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Le PMI in un cloud dove l’innovazione è continua

Oltre a soluzioni e programmi che offre l’ecosistema, l’innovazione sostenibile in un ambiente dinamico e incerto richiede alle PMI struttura e strategia che finora poche hanno abbracciato. Che genere di operatori le aiuta ad attrezzarsi?

Nel numero 2/2025 di Office Automation, in “Le mPMI italiane e gli orizzonti dell’innovazione”, questa rubrica inquadrava il tema: come le micro, piccole e medie imprese (mPMI), spina dorsale del tessuto economico italiano, si stanno muovendo tra cloud, intelligenza artificiale, trasformazione digitale e industria 4.0? Nell’articolo si fa riferimento anche a quanto queste imprese stiano faticando a trovare spazio per l’innovation management, strumenti gestionali che le aziende più strutturate usano per innovare in maniera organica e sostenibile. Per fortuna, l’ecosistema si è evoluto per assisterle, come mostrano gli esempi citati allora. Secondo gli operatori del mercato, il fattore critico è la fiducia: tra cliente e fornitore, e prima ancora della mPMI stessa nella propria capacità di affrontare con successo la sfida dell’innovazione.

Oltre al contributo dell’ecosistema ne occorre uno più organico e strutturale, a medio termine. È in questo contesto che si inserisce per esempio Elite: nata da Borsa Italiana nel 2012 e ora parte del gruppo Euronext, Elite è una rete pan-europea con oltre 2000 società presenti in 24 Paesi, con 797mila dipendenti e 215 miliardi di Euro di fatturato aggregato. Con l’obiettivo di aiutare le aziende della rete a crescere in maniera sostenibile a medio e lungo termine (e quindi, necessariamente, a innovare), Elite mette in contatto le PMI con capitali, competenze e le altre promettenti realtà della rete. Questo ecosistema è composto da aziende che operano in 36 settori differenti, in grande maggioranza realtà familiari giunte alla seconda o terza generazione.

Quali solo le aree di intervento principali che, secondo Elite, possono aiutare le aziende a sviluppare una capacità di innovazione sostenibile?

1. Le competenze manageriali sono spesso concentrate nella proprietà; sono rare le figure di manager esterni, in particolare apicali, come il COO o il CIO, specializzate in una dimensione specifica della gestione d’impresa. Anche quando l’impresa, crescendo, ne nomina qualcuno, questi ruoli manageriali valorizzano figure cresciute all’interno, poche competenze gestionali di alto livello arrivano da fuori.

2. Le aziende si trovano sotto una forte pressione da parte di clienti, oltre che di concorrenti, spesso esteri, molto più grandi di loro. Questa pressione le spinge a evolvere prodotti e servizi, e quindi innovare, in una prospettiva di breve termine, attenta all’impatto immediato.

3. Il ‘consiglio’ che riunisce chi prende le decisioni chiave è un gruppo in molti casi ristretto, di membri della famiglia proprietaria o membri di una rete di relazioni forti ma molto limitata, per lo più locale. Manca quindi l’esperienza di chi ha già vissuto altrove trasformazioni profonde come proprio la digitalizzazione, che pure ciascuna impresa sta oggi affrontando.

Il supporto che Elite offre a queste aziende riguarda:

– La definizione di una strategia di crescita, in particolare di internazionalizzazione, che esige un’innovazione a lungo termine.

– Lo sviluppo di un governo aziendale moderno che comprenda anche un management più strutturato, aperto a competenze esterne e capace di confrontarsi con la proprietà sulla base di esperienze e prospettive diverse.

– L’accesso al mercato dei capitali pubblici e privati, capace di accelerare progetti di crescita e innovazione. Elite offre anche accesso a fonti di finanziamento alternative, tra cui i Basket Bond, investitori istituzionali, private equity, venture capital e advisor finanziari, mettendo le imprese nelle migliori condizioni per dotarsi dei capitali indispensabili per crescere nel lungo periodo in modo sostenibile e sulla base delle proprie esigenze.

Ad oggi sono infatti oltre 2200 le operazioni di corporate finance completate dalle società del network, per un controvalore totale di oltre 25 miliardi di Euro.

Uno dei benefici significativi del supporto di Elite è anche quello di aiutare a strutturare la collaborazione tra PMI e i capi-filiera del settore in cui operano. Un esempio è l’Aerospace & Defence Growth Hub rivolto alle imprese della filiera europea dell’aerospazio e difesa. In alcuni casi, la collaborazione con i capi-filiera può portare alla realizzazione di un basket bond che raggruppi obbligazioni di un insieme di aziende della stessa filiera, come già accaduto con fornitori della filiera energetica nel caso del Sustainability – Linked Basket Bond di ENI.

Quando le società ELITE progrediscono – ciascuna nel modo più affine alle proprie esigenze – in parallelo su accesso ai capitali, corporate governance e strategia, acquisiscono una capacità di competere e innovare a lungo termine che permette loro di uscire dalla logica limitata delle acquisizioni al miglior prezzo. Con questa logica, certo, i fondi di investimento internazionali e nazionali spesso ‘valorizzano’ competenze e proprietà intellettuale di grande valore ‘liberandole’ dai vincoli di strutture societarie che faticano a scalare e ad evolversi. Spesso però disperdono proprio la visione e le motivazioni grazie alle quali l’impresa era nata e aveva avuto successo.

Nuovi contributi dall’ecosistema per l’innovazione delle mPMI

Mentre reti come ELITE, ministeri, amministrazioni locali e associazioni di categoria si impegnano per aiutare le PMI a strutturarsi per un futuro sempre più complesso e mutevole, gli operatori dell’ecosistema continuano a proporre soluzioni e strumenti che rispondano ai cambiamenti di situazione e di percezione dei loro clienti. Ecco alcuni esempi, scelti per la loro diversità gli uni dagli altri: dai giganteschi operatori mondiali, alle imprese di tecnologia profondamente radicate nel territorio, a grandi attori europei che sfidano i dominatori dei mercati cloud globali.

A metà novembre 2025, Amazon Ads ha reso disponibile anche in Italia uno strumento creativo gratuito che, grazie all’intelligenza artificiale, permette di creare annunci video professionali in pochi minuti senza competenze specifiche. “Video Generator è in grado di utilizzare video, immagini di catalogo o i contenuti delle pagine prodotto per creare uno storytelling multi-scena autentico e allineato alla visione del brand. Rendendo la pubblicità video accessibile anche alle piccole realtà. Il nostro obiettivo è consentire a un numero sempre maggiore di aziende di raccontare le proprie storie in modo efficace, creando esperienze di acquisto coinvolgenti”, spiega Kabir Bedi, Head of Product for Generative AI, Creative Experience.

Negli stessi giorni, Amazon Web Services ha proposto ‘Skill Builder’, un insieme di strumenti per potenziare l’efficacia della formazione per singoli professionisti e piccoli team, per esempio esercitandosi a presentare un argomento a un pubblico di interlocutori animati dall’AI del profilo desiderato.

Siamo in un contesto ben diverso, dal respiro molto più breve; entrambe le situazioni offrono a imprese anche piccolissime o unipersonali l’occasione di esplorare paradigmi innovativi, e insieme di accedere a servizi che nella forma tradizionale sarebbero fuori dalla loro portata.

BBBell è un altro rappresentante della categoria di operatori locali descritti nell’articolo precedente, evolutisi nei decenni dalla fornitura di connettività a quella di servizi digitali infrastrutturali e quindi con un rapporto di fiducia consolidato con le PMI del proprio territorio. Loro si sono concentrati in particolare nel servire aree della Liguria e del Piemonte dove altre tecnologie di connettività non arrivano. Simone Bigotti, CEO, fotografa comunità nelle quali l’innovazione è spesso “l’ultima voce del budget” e per anni la digitalizzazione si limitava a generare in PDF ordini, fatture, bolle di consegna. Oggi queste imprese procedono verso una “filiera gestionale completamente digitale” e si rendono conto che un clic sbagliato può portare a perdite reali, di reputazione e di fatturato. A queste organizzazioni BBBell propone soluzioni basate su un’infrastruttura di sua proprietà robusta che garantisce una connettività internet veloce e stabile, e su un data center di prossimità (edge) a Torino, e offre servizi che spaziano da backup e disaster recovery di quella maggioranza dei loro dati che sta ormai all’estero, sul cloud di qualche hyperscaler, alla consulenza su come migrare la propria infrastruttura, fino ai servizi di esercizio e a quel che nel mondo digitale diventa sempre più raro… un telefono da chiamare.

Collabora Productivity realizza e supporta una suite di soluzioni open source per la collaborazione in tempo reale e lo sviluppo in team di documenti. Serve le PMI di tutta Europa tramite partner, che nell’ecosistema open source sono motivati anche da logiche di comunità e bene comune, oltre che dalla ricerca del profitto. Forse anche per questo Michael Meeks, CEO, quando lavora con i piccoli partner che in molti casi servono le PMI li stimola ad andare oltre i servizi di consulenza per confezionare soluzioni da offrire in abbonamento, add-on alla stessa suite di Collabora. Sta qui, secondo Meeks, la chiave della sostenibilità dei partner e quindi della relazione stabile tra Collabora, partner e clienti sulla quale si può costruire un percorso di evoluzione e innovazione a lungo termine che poi il cliente potrà espandere in altri contesti con altre soluzioni e altri partner.

Expert.ai, impresa italiana, si presenta come leader nell’implementazione di soluzioni di intelligenza artificiale per creare valore di business e potenziare l’efficacia dei processi nelle grandi aziende e nelle PMI in Europa e nel mondo. Per Umberto Pardi, Chief Revenue Officer, “Expert.ai si propone al mercato delle PMI attraverso soluzioni verticali, pacchettizzate e standard, veicolate tramite ‘EidenAI Suite’, progettate per rispondere in modo efficace ad esigenze trasversali, indirizzando bisogni comuni con un approccio altamente specializzato.” Come esempi rilevanti per le PMI, Pardi cita in particolare “servizi come l’automazione dei processi di procurement o il knowledge transfer tramite bot conversazionali interni, utile per consultare manuali e documentazione tecnica in ambito industriale, che risolvono in maniera verticale una esigenza molto specifica e però comune a molte aziende, anche piccole, con benefici misurabili”.

La combinazione di strumenti e soluzioni circoscritte dall’ecosistema con una strategia e un piano di crescita a lungo termine può portare imprese meno strutturate a intraprendere in maniera sostenibile il necessario percorso di innovazione continua.

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Specialista di IT Governance - Comune di Mil...