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Kaspersky Cloud Workload Security, nuove funzionalità basate sull’AI

L'aggiornamento introduce l’analisi del carico di lavoro basata sull’intelligenza artificiale, integrazioni avanzate e ottimizzazioni delle performance per aiutare le aziende a proteggere in modo più efficace ambienti cloud e ibridi complessi

La sicurezza degli ambienti cloud compie un nuovo passo avanti. Kaspersky ha annunciato un importante aggiornamento della propria soluzione Cloud Workload Security (CWS), introducendo funzionalità basate sull’intelligenza artificiale e nuove integrazioni pensate per semplificare la gestione della sicurezza in contesti sempre più complessi, tra cloud, container e infrastrutture ibride. Al centro dell’aggiornamento c’è l’integrazione con le API di OpenAI all’interno del modulo Kaspersky Container Security (KCS). Questa novità consente di arricchire l’analisi delle vulnerabilità con descrizioni contestuali generate automaticamente, trasformando dati tecnici spesso difficili da interpretare in informazioni chiare e utili per i team di sicurezza. L’obiettivo è accelerare le indagini, ridurre le lacune di competenze e supportare decisioni più rapide ed efficaci.

L’adozione crescente di ambienti containerizzati e architetture DevOps ha reso la gestione della sicurezza sempre più articolata. In questo scenario, Kaspersky CWS punta a offrire una visibilità centralizzata su workload, cluster Kubernetes e piattaforme cloud, integrando protezione runtime, approcci “shift-left” e supporto alla conformità normativa. Grazie all’utilizzo di modelli linguistici avanzati, i risultati delle scansioni delle immagini dei container vengono ora accompagnati da spiegazioni automatiche dei rischi. Una funzione che permette ai team IT di stabilire rapidamente le priorità di intervento, migliorando l’efficienza operativa e riducendo i tempi di risposta agli incidenti.

Integrazioni e performance ottimizzate

L’aggiornamento introduce anche miglioramenti sul fronte dell’integrazione e delle prestazioni. Tra le principali novità figurano il supporto al Single Sign-On (SSO) e la compatibilità con ambienti Active Directory multi-dominio, elementi fondamentali per aziende distribuite e infrastrutture complesse. Dal punto di vista operativo, Kaspersky ha ottimizzato i processi di scansione delle immagini container: il sistema è ora in grado di evitare controlli ridondanti su immagini identiche e di gestire in modo più efficiente quelle di grandi dimensioni, riducendo il consumo di risorse e migliorando le performance complessive. Anche la gestione delle policy di sicurezza è stata semplificata, grazie a funzionalità avanzate e a un’interfaccia utente aggiornata, pensata per rendere più intuitivo il controllo dei workload.

La nuova versione include inoltre aggiornamenti ai componenti Light Agent, che sfruttano le versioni più recenti di Kaspersky Endpoint Security per Windows e Linux, migliorando ulteriormente le capacità di protezione e integrazione nei diversi ambienti operativi.

Secondo Anton Rusakov-Rudenko, Senior Product Marketing Manager Cloud & Network Security di Kaspersky, l’introduzione dell’intelligenza artificiale risponde a una necessità concreta: “Con la crescita dell’adozione dell’AI e degli ambienti containerizzati, i team di sicurezza sono sottoposti a una pressione sempre maggiore. Integrare l’AI nella piattaforma consente anche ai professionisti meno esperti di prendere decisioni più rapide e ottenere una visione più approfondita dei rischi”.

AI, Cloud, CyberSec, Kubernetes, workload


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