Cloud: una partita apertissima
Nuovi modelli di cloud si vanno profilando, grazie anche all’AI e quelli che oggi sono dei freni potrebbero diventare fattori di spinta.

L’ecosistema del cloud computing è in piena evoluzione, spinto dall’adozione crescente di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale (AI) e il machine learning (ML). Questa trasformazione sta creando un nuovo campo di competizione, dove la capacità di fornire soluzioni integrate e iper-personalizzate rappresenta un vantaggio strategico cruciale. La sfida per i fornitori di servizi cloud è quella di riuscire a gestire in maniera efficace e senza soluzione di continuità ambienti tecnologici complessi, composti da cloud pubblici, privati, on-premises ed edge computing.
È quanto afferma una ricerca di Abi Research che mette in luce come il mercato della gestione dei dati aziendali sia destinato a diventare un campo di battaglia sempre più competitivo, con il settore manifatturiero che emerge come un’opportunità di crescita significativa. L’incremento esponenziale di soluzioni all’avanguardia come AI e Gen AI dovrebbe generare oltre 225 miliardi di dollari di opportunità nel solo settore della gestione dei dati manifatturieri a livello globale. Tuttavia, i produttori affrontano sfide rilevanti nell’implementazione di queste soluzioni, principalmente a causa della qualità e disponibilità dei dati. Questo gap rappresenta un’opportunità strategica per i fornitori di servizi di gestione dei dati cloud, che devono essere in grado di colmare queste lacune e offrire soluzioni differenziate e iperpersonalizzate per assicurare una politica di gestione dei dati adeguata.
Anche GlobalData, altro istituto che si occupa dei trend tecnologici, conferma l’importanza dell’integrazione di ambienti ibridi e multi-cloud, sottolineando come queste innovazioni stiano trasformando il modo in cui le imprese operano, ottimizzando le prestazioni, migliorando la scalabilità e garantendo sostenibilità. La combinazione di edge computing e tecnologie AI/ML sta guidando le aziende verso infrastrutture IT più agili, economiche e sicure. Queste nuove soluzioni cloud stanno aprendo la strada a una maggiore efficienza ed eccellenza operativa, in settori come la manifattura, il trasporto e il retail.
A suo dire l’evoluzione rapida del cloud computing, in particolare dei modelli ibridi e multi-cloud, permette alle organizzazioni di scalare rapidamente e affrontare le complessità del panorama digitale moderno. Le aziende ora dispongono degli strumenti per navigare le sfide moderne con agilità e precisione, migliorando la sicurezza dei dati, l’analisi in tempo reale e riducendo la latenza attraverso l’edge computing. Questo cambiamento fondamentale nel modo in cui le aziende utilizzano le tecnologie cloud è cruciale per ottimizzare le prestazioni e ridurre i costi operativi.
L’AI traina il settore
La crescita della spesa per l’infrastruttura cloud continua ad essere guidata soprattutto ma non solo dagli investimenti legati all’intelligenza artificiale, che non solo hanno un impatto sui server ma hanno iniziato ad avere un’influenza positiva anche sullo storage aziendale – come spiega Juan Pablo Seminara, research director del Worldwide Enterprise Infrastructure Tracker Idc – Anche se permane una certa cautela sul fronte socio-politico, è ormai chiaro che i piani di investimento nell’AI non rallenteranno nel 2024 e continueranno a crescere a un ritmo elevato Inoltre, il miglioramento delle prospettive economiche contribuisce a creare prospettive di spesa molto positive per il 2025, dove la spesa basata sul cloud aumenterà a doppia cifra.
Per il 2024, Idc prevede che la spesa per l’infrastruttura cloud crescerà del 26,1% rispetto al 2023, raggiungendo 138,3 miliardi di dollari, mentre quella per le infrastrutture non cloud dovrebbero crescere dell’8,4%, raggiungendo i 64,8 miliardi di dollari. Per l’infrastruttura cloud condivisa la crescita prevista è del 30,4% nel 2024 rispetto al 2023, per un valore complessivo di 108,3 miliardi di dollari. Quanto alle infrastrutture cloud dedicate, la crescita prevista per il 2024 è del 12,8%, per un valore complessivo approssimabile sui 30 miliardi di dollari. Si fermerà infine al +8,4% la crescita della spesa per le infrastrutture non cloud.
La spesa per l’infrastruttura cloud avrà un tasso di crescita annuale composto del 14,3% nel periodo di previsione 2023-2028, raggiungendo, sempre secondo Idc, il valore di 213,7 miliardi di dollari nel 2028. Il cloud condiviso rappresenterà il 77,5% della spesa cloud totale nel 2028, raggiungendo 165,6 miliardi di dollari, seguita dalla spesa per l’infrastruttura cloud dedicata che si fermerà al 12,6% del mercato complessivo e da quella per le infrastrutture non cloud (3,6%).
È uno scenario tutto sommato abbastanza condiviso anche da Gartner nelle considerazioni di base. Le sue stime prefigurano per il 2024 una crescita del 20,4% nella spesa end-user per servizi di cloud pubblico: il giro d’affari toccherà i 675,4 miliardi di dollari, contro i 561 miliardi del 2023. “La continua crescita che ci aspettiamo di vedere nella spesa in public cloud può essere attribuita in gran parte all’AI generativa, a causa della continua creazione di modelli fondativi general-purpose e della crescente distribuzione su larga scala di applicazioni basate su GenAI”, ha precisato Sid Nag, vice president analyst di Gartner. “Per via di questa continua crescita, ci aspettiamo che la spesa end-user in cloud pubblico supererà la soglia dei mille miliardi di dollari prima della fine del decennio”.
Secondo le previsioni, tutti i segmenti del mercato segneranno incrementi: la spesa nella componente Infrastructure-as-a-service (IaaS), in particolare, aumenterà del 25,6%. Lo IaaS prosegue in un solido tasso di crescita che riflette la rivoluzione della GenAI in corso, ha precisato Nad. Per il Platform-as-a-Service (PaaS) Gartner si attende una crescita del 20,6% e similmente il Software-as-Service (SaaS) segnerà un +20%, confermandosi come segmento di mercato più consistente con un giro d’affari atteso di 247,2 miliardi di dollari. “La spesa in Software-as-Service”, ha commentato l’analista, è alimentata dalla modernizzazione delle applicazioni, da parte di fornitori di software indipendenti, affinché possano essere eseguite con modello di consumo SaaS. Le aziende continuano a incrementare l’utilizzo del cloud per casi d’uso specifici come l’AI, il machine learning, l’Internet of Things e i Big Data, fatto che alimenta la crescita del SaaS”.
I freni alla adozione
Anche per un business in crescita qualche freno esiste. Per esempio un rapporto di Aws-Accenture evidenzia come l’adozione di soluzioni cloud intermedie, come l’uso di strumenti di gestione delle relazioni con i clienti o di pianificazione delle risorse aziendali, nei paesi inclusi nello studio, si attesta al 19% di media. L’adozione avanzata del cloud, come l’utilizzo di AI e ML per compiti più sofisticati, tra cui la rilevazione delle frodi o la previsione della catena di approvvigionamento, è ferma al 13%. Secondo questo report, i timori legati alla cybersecurity, la cultura organizzativa, l’accesso all’infrastruttura digitale e le competenze tecnologiche sono le principali barriere all’adozione del cloud per le micro, piccole e medie imprese. Per superare queste sfide e realizzare il potenziale di questa tecnologia, è necessaria una maggiore collaborazione, anche tra governi e non solo fornitori di tecnologie e società di consulting.
Si discute molto se estendere anche ai servizi cloud la nuova normativa varata per la industry delle telecomunicazioni: sarebbe un rischio per lo sviluppo del mercato? I contrari sembrano prevalere, Dell’avviso di non accogliere la normativa sono ad esempio gli analisti di Analysys Mason secondo cui una mossa del genere avrebbe delle conseguenze indesiderate rispetto agli obiettivi della Commissione Ue, finalizzati alla creazione di una regolazione unica per Cloud e Telco. Per questa fonte il mercato europeo del cloud non è semplicemente un’altra utility – ma al contrario è come la centrale, la base energetica dietro alla quale si sviluppa l’AI, alla base dell’innovazione e della trasformazione digitale europea.
La pensa così anche il Cispe, l’associazione che raccoglie i principali cloud provider internazionali secondo cui la regolamentazione delle telecomunicazioni è stata creata per monopoli gestiti dallo Stato che necessitavano di un intervento normativo per stabilire e promuovere la concorrenza. L’estensione delle norme sulle telecomunicazioni ai servizi cloud sarebbe una cattiva soluzione che aumenterebbe i costi, rallenterebbe gli investimenti e minaccerebbe seriamente gli obiettivi di digitalizzazione dell’Europa.
Sempre per il Cispe l’Europa ha un settore cloud molto dinamico con più attori che forniscono servizi personalizzati e innovazione che avvantaggiano consumatori e aziende rispetto a qualsiasi altra area geografica. Sì, è frammentato, ma trattare queste aziende native digitali allo stesso modo delle società di telecomunicazioni tradizionali non farà che esacerbare le sfide che devono affrontare e consegnare ogni possibilità di crescita, anche tramite infrastrutture cloud federate a livello UE, al cestino. Per questo organismo, in altri termini, la conclusione, è che forzare i servizi cloud nel box normativo delle telecomunicazioni sarebbe un disastro per le ambizioni digitali dell’Europa.
La sicurezza
La sicurezza rappresenta un altro elemento di disturbo. Gli attacchi al cloud sono in aumento, ma solo quattro organizzazioni su cento dichiarano di essere in grado di mitigare i rischi. I numeri di Check Point Cloud Security Report 2024 indicano che serve cambiare il framework di riferimento facendo leva sull’AI. I numeri di questa ricerca mostrano un’impennata degli incidenti nel cloud che dal 24% sul totale del 2023 sono arrivati al 61% nel 2024, mentre si sottolinea la crescente complessità e frequenza delle minacce nel cloud. Il problema più importante è legato al fatto che le organizzazioni impegnano risorse e budget nelle attività di rilevamento e monitoraggio, ma questo è atteggiamento virtuoso solo per proteggersi dalle vulnerabilità note. Troppo poco, si fa in fase di prevenzione, punto su cui è impegnata appena un’azienda su cinque, mentre si tratta di tenere il passo con i rapidi progressi tecnologici, tra cui la velocità di DevOps e la distribuzione di nuovi codici e applicazioni nel cloud che non fanno sconti su questo punto.
Esiste quindi un grande potenziale
“Nel 2023, l’adozione di servizi cloud in Europa ha superato il 45%, con un aumento di 4 punti percentuali rispetto al 2021. Ma si tratta nella maggior parte di casi legati a servizi di base, ad esempio e-mail, archivio di file”, ha commentato Emmanuel Raptopoulos, Presidente EMEA di SAP. “Il vero potenziale della tecnologia cloud non è ancora stato realizzato. Si tratta sia di un’opportunità persa, un ostacolo alla rapida adozione dell’AI sul mercato”.