Ripensare la continuità elettrica La media tensione come chiave per efficienza, affidabilità e sostenibilità
Le infrastrutture critiche stanno entrando in una fase in cui disponibilità continua, efficienza energetica e sostenibilità devono convivere senza compromessi. La crescita dei servizi digitali, l’aumento dei carichi termici e la necessità di ridurre costi e complessità stanno spingendo verso architetture elettriche più moderne. ATME S.p.A., azienda specializzata nella power quality per data center, ospedali, telecomunicazioni e aeroporti, è tra i protagonisti di questa trasformazione. L’ingegner Anna Bruno, Managing Director di ATME, ci accompagna in un viaggio tra media tensione, DRUPS ed economia circolare, spiegando perché le tecnologie tradizionali non bastano più per rispondere alle esigenze attuali.
In che modo l’evoluzione digitale sta cambiando la continuità elettrica?
Gli impianti sono diventati più densi e interconnessi. La richiesta di continuità assoluta rende necessario ripensare la progettazione elettrica, privilegiando soluzioni compatte, scalabili e ad alta affidabilità. Gli spazi tecnici non possono più essere occupati da locali batterie e apparecchiature ingombranti. È un cambiamento che sta portando a superare gli schemi tradizionali e ad adottare modelli energetici più razionali.
Il risparmio di spazio è una priorità. Quali tecnologie lo rendono possibile?
Negli UPS statici le batterie richiedono superfici ampie e un condizionamento costante. Significa impianti HVAC dedicati, consumi aggiuntivi, manutenzione costante e vincoli ambientali. I DRUPS eliminano completamente questo problema: niente batterie, niente climatizzazione, niente locali dedicati. Il risultato è un risparmio di spazio che può superare il 60%, con impianti più snelli e flessibili. Inoltre i DRUPS possono essere installati in container all’aperto, soluzione impossibile per gli UPS statici, che devono operare in ambienti chiusi e controllati. Questo libera superficie interna e consente un approccio modulare particolarmente vantaggioso nei data center e negli ospedali.
Affidabilità e riduzione degli spazi possono coesistere?
Assolutamente sì. La principale causa di guasto negli UPS statici sono le batterie: si degradano, soffrono la temperatura e vanno sostituite. I DRUPS, non avendole, eliminano il punto debole dell’intero sistema. Sono progettati per funzionare in modo continuativo, richiedono poca manutenzione e hanno una vita utile superiore ai 30 anni, garantendo una disponibilità superiore e costi operativi inferiori.
Parliamo di costi: perché la cost efficiency è superiore nei DRUPS?
Perché il costo iniziale non è il parametro giusto. Il vero indicatore è il TCO, il costo totale di esercizio. Gli UPS statici generano spese ricorrenti: batterie da sostituire, climatizzazione obbligatoria, perdite di conversione, dissipazione di calore, uso massiccio di rame per la bassa tensione e costi di smaltimento a fine vita. Con i DRUPS queste voci scompaiono quasi del tutto. E quando si lavora direttamente in media tensione, l’efficienza aumenta ulteriormente grazie alla riduzione dei quadri elettrici, alla semplificazione dell’impianto e all’eliminazione di trasformazioni intermedie.
La media tensione è al centro della trasformazione. Perché è così importante?
Perché rappresenta il passaggio da un’infrastruttura elettrica “pesante”, complessa e poco efficiente a un’architettura molto più razionale. La bassa tensione impone cavi di grande sezione, quadri ingombranti, trasformatori intermedi e un’elevata dissipazione termica, tutti elementi che aumentano costi, perdite e necessità di manutenzione.
La media tensione (MT) ribalta completamente questo scenario. Lavorare a un livello di tensione più elevato consente infatti:
• cavi molto più piccoli e leggeri, che facilitano la posa e riducono le opere civili;
• cadute di tensione minime, con efficienza superiore su linee anche molto lunghe;
• minore produzione di calore, che si traduce in minori costi di raffreddamento;
• quadri elettrici più compatti, spesso con ingombri dimezzati rispetto alla bassa tensione;
• maggiore distanza tra i punti di consegna, utile nei siti industriali, airportuali o multi-building;
• riduzione sensibile dell’uso di rame, fattore sempre più rilevante per l’aumento dei prezzi delle materie prime;
• scalabilità più semplice, perché la MT permette di aggiungere potenza senza riconfigurare interamente la distribuzione.
Il vero cambio di paradigma, però, è legato ai DRUPS, che possono essere realizzati con alternatore direttamente in media tensione. Questo significa che l’intero schema elettrico può lavorare nativamente a questo livello, senza alcuna trasformazione intermedia, evitando perdite e liberando spazio prezioso.
Gli UPS statici, invece, operano solo in bassa tensione. Per raggiungere la MT hanno sempre bisogno di un trasformatore elevatore, il quale:
• occupa spazio aggiuntivo,
• introduce ulteriori perdite,
• rende l’impianto più complesso,
• aumenta i punti di manutenzione.
Per data center, ospedali e infrastrutture ad alta densità energetica, la media tensione non è più solo un’opzione: è la condizione necessaria per garantire efficienza, affidabilità e sostenibilità dell’intera architettura elettrica.

Quali benefici operativi emergono nella gestione quotidiana?
La media tensione cambia anche il modo in cui l’impianto viene gestito giorno per giorno. Innanzitutto permette di distribuire la potenza in modo più equilibrato e modulabile, evitando sovraccarichi locali e migliorando la capacità complessiva del sito. Se una sezione consuma meno del previsto, la potenza può essere reindirizzata altrove, mantenendo un coefficiente di utilizzo molto più alto rispetto ai sistemi in bassa tensione. Inoltre l’impianto risulta più semplice da manutenere: meno trasformatori, meno cavi di grande sezione, meno quadri, meno punti critici. Anche la posa in opera è più veloce e meno invasiva.
Dal punto di vista dinamico, la MT garantisce una stabilità superiore durante i transitori, riducendo fortemente il rischio di microinterruzioni e disturbi di rete. Un DRUPS in media tensione assicura continuità anche in condizioni di forte stress elettrico, proteggendo apparecchiature e servizi critici. In sintesi, la media tensione consente una gestione più efficiente, più sicura e più prevedibile dell’intera infrastruttura, migliorando non solo il rendimento tecnico ma anche la qualità del servizio erogato.
Un punto importante riguarda la sostenibilità. I DRUPS sono davvero la soluzione più “circolare”?
Sì, e per motivi concreti. I DRUPS sono gli unici sistemi di continuità che non producono rifiuti durante la vita operativa, perché non hanno batterie né componenti soggetti a smaltimenti periodici. Inoltre, alla fine del loro ciclo, non hanno costi di smaltimento: l’intera macchina viene venduta a peso come metallo, generando un valore economico invece che una spesa. È un esempio reale di economia circolare applicata alla power quality, ben diverso dalla logica degli UPS statici, che richiedono la gestione di rifiuti speciali e costosi processi di conferimento.
Quali settori stanno adottando più rapidamente queste soluzioni?
I data center sono i più veloci, perché la densità energetica e l’ottimizzazione degli spazi sono cruciali. Anche ospedali, telecomunicazioni e aeroporti stanno accelerando, spinti dalla necessità di continuità operativa totale.
Come vede il futuro della power quality?
Verso sistemi più semplici, integrati e sostenibili. La combinazione tra DRUPS e media tensione rappresenta oggi la tecnologia più evoluta per garantire continuità, ridurre gli ingombri e migliorare l’efficienza energetica complessiva. ATME S.p.A. continuerà a investire in questa direzione perché crediamo che affidabilità, sostenibilità e sicurezza energetica saranno sempre più centrali nel futuro delle infrastrutture critiche.

