla tradizionale rete cellulare, come 5G e reti LPWAN a bassa potenza e ampio raggio, e l’integrazione con Intelligenza Artificiale (AI) e Big Data. Le aree applicative trainanti includono Smart Car, Smart City, manifatturiero e miglioramento dell’efficienza energetica. Il valore totale del mercato IoT era di 9,70 miliardi di euro nel 2024, e dovrebbe superare i 10 miliardi entro la fine del 2025.
Servitizzazione
La disponibilità delle nuove piattaforme IoT che integrano tecnologie avanzate di analisi dati e algoritmi di Intelligenza Artificiale in grado di semplificare la gestione dei dispositivi connessi ed estrarre informazioni utili dai dati acquisiti, rende possibili nuovi modelli di business, come la Servitizzazione (Servitization). Il termine Servitizzazione indica un modello di business che si incentra sulla trasformazione delle aziende dalla vendita di beni/prodotti a servizi. l’Internet delle cose permette di spostare il mercato da cicli di acquisto-scarto-riacquisto verso modelli di business basati sulla servitizzazione, in cui il cliente/consumatore acquista non più il bene, bensì il servizio reso dal bene (pay-per-use). Questo approccio potenzia la capacità delle aziende di creare valore aggiunto per i propri clienti e apre nuove vie per la sostenibilità, permettendo di ottimizzare l’uso delle risorse e ridurre gli sprechi attraverso modelli di business più circolari.
Usership economy e ownership economy
In ambito consumer, negli ultimi anni, si è passati dalla predilezione all’acquisto di un bene durevole, come un’automobile, alla tendenza a pagarne solo il suo utilizzo. Sono ormai molto diffusi car sharing, streaming tv a consumo, i software pagati a canone (Software-as-a-Service, SaaS), le assicurazioni pagate in base ai Km percorsi. Queste offerte sono possibili grazie al progresso tecnologico in ambito informatico e delle telecomunicazioni. Il car sharing sarebbe impossibile senza un cellulare con una app che autentica il cliente e geolocalizza la vettura, così come l’auto noleggiata non potrebbe essere gestita dalla centrale senza dispositivi di controllo che sono basati su reti cellulari, Gps e computer a bordo dell’auto.
La servitizzazione in ambito industriale
Per fornire un servizio di servitizzazione in ambito industriale, come la fornitura di macchine con costi basati sui consumi (Machine-as-a-Service), come costo-copia per le macchine per ufficio e numero di ore di lavoro o di lavori eseguiti per macchine utensili, è indispensabile avere la capacità di effettuare un monitoraggio continuo per fare manutenzione predittiva o reattiva, non solo ai fini della fatturazione ma anche ai fini della fornitura di un servizio con qualità uniforme ed elevata. Per poter fare questo, è indispensabile fornire macchine, impianti o sistemi che soddisfano i requisiti di “Industria 4.0”. Molte grandi aziende del settore tecnologico e del settore informatico hanno sviluppato e messo in commercio le loro piattaforme per l’Industry 4.0 che permettono la raccolta dati e l’elaborazione attraverso strumenti di big data e AI, e vengono fornite in modalità SaaS.
La servitizzazione consente lo spostamento nelle economie aziendali di molti costi da immobilizzo di capitali (Capex) a spese operative (Opex), poiché acquistando servizi invece che di beni/prodotti è possibile ridurre le immobilizzazioni di capitali. La servitizzazione in ambito industriale è un fattore di trasformazione del business che consente scenari di adattabilità e economicità impossibili prima d’ora e consente anche di definire e di raggiungere obiettivi di sostenibilità. Per questa ragione viene considerata nell’ambito delle valutazioni di sostenibilità ESG (Environmental, Social e Governance).
