Checkmk 2.5 unifica monitoraggio e osservabilità
Checkmk annuncia il rilascio della versione 2.5 della propria piattaforma, segnando un passo importante verso l’integrazione tra monitoraggio dell’infrastruttura e osservabilità applicativa. L’obiettivo è offrire ai team IT una visione unificata delle prestazioni, consentendo di analizzare e correlare in un’unica interfaccia le metriche provenienti da sistemi e applicazioni. In un contesto sempre più caratterizzato da ambienti ibridi – che combinano sistemi legacy, cloud e architetture a microservizi – la nuova release punta a ridurre la complessità operativa e accelerare la risoluzione dei problemi. Grazie a una visione completa dello stack tecnologico, le aziende possono individuare più rapidamente le cause alla radice degli incidenti e ridurre il tempo medio di risoluzione (MTTR).
Tra le principali novità introdotte spiccano strumenti progettati per alleggerire il carico di lavoro dei team IT. Uno di questi è Checkmk Relay, una soluzione che consente il monitoraggio sicuro di reti remote senza necessità di configurazioni complesse. Basato su connessioni cifrate in uscita (approccio “Zero Inbound”), elimina la necessità di aprire porte in ingresso o gestire regole firewall articolate, risultando particolarmente utile per ambienti distribuiti o sedi periferiche. Parallelamente, la componente cloud della piattaforma si arricchisce con nuove funzionalità di analisi degli avvisi basate sull’intelligenza artificiale. La funzione “Explain with AI” di Checkmk Cloud traduce automaticamente gli alert in indicazioni chiare sulle possibili cause, facilitando sia la risposta agli incidenti sia la comunicazione tra i diversi team coinvolti. Inoltre, genera riepiloghi immediati degli eventi, semplificando le attività di documentazione.
Uno degli aspetti più rilevanti della versione 2.5 è l’integrazione nativa dell’osservabilità applicativa. La piattaforma raccoglie automaticamente le metriche tramite standard diffusi come OpenTelemetry e Prometheus, collegandole direttamente agli host infrastrutturali senza bisogno di middleware aggiuntivi. Questo approccio consente analisi quasi in tempo reale e migliora significativamente le attività di troubleshooting. Anche applicazioni personalizzate o legacy possono essere monitorate tramite auto-strumentazione, senza modifiche al codice.
Sul fronte cloud, la piattaforma amplia il supporto ai principali provider come Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud Platform, introducendo nuove dashboard e migliorando la gestione dei metadati. In particolare, l’integrazione con Azure consente di navigare ambienti complessi multi-sottoscrizione e migliora le prestazioni di recupero dati fino al 60%. La release rafforza anche il monitoraggio di servizi critici grazie a nuovi controlli dedicati, oltre ad ampliare il supporto agli ambienti di virtualizzazione con tecnologie come Proxmox VE, Microsoft Hyper-V e Podman.
A completare il quadro, miglioramenti all’interfaccia utente, alle dashboard, al monitoraggio sintetico e alle API contribuiscono a rendere la piattaforma più efficiente e intuitiva.
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