PwC, l’AI guida il boom M&A nel settore TMT
Il mercato globale delle fusioni e acquisizioni nel settore Technology, Media e Telecommunications (TMT) ha registrato nel 2025 una forte crescita in termini di valore. Secondo le analisi di PwC, il controvalore complessivo delle operazioni ha raggiunto circa 961 miliardi di dollari, in aumento del 49% rispetto al 2024, mentre il numero dei deal è rimasto sostanzialmente stabile con circa 11.100 operazioni annunciate.
A trainare la crescita è stato soprattutto il comparto Technology, che rappresenta circa l’84% dei volumi complessivi del settore TMT e ha visto il valore delle operazioni salire del 50%, fino a circa 730 miliardi di dollari. La spinta principale arriva dall’accelerazione degli investimenti nell’intelligenza artificiale, indicata come motivazione strategica nell’85% delle maggiori operazioni tecnologiche a livello globale.
Secondo le stime, nei prossimi cinque anni saranno necessari tra i 5.000 e gli 8.000 miliardi di dollari per finanziare l’ecosistema dell’AI e le infrastrutture necessarie al suo sviluppo, tra cui data center, chip, reti e nuova capacità energetica. Proprio la scala degli investimenti richiesti sta favorendo nuove forme di collaborazione industriale e finanziaria, come joint venture, accordi di fornitura a lungo termine e partnership infrastrutturali.
Tra le operazioni più rilevanti del 2025 nel settore tecnologico figura l’ingresso di Meta Platforms nel capitale di Scale AI con una quota di minoranza significativa. L’operazione, che vede Meta affiancarsi a investitori già presenti come Accel e Nvidia, consente al gruppo di accedere a capacità strategiche fondamentali per l’addestramento e il perfezionamento dei modelli utilizzati nello sviluppo di agenti di intelligenza artificiale avanzati. Nei prossimi anni l’interesse degli investitori continuerà a concentrarsi su asset con forte visibilità di crescita, in particolare nei segmenti dei semiconduttori, dell’hardware per l’AI e dei data center.
Nel comparto Media and Entertainment, invece, il numero delle operazioni è diminuito del 6% nel 2025, ma il valore dei deal è cresciuto di oltre il 90%, raggiungendo circa 137 miliardi di dollari. Tra i dossier più osservati c’è quello di Warner Bros Discovery, contesa da Paramount Skydance e Netflix, che hanno rivisto al rialzo le proprie offerte. L’eventuale acquisizione potrebbe ridefinire gli equilibri del settore, offrendo al compratore il controllo di uno degli studi più storici di Hollywood e un vasto portafoglio di proprietà intellettuali da valorizzare su scala globale.
Nel settore Telecommunications il numero delle operazioni è rimasto stabile nel 2025 con circa 1.200 deal, mentre il valore complessivo è cresciuto dell’8%, arrivando a 94 miliardi di dollari. L’attività di M&A è sempre più legata alla trasformazione dei modelli di business degli operatori, orientati alla separazione tra infrastrutture – come torri, fibra e data center – e servizi. Attraverso queste operazioni di deleveraging, i grandi player puntano a rafforzare la propria struttura finanziaria e a liberare risorse da destinare a investimenti in cloud, infrastrutture AI e connettività per le imprese.
Il trend in Italia
Anche in Italia il mercato M&A nel TMT ha mostrato segnali di dinamismo. Nel 2025 sono state annunciate 287 operazioni, in aumento del 19% rispetto alle 241 del 2024. Il settore Technology ha registrato la crescita più significativa, con 229 transazioni (+24%). Le operazioni sono guidate dalla necessità, per gli operatori IT, di costruire piattaforme integrate che combinino cloud, dati e intelligenza artificiale, ampliando l’offerta oltre il tradizionale outsourcing. I fondi di private equity restano protagonisti, con operazioni come l’acquisizione di Digital Value da parte di One Equity Partners, di BVTech da parte di PX3, di Objectway da parte di Cinven e di Project Informatica da parte di EMK Capital.
Nel comparto Media and Entertainment in Italia sono state annunciate 45 operazioni, in linea con l’anno precedente. Tra le più rilevanti spicca l’OPA lanciata da MFE-MediaForEurope sul broadcaster tedesco ProSiebenSat1, con l’obiettivo di rafforzare la presenza del gruppo nel mercato televisivo europeo e competere con le piattaforme di streaming. MFE ha inoltre acquisito una quota di minoranza nel gruppo multimediale portoghese Impresa, consolidando la propria presenza nella penisola iberica.
Prosegue anche il fermento nel settore dell’editoria: nel 2025 Exor ha avviato trattative per la cessione del Gruppo Gedi (closing nei primi sei mesi del 2026), mentre LMDV Capital ha acquisito il 30% de Il Giornale ed è entrata in Editoriale Nazionale, che controlla quotidiani come Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, con l’obiettivo di costruire un nuovo polo editoriale nazionale.
Nel settore Telecom, infine, nel 2025 sono state registrate 13 operazioni in Italia. Tra le più rilevanti figura l’acquisizione da parte di Poste Italiane di una quota di TIM, operazione che segna l’uscita di Vivendi dall’azionariato rilevante del gruppo e apre una nuova fase nella governance della società. Un altro deal significativo è l’acquisizione di TIM Sparkle da parte del consorzio composto dal Ministero dell’Economia e da Asterion, per un valore di circa 700 milioni di euro, con closing previsto nel 2026. L’operazione consentirà da un lato di riportare sotto controllo pubblico un’infrastruttura strategica e dall’altro di sostenere il piano di riduzione del debito di TIM dopo la cessione della rete fissa a KKR.
Come sottolinea Giuseppe Rana, Partner PwC e TMT Transaction Services Leader (nella foto in alto), “i massicci investimenti in AI, l’evoluzione dei comportamenti dei consumatori e la riorganizzazione dei modelli di business nei settori Telecom e Media stanno ridefinendo il modo in cui le imprese utilizzano le operazioni di M&A per competere, decidendo quali competenze sviluppare internamente e quali acquisire tramite acquisizioni o partnership strategiche”.
AI, chip, Cloud, Data Center, merge

